Rischio di ictus e di infarto del miocardio aumenta di 5 volte nei mesi precedenti la diagnosi di un tumore

Secondo i dati di questo nuovo studio, gli anziani hanno un rischio maggiore di avere un infarto del miocardio o un ictus nei mesi che precedono la diagnosi di un tumore. I ricercatori del Weill Cornell Medicine, del New York-Presbyterian e del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York City hanno scoperto che la probabilitÓ di questi pazienti di manifestare questi eventi di tipo cardiovascolare nell'anno precedente la diagnosi di tumore Ŕ maggiore del 70% rispetto a soggetti simili che non hanno ricevuto una diagnosi infausta nello stesso periodo di tempo.

Secondo i dati di questo nuovo studio, gli anziani hanno un rischio maggiore di avere un infarto del miocardio o un ictus nei mesi che precedono la diagnosi di un tumore. I ricercatori del Weill Cornell Medicine, del New York-Presbyterian e del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York City hanno scoperto che la probabilità di questi pazienti di manifestare questi eventi di tipo cardiovascolare nell’anno precedente la diagnosi di tumore è maggiore del 70% rispetto a soggetti simili che non hanno ricevuto una diagnosi infausta nello stesso periodo di tempo.

Babak Navi, che ha coordinato lo studio e che è membro di tutte le 3 istituzioni, ha affermato che una loro precedente ricerca ha analizzato la correlazione tra tumore e tromboembolismo arterioso dopo la diagnosi di tumore. Inoltre ha aggiunto: "In realtà non abbiamo valutato il periodo precedente la diagnosi di tumore – in cui il cancro era già presumibilmente presente," ha spiegato. "Almeno in alcuni pazienti era ipotizzabile una certa attività biologica, ed è quello che abbiano trovato".

I risultati dello studio
In questo studio, pubblicato online su Blood, Navi e Collaboratori hanno analizzato la banca dati di popolazione Surveillance, Epidemiology, and End Results-Medicare; sono stati identificati 374.331 pazienti di età superiore o uguale a 67 anni con una nuova diagnosi di carcinoma della mammella, del polmone, della prostata, del colonretto, della vescica, dell’utero, del pancreas o dello stomaco, o con linfomi non Hodgkin nel periodo 2005-2013. Questi pazienti sono stati appaiati a soggetti con caratteristiche demografiche e con comorbidità simili inseriti in Medicare ma senza diagnosi di cancro. I ricercatori hanno confrontato il rischio di sviluppare un evento tromboembolico arterioso tra i pazienti con e senza tumore in intervalli di 30 giorni nell’anno precedente la data della diagnosi di cancro.

In totale, 6.567 pazienti oncologici (1,75%) avevano avuto un evento tromboembolico arterioso, rispetto a 3.916 pazienti (1,05%) senza cancro, nei 360 giorni prima della diagnosi del tumore (OR 1,69; IC95% 1,63-1,76). Comunque, i ricercatori hanno scoperto che nei 150 giorni prima della diagnosi del tumore il rischio, rilevato a intervalli di 30 giorni, di sviluppare un infarto del miocardio o un ictus era ancora maggiore nei pazienti oncologici. Il rischio è aumentato progressivamente fino al momento della diagnosi di tumore, raggiungendo il picco nei 30 giorni prima della diagnosi, quando 2.313 pazienti con tumore (0,62%) hanno avuto un evento tromboembolico arterioso rispetto a 413 pazienti senza tumore (0,11%; OR 5,63; IC95% 5,07-6,25).

La presenza di un tumore aumenta il rischio di coagulazione
La presenza di un tumore può essere responsabile in diversi modi dello sviluppo di coaguli ematici, come ad esempio attraverso un danno endoteliale dei vasi ematici o l’induzione di coaguli da parte delle cellule tumorali circolanti. Il tumore stesso, mediante un effetto sulle vie emostatiche e fibrinolitiche, può avere un impatto notevole sul rischio tromboembolico. Gli effetti pro-trombotici delle neoplasie includono ad esempio il rilascio nel sangue di microparticelle tumorali che innescano la cascata della coagulazione, la produzione di fattori pro-coagulanti come il fattore X, la secrezione di mucine che attivano le piastrine e le cellule endoteliali attraverso il legame della P-selectina, e la stimolazione dei neutrofili a rilasciare cromatina decondensata che forma le "trappole" extracellulari di neutrofili pro-trombotiche. Questi effetti possono precedere la diagnosi di cancro, e si pertanto può ipotizzare che alcuni tipi di tumore possano alterare il sistema emostatico dell’organismo e causare eventi trombotici mesi o addirittura anni prima della loro diagnosi.

Cosa fare in questi pazienti?
"Sappiamo da molto tempo che la presenza di un tumore aumenta il rischio di coagulazione, soprattutto a livello della rete venosa," ha aggiunto il Dr. Navi. "Se un paziente anziano, di età superiore a 65 anni, ha un episodio ingiustificato di tromboembolia venosa, i dati osservazionali suggeriscono che in circa il 10% dei casi è presente un tumore occulto, e proprio per questo, questo evento trombotico spinge spesso il medico a fare uno screening per la ricerca di un tumore. I risultati di questo studio giustificano questo screening anche per la controparte arteriosa." Il Dr. Navi ha aggiunto che mentre il rischio assoluto di questi eventi arteriosi non è elevato come quello per gli eventi venosi, "abbiamo bisogno di studi prospettici per stabilire quali siano gli eventuali biomarker che possono aumentare la resa diagnostica dello screening oncologico, e qual è il suo valore."

Nella conclusione loro articolo, discutendo delle modalità con cui un medico può individuare quali pazienti con eventi cardiovascolari come infarto del miocardio o ictus ischemico siano a rischio di tumore, gli Autori raccomandano, in attesa di nuove conferme cliniche, di prestare la massima attenzione e valutare qualsiasi sintomo o segno indicativo dell’eventuale presenza di un tumore occulto, come anemia o perdita di peso di origine sconosciuta, livelli anomali degli enzimi epatici, o presenza di sangue nelle feci o nell’espettorato. "Sono un neurologo esperto in ictus, e quando visito un paziente che ha avuto un ictus senza alcuna causa evidente, e lamenta alcuni sintomi che suggeriscono la presenza di un disturbo sistemico come un tumore, prendo sicuramente in considerazione uno screening per il tumore," ha concluso. "Infine, è bene assicurarsi che i pazienti vengano sottoposti ad uno screening oncologico appropriato per età e sesso.”

Navi BB, Reiner AS, Kamel H, Iadecola C, Okin PM, Tagawa ST, Panageas KS, DeAngelis LM. Arterial thromboembolic events preceding the diagnosis of cancer in older persons. Blood. 2018 Dec 21. pii: blood-2018-06-86087