Dati recenti suggeriscono che una durata superiore del trattamento con inibitori della proteasi potenziati con ritonavir è associata a una minore incidenza del sarcoma di Kaposi dopo almeno un anno di trattamento. Il risultato arriva da uno studio retrospettivo sui veterani sieropositivi, pubblicato di recente su Clinical Infectious Disease.

Gli autori, coordinati da Marc A. Kowalkowski, del Levine Cancer Institute di Charlotte (North Carolina) hanno studiato l'effetto di specifiche combinazioni di terapia antiretrovirale sull’incidenza del sarcoma di Kaposi tra i 25.529 veterani con infezione da HIV iscritti nel Department of Veterans Affairs HIV Clinical Case Registry.

Di questi soggetti erano noti la conta delle cellule CD4 e la viremia HIV; inoltre, tutti avevano una diagnosi di infezione da HIV confermata sulla base dei codici ICD-9 o delle prescrizioni di terapia antiretrovirale, che è stata suddivisa dagli autori in quattro classi: inibitori della proteasi (IP) potenziati con ritonavir; IP non potenziati (diversi da nelfinavir); nelfinavir; inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa (NNRTI).

Nella popolazione in studio ci sono stati 341 casi di sarcoma di Kaposi documentati, con un tasso di incidenza pari a 2,02 per 1000 anni-persona. Quando la popolazione è stata stratificata in funzione del numero di anni di terapia antiretrovitale, ogni aumento del 10% della durata della terapia con inibitori della proteasi potenziati con ritonavir è risultato correlato a una diminuzione dell'incidenza del Kaposi sarcoma nel terzo anno di terapia antiretrovitale (rate ratio di incidenza [IRR] = 0,79; IC al 95% 0,69-0,9).

Gli autori hanno evidenziato un’associazione tra numero di mesi di terapia antiretrovitale con inibitori della proteasi potenziati e minore incidenza del sarcoma di Kaposi (P = 0,02) e hanno osservato tra i pazienti trattati con inibitori della proteasi potenziati con ritonavir una minore incidenza del sarcoma di Kaposi tra quelli trattati per un periodo da 12 a 23 mesi (IRR = 0,47; IC al 95% 0,23-0,95) e quelli trattati per 36 mesi o più (IRR = 0,14; IC al 95% 0,02-1) rispetto ai pazienti trattati con questi farmaci per meno di 6 mesi.

Invece, non si è osservata nessuna associazione tra durata superiore del trattamento e minore incidenza del sarcoma di Kaposi con gli altri regimi.

"Tenuto conto dei potenziali effetti della sindrome da ricostituzione immunitaria infiammatoria associata al sarcoma di Kaposi, abbiamo scoperto che un trattamento con inibitori delle proteasi potenziati con ritonavir di durata più lunga si associa a una riduzione dell’incidenza del sarcoma di Kaposi dopo almeno un anno di trattamento" scrivono i ricercatori.

Inoltre, aggiungono Kowalkowski e i colleghi, “i nostri risultati forniscono un’evidenza clinica preliminare a sostegno di risultati sperimentali precedenti che suggeriscono un’attività anti- sarcoma di Kaposi di alcuni inibitori della proteasi.

M.A. Kowalkowski, et al. Use of Boosted Protease Inhibitors Reduces Kaposi Sarcoma Incidence Among Male Veterans With HIV Infection. Clin Infect Dis. 2015; doi:10.1093/cid/civ012.
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