Gli uomini che assumono l’antiaritmico amiodarone, specie quelli con un’ampia esposizione al farmaco, sembrano essere a maggior rischio di cancro, stando ai risultati di uno studio osservazionale retrospettivo dell’Università di Taipei (Taiwan) appena pubblicato su Cancer. Tale aumento, invece, sembra risparmiare le donne.

Negli uomini in terapia con amiodarone, infatti, il rischio di cancro di qualsiasi tipo di è risultato superiore di quasi il 20% rispetto alla popolazione generale, con un tasso di incidenza standardizzato (SIR) di 1,18 (IC al 95% 1,02-1,36, p = 0.022). E per gli uomini che avevano assunto un numero cumulativo di dosi definite giornaliere superiore a 180 in un anno, il rischio è risultato superiore del 46% (SIR 1,46; IC al 95% 1,11-1,89, P = 0,008).

Amiodarone è risultato associato a un certo numero di eventi avversi potenzialmente gravi, tra cui disfunzione tiroidea, fibrosi polmonare e tumori cutanei e della tiroide.

Per valutare la possibile correlazione tra impiego dell’antiaritmico e rischio tumorale, i ricercatori taiwanesi (guidati da Liu Chia-Jen del National Yang-Ming University Hospital di Yilan), hanno analizzato i dati del National Health Insurance Research database, nel quale hanno cercato tutti i pazienti trattati con amiodarone tra il 1997 e il 2008 che non avevano avuto alcun tumore in precedenza, identificandone 6418.

Più della metà erano uomini, l'età media era di 70 anni e il follow-up mediano è risultato di 2,57 anni. Le coorte presentava molte comorbidità come ipertensione (76%), insufficienza cardiaca (47%), malattia polmonare ostruttiva cronica (44%) e diabete (39%).

Durante il follow.up, complessivamente, 280 pazienti hanno sviluppato un tumore. Nell’intera coorte, i pazienti trattati con amiodarone hanno mostrato un aumento borderline del rischio di tumori di circa il 10% (SIR 1,12; IC al 95% 0,99-1,26; P = 0,067).

Le donne in terapia con l’antiaritmico, invece, non sembrano essere a maggior rischio di tumori (SIR 99; IC L 95% 0,79-1,23). Una possibile spiegazione per la differenza di genere è che le donne eliminano il farmaco più velocemente rispetto agli uomini. Amiodarone ha un’emivita di circa 2 mesi e può accumularsi nei tessuti.

Tra gli uomini, si è visto un aumento del rischio più marcato nella fascia di età 20-60 anni (SIR 1,67; IC al 95% 1,07-2,48; P = 0,025) e negli over 80 (SIR 1,41; IC al 95% 1,07-1,83; P = 0,016).

Tra i fattori associati a un aumento del rischio, l'analisi multivariata ha identificato l’età (HR 1,04; IC al 95% 1,03-1,06; P <0,001), il sesso maschile (HR 1,90; IC al 95% 1,38-2,62; P <0,001), la presenza di cirrosi (HR 3,70; IC al 95% 2,10-6,52; P < 0,001); lo status socio-economico HR 0,63; IC al 95% 0,45-0,87; P = 0,006) e il numero di dosi cumulative giornaliere (HR 1,001 per ogni dose addizionale; IC al 95% 1-1,002; P = 0,022).

I ricercatori hanno anche analizzato i rischi stratificando le dosi giornaliere cumulative in terzili e hanno visto così che i pazienti nei terzili intermedo e più alto di assunzione cumulativa avevano rispettivamente un HR aggiustato pari a 1,70 (IC al 95% 1,02-2,84; P = 0,042) e 1,98 (IC al 95% 1,22-3,22; P = 0,006).

Non hanno trovato, invece, nessuna differenza a seconda degli specifici tipi di cancro, tra cui quello del polmone, della tiroide e della pelle. Una scoperta che Heist E. Kevin, del Massachusetts General Hospital Corrigan Minehan Heart Center di Boston, non coinvolto nello studio, ha definito sorprendente, portandolo a esprimere qualche dubbio sulla correttezza del risultato.

A questo proposito, i ricercatori hanno sottolineato che il numero dei singoli tumori era limitato e il follow-up di 2,57 può anni non essere stato sufficientemente lungo per rilevare le reali differenze.

Altre limiti dello studio di coorte sono la sua natura osservazionale e l’assenza di informazioni su altri potenziali fattori di rischio come il fumo, la storia familiare e l'esposizione alle tossine ambientali.

"Anche se un ampio screening dei tumori occulti nei pazienti attualmente in trattamento con amiodarone appare poco praticabile, è consigliabile segnalare regolarmente tali eventi nei prossimi studi sull’amiodarone" concludono i ricercatori.

Per il momento, ha consigliato Heist, i pazienti che necessitano dell’amiodarone devono continuare a prenderlo, ma i loro curanti devono stare in guardia. Il messaggio è “continuare a utilizzarlo quando è necessario, ma essere certi di averne bisogno e ed essere certi che non ci sia o non sia già stata provata un’alternativa più sicura" ha detto l’esperto.

V. Su, et al. Amiodarone and the risk of cancer: a nationwide population-based study. Cancer 2013; DOI: 10.1002/cncr.27881
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