Pubblicate le nuove linee guida ASCO sulla terapia ormonale per il tumore al seno avanzato HR+

Sono state da poco pubblicate sul Journal of Clinical Oncology le nuove linee dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) sull'impiego della terapia ormonale per le donne affette da un carcinoma mammario metastatico con recettori ormonali positivi (HR+).

Sono state da poco pubblicate sul Journal of Clinical Oncology le nuove linee dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) sull’impiego della terapia ormonale per le donne affette da un carcinoma mammario metastatico con recettori ormonali positivi (HR+).

Prima linea
La terapia ormonale, raccomanda la società americana, dovrebbe essere offerta alle pazienti i cui tumori esprimono i recettori degli estrogeni e/o del progesterone, qualunque sia il loro grado di espressione, e dovrebbe essere raccomandata come trattamento iniziale per tutte le pazienti con un carcinoma mammario metastatico HR+, proseguendo la terapia fino alla comparsa di segni inequivocabile di progressione della malattia, fatta eccezione per quelle pazienti che hanno una malattia potenzialmente letale nell’immediato o che sviluppano una rapida recidiva della malattia nei visceri durante la terapia endocrina adiuvante.

Invece, non è raccomandata la combinazione della terapia endocrina con la chemioterapia.

Secondo le linee guida, inoltre, la terapia di prima linea per le donne in post-menopausa dovrebbe comprendere gli inibitori dell'aromatasi e alle pazienti con un tumore in fase metastatica, non esposte in precedenza alla terapia endocrina adiuvante, si potrebbe offrire una terapia ormonale combinata con un inibitore dell'aromatasi steroideo e fulvestrant 500 mg con una schedula di carico.

Invece, alle donne in pre-menopausa con un tumore metastatico si dovrebbe offrire la soppressione o l’ablazione ovarica e la terapia ormonale, perché gli agenti ormonali attualmente approvati sono stati studiati solo tra le donne in post-menopausa, avvertono gli esperti dell’ASCO, coordinati da Hope S. Rugo, della University of California di San Francisco.

Seconda linea
Per la terapia di seconda linea, le linee guida americane raccomandano la terapia ormonale sequenziale per le pazienti con malattia responsiva agli ormoni, fatta eccezione per le donne in rapida progressione con disfunzione d'organo.

Fulvestrant, se somministrato, dovrebbe essere dato a un dosaggio pari a 500 mg e con una schedula di carico all'inizio del trattamento, i giorni 15 e 28, e poi una volta al mese.

Combinazioni con terapie mirate
Le linee guida, elaborate dopo una revisione sistematica delle evidenze disponibili in letteratura a partire dal 2008 fino al 2015, menzionano anche le combinazioni con le terapie mirate per situazioni specifiche:
-    inibitori dell'aromatasi non steroidei più palbociclib per le donne in post-menopausa con un tumore metastatico HR+ naïve al trattamento, perché questa combinazione ha dimostrato di offrire un vantaggio in termini di sopravvivenza libera da progressione (PFS), ma non di sopravvivenza globale (OS), rispetto al solo letrozolo.
-    exemestane più everolimus per le donne in post-menopausa con un tumore metastatico HR+ che hanno mostrato segni di progressione della malattia durante un trattamento precedente con inibitori dell’aromatasi steroidei, con o senza una precedente linea di chemioterapia, prima o dopo il trattamento con fulvestrant. Questa combinazione ha mostrato di migliorare la PFS, ma non l’OS, rispetto al solo exemestane.
-    fulvestrant più palbociclib per le pazienti che hanno mostrato una progressione della malattia durante un precedente trattamento con un inibitore dell'aromatasi con o senza una precedente linea di chemioterapia, in virtù di un miglioramento della PFS rispetto al solo fulvestrant. Le linee guida avvertono che il trattamento dovrebbe essere limitato alle pazienti non esposte in precedenza agli inibitori di CDK4/6.
-    un farmaco mirato contro l’EGFR dovrebbe essere aggiunto a un inibitore dell'aromatasi in prima linea nelle pazienti con un tumore metastatico HR- ed HER2+, per le quali la chemioterapia non è subito indicata.

In questa fase, scrivono gli esperti dell’ASCO, non si dovrebbe utilizzare la determinazione del profilo genomico o di espressione genica per selezionare il trattamento per un tumore metastatico HR+.

Le linee guida sottolineano anche che è "obbligatorio valutare in tutte le pazienti lo stato dell’ER e dell’HER2 nel tumore. Spesso è raccomandata una biopsia per determinare o confermare se una lesione sospetta rappresenta un tumore metastatico; in questo caso, si dovrebbero determinare anche i marker".

H.S. Rugo, et al. Endocrine Therapy for Hormone Receptor–Positive Metastatic Breast Cancer: American Society of Clinical Oncology Guideline. J Clin Oncol. 2016; doi: 10.1200/JCO.2016.67.1487.
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