La sopravvivenza delle pazienti con cancro alla cervice uterina in fase avanzata aumenta significativamente a seguito del trattamento con gemcitabina e cisplatino, più brachiterapia e chemioterapia adiuvante. E’ il risultato di uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology.

Nello studio, la sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 3 anni per le donne in trattamento con la terapia a base di gemcitabina, cisplatino, radioterapia (EBRT), brachiterapia e chemioterapia adiuvante, è risultata pari al 74%, rispetto al 65% delle pazienti trattate con cisplatino e EBRT, seguiti da brachiterapia (P=0,029). Il primo regime ha portato a un miglioramento dell’HR per la sopravvivenza generale pari al 32%.

Nel trial, 515 pazienti con cancro alla cervice di stadio IIB-IVA, sono state randomizzate a ricevere gemcitabina, più cisplatino o solo cisplatino. I pazienti di entrambi i gruppi sono stati sottoposti anche a brachiterapia e il gruppo assegnato a gemcitabina ha ricevuto inoltre due cicli di chemioterapia adiuvante.

Il regime con gemcitabina ha migliorato l’HR per la PFS del 32% (HR=0,68 P=0,0227), in aggiunta a un miglioramento assoluto pari al 9% nella PFS a 3 anni. Questi pazienti hanno mostrato inoltre un  miglioramento della sopravvivenza generale (HR=0,68 P=0,0224) e del tempo alla progressione della patologia (HR=0,54 P=0,0012).

L’86,5% dei pazienti del gruppo con gemcitabina  ha mostrato effetti di tossicità di grado 3 e 4, rispetto al 46,3% del gruppo di controllo (P<0,001). Due pazienti del gruppo gemcitabina sono deceduti e il decesso è stato classificato come possibilmente collegato al trattamento. Il trattamento con gemcitabina ha causato un maggior numero di effetti di tossicità ematologica di grado 3 e 4 e non ematologica, inclusi diarrea e vomito (P=0,002). Dopo aver escluso gli eventi avversi dovuti alla chemioterapia adiuvante, il trattamento con gemcitabina è risultato comunque associato a una maggiore tossicità durante il trattamento.

Delle pazienti assegnate al gruppo con gemcitabina, 30 hanno necessitato di ospedalizzazione associata al trattamento rispetto a 11 pazienti del gruppo di controllo (P<0,001). Un maggior numero di pazienti assegnate a gemcitabina ha abbandonato lo studio a causa di eventi avversi, in particolare per disfunzione renale, neutropenia e diarrea (P<0,001).

A livello mondiale, il cancro della cervice uterina rappresenta il secondo tumore maligno nella donna. Sebbene la maggioranza delle donne nel corso della propria vita non mostri complicazioni a seguito di un’infezione virale potenzialmente in grado di sviluppare questo tumore, in Italia si stimano circa 3.400 nuovi casi all’anno. Il tasso di incidenza è di 10 casi ogni 100.000 donne, con circa 1.000 decessi.

Negli ultimi anni, è stato evidenziato un significativo trend di diminuzione sia nell’incidenza della patologia che nella mortalità ad essa legata. E’ noto come il principale fattore di rischio per lo sviluppo del tumore alla cervice sia l’infezione da Papilloma virus umano (HPV). A livello mondiale, l’infezione da HPV rappresenta la più comune infezione a trasmissione sessuale negli adulti.

Duenas-Gonzalez A, et al "Phase III open-label, randomized study comparing concurrent gemcitabine plus cisplatin and radiation followed by adjuvant gemcitabine and cisplatin versus concurrent cisplatin and radiation in patients with stage IIB to IVA carcinoma of the cervix" J Clin Oncol 2011; DOI:10.1200/JCO.2010.34.1966.