Sarcomi dei tessuti molli, chemioterapia adiuvante migliora sopravvivenza dei pazienti ad alto rischio di recidiva. Studio italiano

Uno studio condotto dall'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) e appena pubblicato sull'European Journal of Cancer cambierà lo stato dell'arte sulla chemioterapia adiuvante nei sarcomi dei tessuti molli, nel caso di pazienti con patologia nelle fasce di rischio più alte. Ad oggi, l'efficacia della chemioterapia nei pazienti con sarcomi localizzati e candidati ad intervento chirurgico è ancora in discussione, probabilmente perché gli studi non sono stati in grado di selezionare la giusta popolazione da trattare. I sarcomi dei tessuti molli sono un gruppo di tumori rari che colpiscono ogni anno circa 5 persone ogni 100.000, con un numero di pazienti che in Italia si aggira intorno a 3.500.

Uno studio condotto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) e appena pubblicato sull’European Journal of Cancer cambierà lo stato dell’arte sulla chemioterapia adiuvante nei sarcomi dei tessuti molli, nel caso di pazienti con patologia nelle fasce di rischio più alte. Ad oggi, l’efficacia della chemioterapia nei pazienti con sarcomi localizzati e candidati ad intervento chirurgico è ancora in discussione, probabilmente perché gli studi non sono stati in grado di selezionare la giusta popolazione da trattare. I sarcomi dei tessuti molli sono un gruppo di tumori rari che colpiscono ogni anno circa 5 persone ogni 100.000, con un numero di pazienti che in Italia si aggira intorno a 3.500.

“Il nostro lavoro ha permesso di dimostrare che lo studio dell’European Organization for Research and Treatment in Cancer (EORTC), probabilmente il più importante condotto fino ad ora, in realtà non era stato interpretato in maniera appropriata. Da sempre infatti è stato considerato negativo ed utilizzato per sconsigliare l’utilizzo della chemioterapia in molte linee guida internazionali” – sottolinea Sandro Pasquali, chirurgo oncologo della Chirurgia dei Sarcomi INT, diretta dal dottor Gronchi, e prima firma dello studio. “Attraverso un nomogramma chiamato Sarculator, utilizzato per stratificare la prognosi dei pazienti, siamo riusciti a dividere i malati in categorie di rischio precise. Abbiamo così dimostrato l’efficacia della chemioterapia nei casi che avevano un significativo rischio di non guarire dopo l’intervento chirurgico, mentre non lo era in coloro che avevano un rischio inferiore”.

Lo studio dell’EORTC sulla chemioterapia adiuvante nei sarcomi delle parti molli risalente al 2012 non aveva dimostrato beneficio nell’utilizzo di questa terapia al fine di migliorare la prognosi dei pazienti con sarcoma. Inoltre, lo studio aveva sollevato delle critiche perché includeva anche casi con un rischio di recidiva relativamente basso in cui la chemioterapia poteva non essere stata efficace, impedendo così di identificare i possibili effetti della chemioterapia nei pazienti che invece presentavano probabilità maggiori di averne un beneficio.

La ricerca INT appena pubblicata è un’analisi secondaria dello studio EORTC, la cui popolazione è stata divisa in fasce di rischio ben precise usando il Sarculator, il modello prognostico sviluppato nel 2016 da Dario Callegaro, oncologo INT, e da Sandro Pasquali. In questo modo è stato stravolto il risultato finale dello studio precedente, finora sempre presentato e letto come negativo.

“Lo studio ci ha permesso di dimostrare che nei pazienti a rischio di recidiva più alto, l’impatto relativo ed assoluto della chemioterapia adiuvante standard sulla sopravvivenza dei pazienti è stato particolarmente significativo” – chiarisce Pasquali. “Al contrario, i pazienti con prognosi più favorevole hanno ottenuto benefici minimi, se non addirittura nulli, e potrebbero quindi non essere trattati in futuro con chemioterapia, con un risparmio di effetti collaterali. Sappiamo adesso che lo studio EORTC, anche se rimane formalmente negativo, non può essere letto come una prova a sfavore dell’utilizzo della chemioterapia adiuvante perché l’inclusione di un ampio gruppo di pazienti a basso rischio non ha permesso di evidenziare il vantaggio di sopravvivenza che la chemioterapia fornisce nei pazienti con tumori a rischio elevato”.

Pasquali S, Pizzamiglio S, Touati N, et al. The impact of chemotherapy on survival of patients with extremity and trunk wall soft tissue sarcoma: revisiting the results of the EORTC-STBSG 62931 randomised trial. European Journal of Cancer 2019; 109: 51-60

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