Il ‘vecchio’ betabloccante propranololo ha dimostrato di ridurre le dimensioni degli emangiomi infantili (tumori vascolari benigni potenzialmente deturpanti) nei bambini piccoli al di sotto dei 5 anni in uno studio controllato e randomizzato, made in Australia, pubblicato sul numero di luglio di Pediatrics.

Dopo un trattamento con propranololo per 6 mesi, il team australiano, guidato da Marcia Hogeling del Sydney Children's Hospita ha visto che le lesioni erano notevolmente diminuite di volume, così come erano diminuiti il rossore e l'elevazione dalla pelle rispetto al placebo.

Inoltre, il farmaco si è dimostrato sicuro e non ha provocato ipertensione, ipoglicemia o bradicardia significative nella coorte studiata, formata da 40 bambini.

Per propanololo si tratta di una conferma: circa due mesi fa, su Archives of Otolaryngology -- Head & Neck Surgery è stato pubblicato uno studio analogo francese su un numero simile di piccoli pazienti, che ha evidenziato l’utilità del betabloccante per il trattamento degli emangiomi infantili della testa e del collo, specie iniziando precocemente la terapia.

Anche nello studio australiano, le risposte notevoli ottenute con propranololo sembrano indicare che un trattamento precoce potrebbe ridurre le cicatrici e la deturpazione. Nonostante la piccola dimensione del campione, secondo i ricercatori, questi risultati possono essere "sufficienti a giustificare l’impiego di propranololo come terapia di prima linea per i casi potenzialmente deturpanti o complicati”.

Come fanno gruppo rilevare gli autori, però, sono molti i medici che già hanno adottato questa strategia sulla base dei risultati positivi di una serie di casi clinici. Inoltre, i pazienti spesso non iniziano la terapia abbastanza presto per poter beneficiare dell'effetto antiproliferativo dei corticosteroidi sistemici, attualmente il gold standard terapeutico per gli emangiomi, e non sempre rispondono al trattamento.

Nel loro trial, la Hogeling i il suo team hanno coinvolto 40 bambini di età compresa tra 9 settimane e 5 anni, trattati per 6 mesi con propranololo 2 mg/kg o placebo per via orale, suddivisa in tre somministrazioni giornaliere.

Tutti i bambini avevano emangiomi infantili in profondità sotto la pelle o situati in sedi, come la punta del naso o intorno all'occhio, tali da compromettere la funzionalità dell’organo o essere deturpanti. I pazienti arruolati si erano presentato troppo tardi per iniziare la terapia con corticosteroidi o non avevano risposto alla terapia.

Nel gruppo trattato con propranololo, le lesioni si sono rimpicciolite rapidamente fino ad arrivare in media al 60% delle loro dimensioni iniziali dopo 24 mesi. Nei controlli, invece, gli emangiomi sono cresciuti nella prima metà del periodo di studio, per poi ridursi fino a raggiungere una riduzione di volume finale del 14,1% dopo 24 settimane, con una differenza sostanziale e significativa rispetto al trattamento attivo (P = 0,01).
Anche la riduzione del rossore e dell’elevazione dei tumori rispetto alla cute sana circostante sono state significativamente maggiori con il betabloccante (in entrambi i casi P = 0,01 a 24 settimane).

Sul fronte degli eventi avversi, un bambino del gruppo propanololo ha abbandonato lo studio a causa di un’infezione delle alte vie respiratorie. Tra gli altri eventi avversi ci sono stati quattro casi di bronchiolite (sempre nel gruppo in trattamento attivo), due casi in ogni gruppo di disturbi del sonno, un caso ciascuno di mani e piedi freddi, infezione da streptococco, gastroenterite virale, aumento della fosfatasi alcalina e carie dentali.

Sono ora necessari altri studi per stabilire la durata ottimale del trattamento, fanno notare gli autori. Infatti, anche se non rientrava formalmente tra le valutazioni previste dal protocollo del trial, il team australiano ha osservato una ricrescita degli emangiomi quando si è sospeso il trattamento con propranololo, specie nei bambini di età inferiore ai 12 mesi.

Gli autori sottolineano che la fascia di età studiata può avere reso difficile distinguere una risposta solo parziale al farmaco dall’involuzione naturale che si verifica spesso con gli emangiomi infantili quando i bimbi crescono. Non tutti, infatti, hanno risposto in modo straordinario, ma in tutti si è avuta una riduzione della lesione.

Perciò, concludono la Hogeling e i suoi collaboratori, “il farmaco potrebbe essere particolarmente utile in questo gruppo per accelerare l’involuzione in sostituzione di un intervento chirurgico precoce o per abbassare l'età in cui si può effettuare un intervento chirurgico tempestivo per massimizzare l'escissione con il minimo danno cicatriziale".

M. Hogeling, et al. A Randomized Controlled Trial of Propranolol for Infantile Hemangiomas. Pediatrics 2011; 128: e259–e266.
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