Uno studio presentato al meeting annuale 2012 dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) dimostra come il farmaco sperimentale regorafenib migliora gli outcome per i pazienti con tumori stromali gastrointestinali (GIST) che subiscono una progressione della malattia dopo aver sviluppato resistenza ai due farmaci indicati per la cura di questa grave patologia imatinib e sunitinib.

"Mentre la terapia mirata ha rivoluzionato il trattamento per questo tipo di tumore raro, abbiamo ricercato ulteriori trattamenti efficaci per il 90% dei pazienti con il cancro che sviluppano resistenza alle uniche due  terapie disponibili" ha detto il prof. George D. Demetri della Harvard Medical School, Boston.

Il regorafenib aveva già dimostrato una sostanziale attività negli studi di fase II quando impiegato dopo l’inefficacia del trattamento con imatinib e sunitinib tra i pazienti con GIST. L'attuale studio di fase III ha incluso 199 pazienti con carcinoma metastatico e/o GIST non operabile, che non rispondono alla terapia con  imatinib e sunitinib. I pazienti sono stati randomizzati 2:1 a ricevere la miglior terapia di supporto, in combinazione con regorafenib 160 mg (n = 133; 3 settimane / 1 settimana di riposo) o placebo (n = 66).

L'endpoint primario è stata la sopravvivenza libera da progressione (PFS). La PFS mediana per il gruppo regorafenib è stata di 4.8 mesi rispetto ai 0.9 mesi per il gruppo placebo (hazard ratio [HR] = 0.27, P <.0001).

Per l'endpoint secondario di controllo delle malattie - definita come risposta completa, risposta parziale, e malattia stabile e durevole (≥ 12 settimane) - il tasso è stato del 52.6% per regorafenib e del 9.1% per il placebo.

Per il regorafenib e il placebo, i tassi di risposta erano rispettivamente del 4.5% e 1.5%. La stabilizzazione della malattia in qualsiasi momento è stato segnalato nel 71.4% dei pazienti nel braccio con regorafenib e nel 33.3% dei pazienti nel braccio con placebo, mentre il tasso di progressione della malattia era di 21.1% per il regorafenib e il 63.6% è stata migliore nel gruppo in trattamento con regorafenib, ma il vantaggio (HR = 0,77) non era statisticamente significativo (P = 0,199). Il dottor Demetri ha sottolineato che la mancanza di significatività statistica era attesa perché i pazienti trattati con placebo potevano ricevere in aperto regorafenib dopo conferma della progressione della malattia.

Un'analisi esplorativa in base ai genotipi GIST ha mostrato che per la mutazione più frequente - KIT nell’esone 11 e KIT nell'esone 9, porta ad una PFS rispettivamente di 5.6 mesi e 5.4 mesi, dimostrando che il beneficio è conservato per i sottotipi, secondo il dottor Demetri.

I più comuni eventi avversi di grado> 3 sono stati reazioni cutanee alla mano e al piede ed eruzioni cutanee con potenziali vesciche, ipertensione e diarrea, ma tutti questi eventi erano gestibili con appropriate modifiche del dosaggio.

"Questa ricerca mostra chiaramente che ci sono terapie efficaci per questi pazienti con tumori rari" ha commentato la moderatrice Sylvia Adams alla conferenza stampa.

Randomized Phase III Trial of Regorafenib in Patients (Pts) With Metastatic and/or Unresectable Gastrointestinal Stromal Tumor (GIST) Progressing Despite Prior Treatment With at Least Imatinib (IM) and Sunitinib (SU): GRID Trial. Abstract LBA10008