In uno studio presentato durante l’11° International Symposium on Myelodysplastic Syndromes, a Edimburgo, la maggioranza dei pazienti affetti da sindrome mielodisplastica (SMD) e con una bassa conta piastrinica nonostante un precedente trattamento ha mostrato un aumento sostenuto delle conte piastriniche alla terza settimana di terapia con romiplostin. Il trattamento è durato fino a 3 anni e ha provocato eventi avversi solo di gravità lieve-moderata.

Dopo aver completato uno studio su romiplostim, ai pazienti con MSD che avevano una conta piastrinica di 50 x 109/l o inferiore e non mostravano segni di progressione della malattia è stato proposto di partecipare a un’estensione in aperto, i cui risultati sono stati appunto presentati a Edimburgo.

I partecipanti sono stati trattati con romiplostim 250 mcg una o due volte alla settimana (in base al dosaggio assunto nello studio precedente) oppure 500, 750, 1.000, o 1.500 mcg una volta alla settimana, aggiustando il dosaggio in funzione del livello delle piastrine.

In totale sono stati arruolati in tutto 56 pazienti sottoposti a trattamenti precedenti, di cui 44 trattati con solo romiplostim o placebo, 7 con decitabina e 5 con romiplostim e lenalidomide. La mediana della piastrine al momento dell’ingresso nello studio era di 29 x 109/l (Q1-Q3: 17-44 x 109/l). Ventidue pazienti presentavano anaemia refrattaria e 16 citopenia refrattaria e displasia multilinea.

La durata mediana del trattamento durante l’estensione è stata di 30 settimane (range 5-158) e la dose mediana settimanale è stata di 750 mcg (Q1-Q3: 643-934 mcg).

Gli eventi avversi registrati con maggiore frequenza sono stati di intensità lieve o moderata e rappresentati da epistassi in 17 pazienti (il 30%), tosse in 16 (29%) e fatigue in 15 (27%). Non sono stati invece rilevati anticorpi contro romiplostim o la trombopoietina, di cui romiplostim mima l’azione.

In due pazienti si è avuto un aumento temporaneo dei blasti periferici, che però si è risolto dopo la sospensione del farmaco, mentre in tre che avevano ricevuto romiplostim 750 mcg per 6, 36 e 49 settimane si è avuta progressione a leucemia mieloide acuta.

Durante lo studio ci sono stati tre decessi, uno dovuto ad arresto cardiaco e ostruzione intestinale dopo 83 settimane, uno per emorragia cerebrale dopo 30 settimane e uno per scompenso cardiaco dopo 17 settimane; nessuno attribuito al trattamento con romiplostim.

Il tasso annuale di mortalità o leucemia mieloide acuta è stato del 10,2%. Trentacinque pazienti (il 63%) hanno avuto uno o più eventi emorragici e 17 (il 30%) hanno riferito uno o più eventi emorragici clinicamente significativi. La percentuali di pazienti con eventi emorragici significativi e quella dei pazienti che hanno avuto bisogno di trasfusioni sono diminuite nel corso dello studio.

La conta piastrinica mediana è salita al di sopra dei 50 x 109/l dalla terza settimana in avanti, in 49 pazienti (l’88%) si è avuta una risposta piastrinica e la durata mediana della risposta a questo cutoff è stata di 20 settimane (Q1-Q3: 7-81).

I risultati, concludono gli autori, dimostrano che un trattamento prolungato con romiplostim, fino a 3 anni, in pazienti con SMD permette nella maggior parte dei casi di raggiungere e mantenere una risposta piastrinica, con effetti avversi per lo più lievi o moderati e in linea col profilo di tossicità già evidenziato per questo farmaco.

Update of Open-Label Extension Study Evaluating the Long-Term Safety and Efficacy of Romiplostim in Thrombocytopenic Patients With Myelodysplastic Syndromes (MDS). Abstract 58.