In occasione del meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago, sono stati presentati i risultati dettagliati dello studio SUCCEED che ha valutato l’efficacia di ridaforolimus in pazienti con sarcoma osseo e dei tessuti molli in fase avanzata. Nei soggetti trattati con il farmaco, un inibitore della proteina mTOR (mammalian target of rapamycin), si è ottenuta una sopravvivenza libera da malattia maggiore rispetto al gruppo placebo.

Il trial è uno studio controllato, randomizzato e in doppio cieco che ha coinvolto 711 pazienti con sarcoma osseo e dei tessuti molli metastatico, che in precedenza avevano risposto favorevolmente alla chemioterapia tradizionale, trattati con ridaforolimus 40 mg/die per via orale per 5 giorni alla settimana o placebo.

Il trattamento con ridaforolimus ha ridotto in modo significativo, del 28%, il rischio di progressione rispetto al placebo (hazard ratio 0,72; P = 0,0001). Il farmaco ha inoltre portato a un miglioramento di 3,1 settimane della sopravvivenza media libera da malattia (17,7 settimane con ridaforolimus contro 14,6 con placebo) modesto, ma statisticamente significativo. Il farmaco ha inoltre ridotto del 31% il rischio di progressione della malattia o di decesso rispetto al placebo (hazard ratio 0,69). La sopravvivenza media libera da progressione era di 22,4 settimane con ridaforolimus e di 14,7 settimane con il placebo.
La percentuale di pazienti trattati con il farmaco che erano ancora in vita e senza progressione della malattia dopo 3 e 6 mesi era superiore rispetto ai controlli (3 mesi: 70% vs 54%; 6 mesi: 34% vs 23%).

Le analisi sulla sopravvivenza generale sono ancora in corso ma i dati ad oggi disponibili mostrano che con il farmaco la sopravvivenza generale media era di 21,4 mesi con ridaforolimus e di 19,2 mesi con il placebo (hazard ratio 0,88; p=0,2256). E’ stata osservata una riduzione della lesione tumorale pari all’1,3% con il farmaco, rispetto a un aumento del tumore pari al 10,3% con il placebo (p<0,0001).

Eventi avversi gravi si sono presentati più frequentemente con il farmaco, rispetto al placebo: trombocitopenia (10% vs 1%), stomatite (9% vs <1%) anemia (7% vs 3%) e ipercalcemia (7% vs <1%). Gli eventi avversi più comuni del farmaco osservati nello studio erano in linea con il profilo di sicurezza già noto della molecola e si sono presentati in maniera più frequente con il farmaco rispetto al placebo. Questi eventi erano: stomatiti (61% vs 18%), infezioni (52% vs 26%), astenia (36% vs 22%), trombocitopenia (34% vs 4%), diarrea (32% vs 18%), tosse (31% vs 16%). Si sono verificati 6 decessi nel gruppo assegnato al farmaco dovute a disordini polmonari rispetto a nessun decesso associato a tali problemi nel gruppo di controllo.

Ridaforolimus è un potente inibitore della proteina mTOR (mammalian target of rapamycin) che è coinvolta nei processi di sintesi proteica, progressione del ciclo cellulare, proliferazione e sopravvivenza cellulare. La proteina mTOR integra i segnali fra le proteine PI3K, AKT e PTEN, quest'ultima nota per avere un ruolo nel processo di formazione tumorale.

Il farmaco è stato sviluppato da Ariad Pharmaceuticals congiuntamente con Merck & Co dopo aver siglato lo scorso maggio un accordo con la multinazionale americana. Forte dell'esito positivo dello studio SUCCEED, Merck intende presentare la domanda di registrazione all'Fda e all’Ema nel corso del 2011.