L’assunzione di aspirina è associata a una riduzione significativa dell'incidenza dell’adenocarcinoma gastrico non cardiaco, ma non sembra avere alcun effetto sull'incidenza dell’adenocarcinoma esofageo. A suggerirlo sono i risultati di un’analisi del Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian Cancer Screening Trial (PLCO), uno studio osservazionale presentato in occasione dell’ultima Digestive Disease Week.

Tra i partecipanti arruolati nello studio, un qualsiasi uso di aspirina è risultato associato a una riduzione di quasi il 40% dell’incidenza dell’adenocarcinoma gastrico non cardiaco, mentre l'incidenza dell’adenocarcinoma gastroesofageo è aumentata numericamente ma non in modo statisticamente significativo, ha riferito Jigarkumar A. Patel, del Bethesda Naval Hospital di Bethesda.

Anche ibuprofene ha mostrato una tendenza verso una riduzione dell'incidenza dell’adenocarcinoma esofageo, che, tuttavia, non ha raggiunto la significatività statistica.

"Il ruolo dell’aspirina o di altri FANS nella prevenzione offre ancora una speranza per alcune delle altre neoplasie del tratto gastrointestinale superiore" ha detto Patel durante la sua presentazione.

I tassi di mortalità per gli adenocarcinomi dell'esofago e dello stomaco sono tra i più alti fra i tumori comuni e la sopravvivenza a 5 anni è rispettivamente del 18 e 28%. L'incidenza del carcinoma esofageo è aumentata negli ultimi decenni, ha ricordato l’oncologo, e negli Stati Uniti la maggior parte dei casi è rappresentata dall’adenocarcinoma nell'esofago distale.

Un'analisi eseguita nel 2011 su dati individuali dei pazienti arruolati in studi clinici randomizzati e controllati ha mostrato un’associazione tra utilizzo di aspirina per 5 anni e riduzione significativa del rischio di decesso dovuto a un carcinoma gastrointestinale in tutti i gruppi di pazienti adulti, ha ricordato l’autore.

Per verificare se la chemioprevenzione con aspirina o ibuprofene possa ridurre l'incidenza dei tumori esofagei e gastrici, Patel e i suoi colleghi hanno analizzato i dati sull'impiego di ciascuno dei due farmaci, raccolti dal 1993 al 2001, da parte dei 149.024 partecipanti allo studio PLCO. I partecipanti avevano un’età compresa tra 55 e 74 anni e sono stati seguiti per un periodo mediano di 12,4 anni. I ricercatori hanno raccolto i dati sull'incidenza di tumori dello stomaco e dell'esofago in questa coorte e calcolato gli hazard ratio (HR) per ogni tipo di tumore.

Nel campione studiato sono state registrate 487 neoplasie del tratto gastrointestinale superiore, che gli autori hanno suddiviso per codici diagnostici in: adenocarcinoma esofageo, adenocarcinoma cardioesofageo o adenocarcinoma gastrico non cardiaco (per esempio, nello stomaco distale). Nella loro analisi non hanno considerato, invece, i tumori a cellule squamose.

Un qualsiasi utilizzo di aspirina è risultato associato a una riduzione significativa del rischio di adenocarcinoma gastrico non cardiaco (HR 0,61; P = 0,001). Tuttavia, l'aspirina non sembra aver avuto effetti evidenti sui tumori esofagei o cardioesofagei.

L'effetto più forte si è osservato tra i partecipanti che avevano riferito di prendere l'aspirina meno di una volta al giorno, ma più di una volta alla settimana (HR 0,47; P = 0,005).

Inoltre, come già riscontrato in precedenza, si è osservato un trend non significativo verso un beneficio per l'uso di ibuprofene contro gli adenocarcinomi non cardiaci, ma solo per coloro che hanno segnalato di assumere il farmaco quotidianamente, mentre un’assunzione settimanale o mensile non sembra avere esercitato alcun effetto protettivo.

"I dati contrastanti potrebbe essere in parte dovuti alla presenza di molteplici fattori di confondimento, come avere l'esofago di Barrett, una malattia da reflusso o l’infezione da H. pylori, oppure a una causalità inversa, che è un fattore di cui tenere conto quando i pazienti pensano di prendere i FANS dietro consiglio del loro medico di famiglia" ha detto Patel.

L’oncologo ha aggiunto che i loro risultati sono simili a quelli mostrati da altri studi di coorte di grandi dimensioni. Inoltre, ha rimarcato, fino a quando non saranno disponibili i risultati di studi randomizzati prospettici sulla chemioprevenzione con aspirina, per esempio lo studio Aspirin and Esomeprazole Chemoprevention in Barrett’s Metaplasia (ASPECT) e lo studio Aspirin in Reducing Events in the Elderly trial (ASPREE), bisognerà fare affidamento sugli studi prospettici di coorte per quanto riguarda le evidenze di effetti protettivi dell'aspirina nei confronti di questi tumori.