L'impiego profilattico di GM-CSF è associato a una mortalità correlata al trapianto e a una mortalità complessiva più basse nei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche. Lo evidenzia un nuovo studio randomizzato su pazienti con diverse malattie di base, tra cui la leucemia mieloide cronica, pubblicato di recente sul Journal of Clinical Oncology.

Sia il GM-CSF sia il G-CSF riducono la durata e la gravità della neutropenia nei pazienti sottoposti a chemioterapia. "Nonostante il fatto che il G-CSF e il GM-CSF condividano una serie di attività biologiche, il GM-CSF sembra essere più potente contro i funghi” scrivono nell’introduzione gli autori del lavoro, guidati da Chun Wang, della Shanghai Jiao Tong University. In precedenza, tuttavia, nessuno studio aveva paragonato gli effetti profilattici di questi fattori di crescita nei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali.

Wang e i colleghi hanno ipotizzato che una profilassi con GM-CSF durante la neutropenia sia in grado di ridurre le infezioni fungine invasive nei soggetti che sono stati sottoposti a un trapianto allogenico di cellule staminali . Per verificarlo, hanno arruolato 206 pazienti e ne hanno trattati 68 con GM-CSF, 69 con G-CSF e altri 69 con una combinazione dei due fattori di crescita, una volta al giorno.

La malattia di base più comune era la leucemia mieloide acuta, che aveva colpito 74 pazienti, seguita dalla leucemia mieloide cronica, in 43 pazienti, dalla leucemia linfoblastica acuta, in 34 pazienti e da altre malattie, presenti in un minor numero di casi.

Nell’analisi intent-to-treat, l'incidenza di malattia fungina invasiva a 100 giorni non è risultata diversa nei tre gruppi di trattamento. Tuttavia, la risposta al trattamento antifungino è risultata migliore dal giorno 22 al giorno 100 nel gruppo trattato con il GM-CSF e in quello trattato con la combinazione rispetto al gruppo trattato con il G-CSF (OR 0,009).

Inoltre, il tasso di mortalità cumulativo a 100 giorni è risultato significativamente più basso nel gruppo trattato con GM-CSF che non in quello trattato con G-CSF: 10,3% contro 24,6% (P = 0,037). Anche la mortalità correlata al trapianto e apparsa significativamente inferiore con GM-CSF, sia da solo sia in combinazione con G-CSF, rispetto al solo G-CSF: rispettivamente '8,8% e 8,7% contro 21,7% (P = 0,034).

Il beneficio offerto dal GM-CSF si è mantenuto anche più a lungo termine. Dopo un follow-up mediano di 600 giorni, infatti, il  tasso di mortalità correlato alle infezioni fungine invasive è stato dell’1,47% nel gruppo trattato con GM-CSF, 1,45% in quello trattato con la combinazione dei due fattori di crescita e 11,59% in quello trattato con G-CSF (P = 0,016).

Secondo Wang e i colleghi, i risultati migliori ottenuti con GM-CSF potrebbero essere dovuti al fatto che questo fattore di crescita agisce in modo da aumentare il numero di macrofagi tissutali e il numero di neutrofili, monociti ed eosinofili circolanti, oltre ad aumentare l'attività fagocitaria di queste cellule contro i funghi.

Pertanto, sulla base dei loro risultati, i ricercatori cinesi concludono che nei pazienti sottoposti a trapianto allogenico, durante i periodi di neutropenia, la profilassi con GM-CSF potrebbe essere preferibile a quella con G-CSF per ridurre le infezioni e la mortalità legata alle infezioni.

L. Wan, et al. Effect of Granulocyte-Macrophage Colony-Stimulating Factor on Prevention and Treatment of Invasive Fungal Disease in Recipients of Allogeneic Stem-Cell Transplantation: A Prospective Multicenter Randomized Phase IV Trial. J Clin Oncol. 2015; doi: 10.1200/JCO.2014.60.5121.

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