Rabdomiosarcoma metastatico, regime intensivo multi-agente può migliorare la sopravvivenza

Pazienti in età pediatrica e giovani adulti con rabdomiosarcoma metastatico che non avevano più di un fattore di rischio secondo Oberlin hanno mostrato una buona sopravvivenza libera da eventi (EFS) se trattati con una terapia intensiva multi-agente in uno studio del Children's Oncology Group (COG) pubblicati sul Journal of Clinical Oncology.

Pazienti in età pediatrica e giovani adulti con rabdomiosarcoma metastatico che non avevano più di un fattore di rischio secondo Oberlin hanno mostrato una buona sopravvivenza libera da eventi (EFS) se trattati con una terapia intensiva multi-agente in uno studio del Children’s Oncology Group (COG) pubblicati sul Journal of Clinical Oncology.

Tuttavia, riferiscono gli autori, i pazienti con due o più fattori di rischio hanno mostrato una prognosi sfavorevole, anche con la terapia combinata, che comprendeva la chemioterapia e la radioterapia con un’intensificazione delle somministrazioni.

"Anche se nel corso degli ultimi tre decenni ci sono stati miglioramenti nelle strategie di trattamento per i pazienti con rabdomiosarcoma localizzato, che hanno portato a una diminuzione della tossicità senza compromettere l’efficacia, sono stati fatti pochi progressi nel trattamento dei pazienti con malattia metastatica" scrivono i ricercatori, coordinati da Carola AS Arndt, della Mayo Clinic di Rochester.  "I pazienti con malattia in stadio IV, ad eccezione di quelli di età inferiore a 10 anni con un rabdomiosarcoma embrionale, hanno un’EFS a lungo termine inferiore al 20%" aggiungono gli autori.

La Arndt e i colleghi del COG hanno cercato di valutare se la terapia multiagente potesse migliorare gli outcome in un gruppo di 109 pazienti (di cui il 55% di sesso maschile) colpiti da rabdomiosarcoma metastatico, la maggior parte con non meno di 10 anni o più (in particolare, 61 di età compresa tra i 10 e i 20 anni e sette con non meno di 21 anni).

Per migliorare gli outcome in questa popolazione, i ricercatori hanno usato tre strategie: l’intensificazione delle somministrazioni riducendo l’intervallo tra una e l’altra, la selezione degli agenti più attivi valutati negli studi di fase II e l'uso di irinotecan come sensibilizzante alle radiazioni.

I partecipanti sono stati trattati per 54 settimane con una terapia composta da blocchi di vincristina e irinotecan (nelle settimane 1-6, 20-25 e 47-52); vincristina, doxorubicina e ciclofosfamide, in alternanza con etoposide e ifosfamide (nelle settimane 7-19 e 26-34), e vincristina, dactinomicina e ciclofosfamide (nelle settimane 38-46).

I pazienti sono stati sottoposti alla radioterapia primaria nelle settimane da 20 a 25. La radioterapia era  consentita anche nelle settimane dalla 1 alla 6 in presenza di estensione intracranica o paraspinale, e nelle settimane dalla 47 alla 52 per le sedi con metastasi estese.

Il follow-up per i pazienti sopravvissuti è stato di 3,8 anni (range: 7,7 mesi-4,7 anni).

Nell’intera coorte, l’EFS a 3 anni è stata del 38% (IC al 95% 29-48) e l’OS a 3 anni del 56% (IC al 95% 46-66).

I ricercatori hanno poi stratificato i pazienti sulla base dei fattori di rischio di Oberlin, tra cui l'età superiore ai 10 anni o inferiore ai 12 mesi, una sede sfavorevole della malattia primaria, tre o più sedi metastatiche e l'osso o un coinvolgimento midollare per analizzare l’EFS.

Tra i pazienti ad alto rischio con uno o nessun fattore di rischio di Oberlin, l’EFS a  3 anni è stata del 69% (IC al 95% 52-82), mentre in quelli con due o più fattori di rischio di Oberlin è stata del 20% (IC al 95% 11-30).

Quando i ricercatori hanno confrontato i dati relativi all’intero campione con i dati storici provenienti da una coorte di pazienti simili con rabdomiosarcoma metastatico trattati nello nel trial pilota dell’Intergroup Rhabdomyosarcoma Study-IV, in cui si sono valutati regimi a base di ifosfamide/doxorubicina e ifosfamide/etoposide, si è visto che ii pazienti analizzati nello studio ora pubblicato hanno raggiunto un’EFS mediana significativamente superiore (2,11 mesi contro 1,44; P = 0,0477).

I ricercatori hanno osservato che i profili di tossicità sono risultati simili a quelli osservati in precedenti studi. 

Venticinque pazienti non sono mai sottoposti alla terapia: 11 perché si sono ritirati dallo studio, sei a causa di una progressione della malattia, uno si è perso durante il follow up e sette perché hanno completato tutta la terapia senza fare la radioterapia (n = 7).

"Questi approcci saranno valutati nei prossimi studi sul rabdomiosarcoma ad alto rischio" concludono Arndt e i colleghi.

B.J. Weigel, et al. Intensive Multiagent Therapy, Including Dose-Compressed Cycles of Ifosfamide/Etoposide and Vincristine/Doxorubicin/Cyclophosphamide, Irinotecan, and Radiation, in Patients With High-Risk Rhabdomyosarcoma: A Report From the Children's Oncology Group. J Clin Oncol. 2015;doi:10.1200/JCO.2015.63.4048.
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