Un trattamento stratificato in base allo stadio della malattia riduce notevolmente la necessità di chemioterapia nei pazienti affetti da sarcoma di Kaposi correlato all’HIV in fase iniziale, portando ad alti tassi di sopravvivenza globale (OS) nei pazienti con malattia in fase iniziale e avanzato. Lo evidenzia uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology.

Mark Bower, direttore del National Centre for HIV Malignancies del Chelsea and Westminster Hospital di Londra, e il suo gruppo hanno iniziato a usare quest’approccio nel trattamento del sarcoma di Kaposi HIV-correlato nel 1998.

Per il loro studio, Bower e i suoi colleghi hanno assegnato i pazienti con sarcoma di Kaposi in stadio iniziale (T0) alla sola terapia antiretrovirale combinata (cART) e quelli con malattia in uno stadio più avanzato (T1) alla cART associata a un chemioterapia con un‘antraciclina liposomiale. Dei 469 pazienti sieropositivi e con sarcoma di Kaposi, 303 erano in stadio T0 e 166 in stadio T1.

Dei 237 pazienti con sarcoma di Kaposi in stadio iniziale non esposti in precedenza alla cART, 213 (il 90%) sono stati trattati con la sola cART. Dei 66 pazienti già sottoposti a cART al momento della diagnosi di sarcoma di Kaposi, 35 sono rimasti in terapia mentre gli altri sono stati sottoposti a un trattamento supplementare, tra cui intervento chirurgico, chemioterapia sistemica o radioterapia o sono stati arruolati in uno studio clinico, mentre un paziente ha rifiutato il trattamento.

Di quelli con sarcoma di Kaposi in fase avanzata, 140 (l’84%) sono stati sottoposti alla cART più chemioterapia con antraciclina liposomiale, 14 (l’8%) sono stati trattati con la sola cART, 9 (il 5%) con la cART più radioterapia per i tumori localizzati ulceranti, e 3 (il 2%) con la cART e sottoposti a un’escissione completa. La presenza di malattia in stadio avanzato è stata definita dalla presenza di edema associato al tumore o di ulcerazione, sarcoma di Kaposi esteso orale o gastrointestinale o altri sarcoma di Kaposi viscerali non nodali.

Nei 213 pazienti con sarcoma di Kaposi in stadio precoce naïve alla cART e trattati con la sola cART, la OS a 5 anni è stata del 95% e quella a 10 anni del 91%. La PFS a 5 anni in questo gruppo è stata del 77% e quella a 10 anni del 76%.

La terapia antiretrovirale di prima linea comprendeva un inibitore della proteasi per 92 dei 303 pazienti con sarcoma di Kaposi in fase iniziale e un inibitore non della proteasi per 211. Non è emersa alcuna differenza significativa né in termini di OS né di PFS tra questi due regimi di cART (P = 0,37).

Dei 140 pazienti con sarcoma di Kaposi avanzato trattati con la cART e l’antraciclina liposomiale, la sopravvivenza a 5 anni è stata dell'85 % e la sopravvivenza a 10 anni dell’83%. Sei degli otto pazienti con malattia avanzata trattati con la sola cART hanno richiesto una chemioterapia sistemica entro un anno dalla diagnosi.

Dopo l'inizio della terapia , 58 pazienti (47 con sarcoma di Kaposi in stadio iniziale) sono andati in progressione, evento che è stato attribuito alla sindrome infiammatoria da ricostituzione immunitaria.

Il trattamento stratificato in funzione dello stadio del sarcoma di Kaposi è probabilmente ampiamente usato ed è indicato nelle linee guida sul trattamento delle neoplasie della British HIV Association e questo studio conferma la validità di quest’approccio.

Trattare il sarcoma di Kaposi senza fare una chemioterapia sistemica elimina la modesta mielosoppressione associata alla chemio e un rischio teorico di tumori secondari, così come di cardiotossicità, senza contare che la chemio potrebbe abbassare i tassi di CD4.

Il trattamento stratificato in funzione dello stadio è adottato anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per le malattie cutanee nei pazienti affetti da HIV. Ciò potrebbe avere importanti conseguenze per il trattamento di diversi tipi di tumori nei Paesi in via di sviluppo, secondo Jonathan Krell e Justin Stebbing, dell’Imperial College di Londra, autori di un editoriale di accompagnamento.

Nel loro commento, i due esperti  scrivono che la sfida ora è quella di garantire che le antracicline, in particolare doxorubicina liposomiale pegilata (PLD), possano essere distribuite nei Paesi in via di sviluppo, il che aprirebbe la porta anche al trattamento con altri agenti chemioterapici.

M. Bower, et al. Prospective Stage-Stratified Approach to AIDS-Related Kaposi’s Sarcoma. J Clin Oncol 2013; doi JCO.2013.51.6757.
http://jco.ascopubs.org/content/early/2013/12/30/JCO.2013.51.6757.abstract