L'aggiunta dell'anticorpo monoclonale rituximab alla chemioterapia standard aumenta la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da progressione di pazienti con leucemia linfatica cronica (LLC). E' il risultato di uno studio di fase III condotto da  Michael Hallek e colleghi della University of Cologne in Germania e pubblicato recentemente su The Lancet.

Il trial ha arruolato circa 800 pazienti con LLC di età media pari a 61 anni. Tre quarti dei soggetti coinvolti erano uomini e la maggior parte presentava una prognosi di grado intermedio o ad alto rischio. Tutti i pazienti hanno ricevuto 6 cicli di fludarabina (25 mg/m2) al giorno in aggiunta a ciclofosfamide (250 mg/m2) per i primi tre giorni di ogni ciclo.

Dopo 3 anni, il 65% dei pazienti che hanno ricevuto rituximab più fludarabine e ciclofosfamide e il 45% di quelli che hanno ricevuto la sola terapia risultavano liberi dalla malattia  (HR:0,65%, IC 95% 0,46-0,69, P<0,0001).
La sopravvivenza a 3 anni è stata dell'87% e dell'83%, rispettivamente, per i pazienti che hanno ricevuto rituximab e per i controlli (HR 0.67 IC, 95% 0.48 to 0.92, p=0.01).
Il 44% dei pazienti che hanno ricevuto l'anticorpo monoclonale e il 22% dei pazienti del gruppo di controllo presentavano una completa remissione della malattia (p<0.0001) e la risposta globale è risultata pari al 90%per rituximab e all'80% per la sola chemioterapia (p<0.0001).

La sopravvivenza libera da progressione dei pazienti che hanno ricevuto rituximab è stata estesa a 51,8 mesi nei pazienti in stadio B (prognosi intermedia) (HR 0.50, 95% CI 0.39 to 0.65, p<0.0001) e di 40,7 mesi per quelli in stadio C (pazienti ad alto rischio) (HR 0.73, 95% CI 0.51 to 1.04, p=0.081).
Durante lo studio sono deceduti 65 pazienti che hanno ricevuto rituximab e 86 di quelli del gruppo di controllo

Il trial ha anche analizzato i dati riguardanti sottogruppi di pazienti con CLL con caratteristiche genetiche differenti.
Metà dei pazienti hanno ricevuto anche 375 mg/m2 di rituximab all'inizio di ogni ciclo e 50mg/m2 all'inizio del ciclo successivo.
I pazienti che presentavano anomalie genetiche a livello del cromosoma 17p (perdita del 17p) hanno avuto un outcome peggiore rispetto agli altri pazienti: sopravvivenza libera da progressione  HR 7,49 (IC 95% 4,83-11,61 p<0.0001) e sopravvivenza globale HR 9.32 (CI 95% 5,24-16,56 p<0.0001).
I pazienti con delezione del cromosoma 17 non hanno beneficiato del trattamento con rituximab e necessitano di un trattamento alternativo. La sopravvivenza libera da progressione è migliorata invece in pazienti con delezione dell'11q, del 13q e trisomia del 12.

Gli eventi avversi complessivi sono risultati più frequenti nel gruppo rituximab, dove il 76% dei pazienti ha presentato uno o più eventi avversi di grado 3 o 4, rispetto al 63% del gruppo di controllo (p <0,0001).

Hallek M, et al "Addition of rituximab to fludarabine and cyclophosphamide in patients with chronic lymphocytic leukemia: a randomized, open-label, phase 3 trial" Lancet 2010; 376: 1164-1174.
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Hillmen P "Chronic lymphocytic leukemia -- moving towards cure?" Lancet 2010; 376: 1122-1124.
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