I risultati preliminari di due nuovi studi hanno mostrato che la combinazione di bortezomib, ciclofosfamide e desametasone, utilizzata per la terapia del mieloma multiplo, è efficace anche nel trattamento dell’amiloidosi da catene leggere (AL). Gli studi sono stati pubblicati su Blood.

Come spiegato dagli esperti il trattamento più efficace per l’amiloidosi AL consiste nella somministrazione di melafalan a dosi elevate seguita dal trapianto di cellule staminali autologhe. Comunque, molti pazienti non sono eleggibili per una terapia così aggressiva.

Nel primo studio pubblicato su Blood gli esperti hanno analizzato 17 pazienti con amiloidosi AL sintomatica trattati con bortezomib, desametasone e ciclofosfamide prima del trapianto di cellule staminali.

Dopo la terapia, il tasso di risposte ematologiche era del 94%. Inoltre, tre dei pazienti non eleggibili per il trapianto di staminali hanno potuto sottoporsi al trattamento dopo la terapia con i tre farmaci. La terapia è stata bene tollerata con pochi eventi avversi non gravi.

Nel secondo studio i ricercatori hanno analizzato 43 pazienti con amiloidosi AL. In questo caso il tasso di risposte ematologiche era dell’81,4%.

Secondo gli esperti, in base ai risultati preliminari di questi studi è possibile afferma che la terapia è efficace e migliora rapidamente la funzionalità degli organi permettendo ai pazienti non eleggibili per il trapianto di cellule staminali di sottoporsi al trattamento.

L’amiloidosi AL è la forma d’amiloidosi sistemica di più comune riscontro nel mondo occidentale, in cui le fibrille derivano da catene leggere immunoglobuliniche monoclonali. La sua incidenza risulta essere circa 10 casi/milione/anno, con età media alla diagnosi di circa 60 anni. In questa forma è presente una popolazione monoclonale di plasmacellule midollari che producono in eccesso catene leggere kappa o lambda. Le catene lambda sono coinvolte nel processo amiloidogenico 3 volte più frequentemente delle kappa con una maggior predilezione per il danno cardiaco e renale. Nella maggior parte dei casi i pazienti con amiloidosi AL hanno una MGUS (Monoclonal Gammopathy of Undetermined Significance), mentre la percentuale in cui l’amiloidosi può complicare in mieloma multiplo si aggira attorno al 12-15%.

Nell’ambito dell’amiloidosi AL i principali sintomi, soprattutto nelle fasi iniziali di malattia, sono aspecifici e comprendono: calo ponderale (in circa il 50% dei pazienti) astenia ,dispnea, edemi diffusi, e parestesie. Segni diagnostici caratteristici di amiloidosi AL quali la macroglossia la porpora periorbitale e l'impegno articolare con il quadro della cosiddetta spalla imbottita sono rari ritrovandosi solo in circa il 15% dei pazienti. Aspetti clinici comuni comprendono la presenza di una proteinuria spesso in ambito nefrosico con o senza insufficienza renale, una cardiomiopatia restrittiva con disfunzione diastolica che determina un grave scompenso cardiaco congestizio, una neuropatia periferica sentiva idiopatica (15% dei casi), una sindrome del tunnel carpale, un interessamento gastroenterico responsabile di diarrea con malassorbimento o emorragie gastroenteriche e un’epatosplenomegalia. Più della metà dei pazienti con amiloidosi AL alla presentazione hanno un coinvolgimento clinico di due o più organi.

Christopher P Venner et al., Cyclophosphamide, bortezomib and dexamethasone therapy in AL amyloidosis is associated with high clonal response rates and prolonged progression free survival Blood blood-2011-10-388462; published ahead of print February 13, 2012, doi:10.1182/blood-2011-10-388462
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