Roche ha annunciato i dati positivi di uno studio di Fase III condotto su rituximab in pazienti affetti da linfoma follicolare in stadio avanzato che non presentano i sintomi della malattia (malattia asintomatica). I dati sono stati presentati durante una conferenza stampa al 52º Congresso Annuale dell'American Society of Hematology (ASH) di Orlando, Florida. I risultati completi dello studio sono stati presentati dal Dott. Kirit Ardeshna.

Sulla base dei risultati di studi precedenti  che non mostravano alcun beneficio con la chemioterapia somministrata subito dopo la diagnosi, i pazienti asintomatici vengono gestiti con il metodo watchful waiting e il trattamento per questi pazienti non inizia generalmente fino al manifestarsi di sintomi specifici o al peggioramento della malattia.

Questo studio ha dimostrato che la somministrazione immediata di rituximab in monoterapia (induzione), seguita dall'uso continuato di rituximab (mantenimento) ritarda la necessità della chemioterapia o radioterapia e riduce il rischio di peggioramento della malattia (sopravvivenza libera da progressione o PFS), rispetto al watchful waiting. Il profilo di safety è risultato in linea con le precedenti esperienze riportate con rituximab.

"Abbiamo trovato un altro modo di gestire questa malattia nei suoi primi anni", ha dichiarato Kirit Ardeshna, University College Hospital, di Londra e Sperimentatore Principale dello studio Watch and Wait. "Per molti pazienti è importante ritardare l'inizio della chemioterapia e per loro, i risultati di questo studio rappresentano un passo avanti particolarmente significativo".

I risultati di Fase III hanno dimostrato che l'uso immediato di rituximab in monoterapia come induzione e successivamente come mantenimento, rispetto all'approccio watchful waiting, riduce il rischio della necessità di terapia aggiuntiva dell'80% (hazard ratio pari a 0,20, 95% IC, 0,13-0,29, p <0,001), oltre a ridurre il rischio di peggioramento della malattia (sopravvivenza libera da progressione - PFS) del 79% (sulla base di un hazard ratio di 0,21, 95% IC, 0,15-0,29, p <0,001). Il tempo mediano trascorso fino all'inizio di una nuova terapia (chemioterapia o radioterapia) per i pazienti gestiti con watchful waiting è stato di 34 mesi e la PFS mediana è stata di 23 mesi. Tuttavia, nei pazienti sottoposti immediatamente ad induzione con rituximab seguita dalla terapia di mantenimento, la mediana di questi parametri è stata significativamente più lunga (valore p pari a <0,0001) e dopo quattro anni non è ancora stata raggiunta.

I dati dello studio watch and wait si aggiungono ad una serie crescente di evidenze scientifiche a conferma dell'efficacia della terapia di induzione e mantenimento con rituximab come strategia importante nel linfoma follicolare. Rituximab è stato approvato recentemente nell'Unione Europea per l'uso in pazienti non trattati precedentemente che hanno risposto alla terapia d'induzione. L'approvazione è stata basata sui risultati dello studio PRIMA che ha incluso pazienti con linfoma follicolare sintomatico, e ha dimostrato che i pazienti che continuano la terapia rituximab dopo aver risposto al trattamento iniziale con rituximab più chemioterapia presentano probabilità quasi raddoppiate di vivere senza progressione della malattia (PFS). All'ASH verranno presentati anche ulteriori aggiornamenti dei dati dello studio PRIMA e di un altro studio sulla terapia di mantenimento con rituximab denominato MAXIMA.

Lo studio "Watch and Wait"
Sponsorizzato dall'University College London Hospitals, si tratta di uno studio internazionale multicentrico, randomizzato, di Fase III nel quale sono stati arruolati 462 pazienti con linfoma follicolare di Stadio II-IV asintomatico precedentemente non trattato. Lo studio ha posto a confronto il profilo di safety e di efficacia  dell'induzione di prima linea seguita dall'uso di mantenimento con Rituximab in monoterapia (quattro dosi settimanali seguite da dosi di mantenimento una volta ogni 2 mesi per due anni) rispetto all'osservazione attenta (watchful waiting).

I pazienti sono stati randomizzati ad uno dei seguenti trattamenti:

- Braccio A: Nessuna terapia / watchful waiting
- Braccio B: Rituximab in monoterapia (rituximab 375mg/m2 settimanale) solo per quattro cicli (senza mantenimento rituximab)
- Braccio C: Rituximab in monoterapia (rituximab 375mg/m2 settimanale) per quattro cicli, e in seguito mantenimento con rituximab somministrato una volta ogni due mesi per due anni.

Tre anni dopo l'arruolamento del primo paziente, il braccio di rituximab che non includeva il mantenimento (Braccio B) è stato chiuso per l'emergere di evidenze dell'efficacia di rituximab come terapia di mantenimento. Lo studio è stato quindi modificato in modo da confrontare il mantenimento con rituximab in seguito all'uso iniziale di rituximab in monoterapia, con l'approccio watchful waiting (Braccio C rispetto al Braccio A).

Il linfoma follicolare
Il linfoma follicolare (LF), una neoplasia del sangue, è una forma comune di linfoma Non-Hodgkin (NHL) a crescita lenta e caratterizzata da periodi di recidive e remissioni. Il linfoma follicolare rimane purtroppo una malattia incurabile e nonostante i progressi importanti, i pazienti continuano a riportare recidive, le quali richiedono trattamenti addizionali. L'NHL viene diagnosticato a circa 286.000 persone ogni anno nel mondo , e il LF rappresenta circa un quinto di questi casi. Il linfoma follicolare può presentarsi in qualsiasi momento in età adulta, sebbene venga generalmente diagnosticato nelle persone cinquantenni e sessantenni di entrambi i sessi.