Rischio di complicanze gravi nei pazienti oncologici con embolia polmonare, con l'indice EPIPHANY lo si può stimare. #ESMO19

L'albero decisionale EPIPHANY può essere utilizzato per effettuare una valutazione prognostica del rischio a breve termine di andare incontro a complicanze gravi per i pazienti oncologici con embolia polmonare. Lo dimostrano i risultati di una ricerca presentata a Barcellona al congresso annuale della European Society for Medical Oncology (ESMO).

L’albero decisionale EPIPHANY può essere utilizzato per effettuare una valutazione prognostica del rischio a breve termine di andare incontro a complicanze gravi per i pazienti oncologici con embolia polmonare. Lo dimostrano i risultati di una ricerca presentata a Barcellona al congresso annuale della European Society for Medical Oncology (ESMO).

L’albero decisionale EPIPHANY è stato sviluppato per predire le complicanze gravi nei malati di tumore colpiti da embolia polmonare. Tuttavia i dati provenienti da una valutazione prospettica di questo modello sono limitati; ciò ha indotto un team di ricercatori coordinato da Manuel Sanchez Canovas, dell’Hospital General Universitario Morales Meseguer di Murcia, in Spagna, a valutare la capacità discriminatoria di EPIPHANY in uno studio di coorte prospettico e multicentrico.

La ricerca ha coinvolto 615 pazienti oncologici colpiti da embolia polmonare arruolati nello studio prospettico PERSEO fra l’ottobre 2017 e l’agosto 2019; di questi, il 64% aveva avuto un’embolia polmonare e il 36% una sospetta embolia polmonare. Il 65% dei pazienti si trovava inoltre in una condizione di instabilità clinica o emodinamica, mentre il 35% era stato classificato come avente un’embolia polmonare normotensiva con apparente stabilità clinica.

La caratterizzazione dei pazienti sulla in base a criteri di rischio iniziale ha mostrato che il 37,6% dei pazienti era a rischio di dispnea improvvisa o progressiva, il 19% a rischio emorragico elevato, il 16,6% a rischio di tachicardia (battiti superiori a 110), l’8,9% di ipotensione (PA inferiore a 100 mmHg). Inoltre l’8,6% presentava rischio di ipossia (saturazione di ossigeno inferiore al 90%), il 2,6% di tachipnea (più di 30 respiri per minuto), il 2,3% di trombocitopenia (valori < 50.000) e lo 0,8% di sanguinamento maggiore.

L'obiettivo primario dell'analisi era determinazione se vi fosse un'associazione tra aumento della categoria prognostica e complicanze a 15 giorni.

Tassi di complicanze gravi a breve termine coerenti con il rischio attribuito dal modello
Utilizzando l'intero albero decisionale contenuto nell'algoritmo, il 25% dei pazienti è stato classificato a basso rischio, il 24% a rischio intermedio e il 51% ad alto rischio di complicanze gravi.

A 5 giorni dalla diagnosi il 16% dei pazienti è andato incontro a complicazioni gravi; le più frequenti sono state insufficienza respiratoria nel 59,4%, sanguinamento maggiore nel 22,9% e ipotensione nel 18,8% dei casi.

A 15 giorni di distanza, i tassi di complicazioni gravi sono aumentati significativamente in base alla categoria prognostica di appartenenza e sono risultati pari rispettivamente al 2,6%, 9,6% e 24,8% per le tre categorie (P=0,001).

Entro 30 giorni dalla diagnosi di embolia polmonare si sono verificati 67 decessi; 10 dei pazienti deceduti erano stati classificati a rischio medio, i restanti 57 a rischio elevato. Nel 52% dei casi il decesso è stato causato dalla progressione del tumore, nel 18% da complicazioni dell’embolia polmonare e nel 25% da cause di varia origine.

Sanchez Canovas e i colleghi concludono che EPIPHANY è l’unico modello disponibile per la classificazione dei pazienti oncologici colpiti da embolia polmonare basato sul rischio di complicanze a breve termine e che questo modello può avere implicazioni per le scelte decisionali inerenti il trattamento a breve termine di questo tipo di pazienti.


Bibliografia
Sanchez Canovas, et al. Prediction of serious complications in patients with cancer and pulmonary embolism: validation of the EPIPHANY index in a prospective cohort of patients from the PERSEO study. Annals of Oncology (2019) 30 (suppl_5): v718-v746. 10.1093/annonc/mdz265
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