Sebbene il cancro di per sé aumenti il rischio di tromboembolismo venoso (TEV) e la chemioterapia lo accresca ulteriormente, vi è consenso generale tra gli esperti sul fatto che non ci sono abbastanza evidenze per raccomandare la profilassi anticoagulante in tutti i pazienti; tuttavia, si sostiene da tempo che alcuni tipi di tumore rappresentano un’eccezione. Tra questi potrebbero esserci i tumori del tratto gastrointestinale superiore, come proposto da due diversi gruppi di ricercatori inglesi in occasione dell’ultimo World Congress of Gastrointestinal Cancers, tenutosi a Barcellona.

Lo studio UK Fragem Trial, uscito il mese scorso sullo European Journal of Cancer ha mostrato che la terapia profilattica anticoagulante con dalteparina ha ridotto in modo significativo il rischio di TEV in tutti i pazienti affetti da tumore al pancreas trattati con gemcitabina. Rajarshi Roy, oncologo dell'Hull & East Yorkshire NHS Trust, di Hull, nel Regno Unito, ha spiegato che nel suo centro, a seguito dei risultati di questo studio (di cui Roy è uno degli autori) è già stata cambiata la pratica clinica o ora si fa la profilassi con dalteparina ai pazienti colpiti da tumore al pancreas, che è noto per essere altamente trombogenico.

Il gruppo di Roy si propone ora di estendere la profilassi anticoagulante ad altri pazienti affetti da tumori maligni del tratto gastrointestinale superiore, perché anche questi pazienti sono ad alto rischio di TEV.

In un poster presentato durante il congresso, Roy e i suoi collaboratori hanno segnalato un tasso particolarmente elevato di TEV nei pazienti colpiti da tumori della giunzione gastroesofagea. I dati di letteratura parlano di stime di prevalenza intorno al 10-13%, ma i ricercatori inglesi hanno riportato una prevalenza quasi doppia: il 21,5%.

I loro dati sono stati ricavati da un’analisi retrospettiva su 65 pazienti affetti da tumori della giunzione gastroesofagea, dalla quale è emerso che 14 pazienti (il 21,5%) avevano sviluppato un TEV durante o dopo la chemioterapia neoadiuvante con un regime contenente platino. Di questi, 8 (il 12%) hanno avuto un’embolia polmonare, 5 (l’8%) una trombosi venosa profonda agli arti inferiori e un paziente una trombosi della vena succlavia. Quattro dei pazienti colpiti da embolia polmonare sono deceduti entro 30 giorni dall’intervento, nonostante fossero stati sottoposti al trattamento terapia anticoagulante con eparina a basso peso molecolare.

Roy ha detto in un’intervista che potrebbe essere il caso di sottoporre a profilassi anticoagulante tutti i pazienti affetti da tumori maligni del tratto gastrointestinale superiore e il suo gruppo sta proponendo un trial clinico su questa popolazione. "Una possibilità è quella di fare la profilassi nel periodo preoperatorio, quando i pazienti sottoposti alla chemioterapia e o alla radioterapia” ha aggiunto l’oncologo.

A proporre uno studio di questo tipo è anche un altro gruppo di ricercatori inglesi, guidati da Caroline Chau, del dipartimento di oncologia medica del Queen Alexandra Hospital di Portsmouth, nel Regno Unito. Anche questo gruppo ha presentato un’analisi retrospettiva dei dati relativi  a 115 pazienti affetti da tumori maligni del tratto gastrointestinale superiori sottoposti a chemioterapia neoadiuvante e chirurgia. Più della metà di questi pazienti (il 59%) aveva un tumore all’esofago, il 28% un tumore della giunzione gastroesofagea e il 13% un cancro allo stomaco.

L’analisi ha evidenziato un’incidenza di TEV del 12,2%, con 7 pazienti colpiti da embolia polmonare e altri 7 da trombosi venosa.

Gli autori spiegano che i pazienti colpiti da TEV hanno avuto risultati inferiori in termini di sopravvivenza, almeno nelle fasi iniziali del trattamento, indipendentemente da tutte le altre variabili analizzate, tra cui età, sesso, localizzazione della malattia, istologia, dimensioni del tumore, e coinvolgimento linfonodale.

Per questo, il gruppo propone uno studio prospettico randomizzato e controllato sull'uso della profilassi anticoagulante in pazienti ambulatoriali sottoposti a chemioterapia neoadiuvante per il trattamento dei tumori del gruppo del tratto gastrointestinale superiore.