La radioterapia palliativa è uno strumento efficace per alleviare il dolore e migliorare la qualità complessiva della vita nei pazienti anziani con metastasi ossee, stando ai risultati di uno studio olandese presentati al secondo forum della European Society for Radiotherapy and Oncology.

Molti oncologi vedono la radioterapia solo come opzione terapeutica in combinazione con la chemioterapia e la chirurgia. Questa forma di terapia richiede un iperfrazionamento e brevi impulsi di radiazioni ad alte dosi, nel tentativo di eliminare la lesione da trattare. Tuttavia, oltre che con intento curativo, la radioterapia può essere utilizzata anche in modo palliativo, sottoponendo il paziente a un minor numero di sedute, allo scopo di contribuire a ridurre l’impatto della malattia e quello associato alla terapia.

Il Dutch Bone Metastasis Study è uno studio condotto su pazienti con metastasi ossee, che ha valutato l'efficacia della terapia radiante somministrata con due diversi approcci: una dose singola di 8 Gy o sei dosi separate di 4 Gy ciascuna, per un totale di 24 Gy. Il trial ha coinvolto 1157 pazienti che hanno risposto a dei questionari dopo ogni seduta di radioterapia, nei quali si chiedeva loro di valutare l’intensità del dolore e la qualità della vita, valutando anche il disagio psicologico, il disagio fisico e la compromissione della capacità di svolgere determinate attività.

I risultati delle analisi hanno mostrato che, pur mostrando di base un deterioramento della qualità di vita e della capacità fisica, i pazienti anziani non erano inclini a giudicare la loro qualità di vita scadente. Inoltre, gli autori hanno osservato una discrepanza tra pazienti anziani e giovani in termini di metastasi viscerali e tipo di tumore primario. Nei pazienti anziani il tumore più frequente era il cancro alla prostata, mentre in quelli più giovani era il tumore al seno, e in questi ultimi si è evidenziata una maggiore prevalenza di metastasi viscerali (35% nei pazienti di età compresa tra 35 e 62 anni contro 17% nei pazienti over 75).

Tutti i gruppi di pazienti hanno dimostrato una risposta significativa alla radioterapia palliativa.

Gli autori concludono quindi che la radioterapia palliativa dovrebbe essere un trattamento raccomandato per i pazienti anziani. Al momento, invece, la radioterapia non viene prescritta spesso a questo gruppo di pazienti, soprattutto a causa di dubbi e timori sull’efficacia del trattamento o su possibili effetti deleteri sulla qualità della vita, correlati all’impegno di presentarsi in ospedale per fare le sedute.

Lo studio del gruppo olandese mostra, invece, che la qualità di vita dei pazienti anziani sottoposti alla radioterapia non è significativamente diversa rispetto a quella dei pazienti più giovani, nonostante il trattamento e la percentuale di risposta inferiore alla radioterapia. Inoltre, una quota significativa dei pazienti anziani (il 67%) ha mostrato una risposta significativa in termini di riduzione del dolore. "Riteniamo che le nostre analisi mostrino un outcome molto utile, con un’ implicazione pratica: si dovrebbe offrire una radioterapia palliativa semplice e veloce ai pazienti anziani" ha detto Paulien Westhoff, dello University Medical Centre Utrecht, presentando lo studio.

La Westhoff ha detto che il suo gruppo intende concentrarsi in futuro sui pazienti anziani, una popolazione sempre più numerosa in ambito oncologico e nella quale ritiene che la radioterapia palliativa possa risultare utile per affrontare vari sintomi della malattia metastatica e dei tumori primari.