Le azioni della biofarmaceutica americana Incyte sono salite di oltre il 30% alla notizia dei favorevoli risultati di ruloxitinib in uno studio di fase II condotto in pazienti con cancro al pancreas. Utilizzato in associazione con capecitabina, il farmaco, un  inibitore di JAK, ha migliorato la sopravvivenza in alcuni pazienti con carcinoma pancreatico avanzato refrattario o recidivante al trattamento.

Un'analisi pre-specificata di alcuni sottogruppi di pazienti identificati in anticipo come quelli con la maggior probabilità di beneficiare dell’inibizione di JAK, ha mostrato che la sopravvivenza a sei mesi in quelli trattati con ruloxitinib è stata del 42% contro l’11% per il placebo.

Inoltre, le risposte durevoli al trattamento sono state osservate solo nei pazienti che avevano assunto il farmaco, e si è anche ottenuto un miglioramento significativo del peso corporeo rispetto al placebo.

Sul versante sicurezza, il farmaco è stato generalmente ben tollerato, con il 12% dei pazienti trattati con il regime ruloxitinib che hanno abbandonato lo studio a causa di un evento avverso rispetto al 20% che ha assunto la sola capecitabina.

I dati dello studio "forniscono la prima evidenza che l'inibizione JAK è attiva in questa malattia e suggeriscono un beneficio di sopravvivenza dimostrabile in un gruppo ben definito di pazienti con carcinoma pancreatico metastatico refrattario che può essere identificata senza lo sviluppo di un test diagnostico specifico" ha affermato Paul Friedman, presidente di Incyte e Chief Executive.

Ogni anno a più di 60 000 individui in Europa (circa lo 0,008% della popolazione) e circa 32 000 negli Stati Uniti (circa lo 0,010%) viene diagnosticata questa condizione oncologica. La prognosi è generalmente grave, (anche negli stadi iniziali il tumore è molto aggressivo) e ai cinque anni dalla diagnosi si registrano pochi malati di carcinoma del pancreas ancora in vita.

Il farmaco è già approvato per il trattamento della mielofibrosi, con vendite che nel 2012 hanno già raggiunto i $136 milioni all'anno e che nel 2013 arriveranno a $220-230 milioni. Tuttavia, Brian Abrahams, analista di Wells Fargo & Co ritiene che estendere l'uso del farmaco al cancro al pancreas potrebbe spingere il suo fatturato fino a 950 milioni dollari nel 2017. In realtà si tratta di una valutazione arbitraria in quanto Novartis non ha per ora reso note le caratteristiche del sottogruppo di pazienti nei quali è stata osservata una risposta positiva e dunque è impossibile conoscerne le reali dimensioni epidemiologiche. Novartis commercializza il farmaco al di fuori degli Stati Uniti con il marchio Jakavi.