Oncologia-Ematologia

Sindromi mielodisplastiche, eltrombopag migliora la conta piastrinica nei pazienti trombocitopenici

L'uso dell'agonista del recettore della trombopoietina eltrombopag si č dimostrato clinicamente efficace nell'aumentare la conta piastrinica in pazienti con sindromi mielodisplastiche a basso rischio con trombocitopenia grave nello studio EQoL-MDS, un trial di fase II in singolo cieco firmato in gran parte da ricercatori italiani e pubblicato di recente su Lancet Haematology.

L'uso dell’agonista del recettore della trombopoietina eltrombopag si è dimostrato clinicamente efficace nell’aumentare la conta piastrinica in pazienti con sindromi mielodisplastiche a basso rischio con trombocitopenia grave nello studio EQoL-MDS, un trial di fase II in singolo cieco firmato in gran parte da ricercatori italiani e pubblicato di recente su Lancet Haematology.

"Abbiamo osservato risposte clinicamente significative in quasi la metà dei pazienti trattati con eltrombopag dopo una mediana di 2 settimane, e la dose di 50 mg richiesta per ottenere una risposta è stata simile a quella riportata in precedenza per i pazienti con anemia aplastica grave" scrivono gli autori, coordinati da Esther N. Oliva, dell'Azienda Ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli di Reggio di Calabria.

Circa il 10% dei pazienti con sindromi mielodisplastiche a basso rischio presenta trombocitopenia, spiegano i ricercatori nell’introduzione, e questa condizione è associata a un rischio più alto di sanguinamento e può influenzare la sopravvivenza del paziente. Tuttavia, i trattamenti disponibili in questo setting sono limitati.

La Oliva e i colleghi hanno quindi progettato lo studio ora pubblicato su Lancet Haematology per valutare se eltrombopag sia in grado di aumentare in modo sicuro la conta piastrinica nei pazienti con sindromi mielodisplastiche a basso rischio e trombocitopenia grave. Il trial era articolato in due parti: una fase I, per determinare l'efficacia e la sicurezza, e una fase II, per valutare la risposta e la sicurezza a lungo termine.

La fase I dello studio ha coinvolto 90 pazienti con sindromi mielodisplastiche a basso rischio o rischio intermedio-1 e trombocitopenia grave. I partecipanti  sono stati assegnati in modo casuale e in rapporto 2: 1 a eltrombopag 50-300 mg o un placebo per almeno 24 settimane e fino a progressione della malattia. Per questa prima fase del trial, gli endpoint primari erano la sicurezza e la percentuale di pazienti che raggiungevano una risposta piastrinica entro 24 settimane.

Con un follow-up mediano di 11 settimane, circa la metà (il 47%) dei pazienti assegnati a eltrombopag ha mostrato una risposta piastrinica contro un solo paziente (il 3%) nel gruppo placebo (OR 27,1; IC al 95% 3,5- 211,9; P = 0,0017).

"La nostra ricerca sottolinea i potenziali benefici di eltrombopag in pazienti con sindromi mielodisplastiche a basso rischio che non richiedono trasfusioni di globuli rossi" scrivono i ricercatori. Inoltre, aggiungono, "l’aumento della conta piastrinica si è accompagnato a miglioramenti in molti outcome riferiti dai pazienti, come evidenziato dai questionari sulla qualità della vita."

Durante il follow-up, 21 pazienti hanno mostrato almeno un episodio di sanguinamento grave Tuttavia, la percentuale di pazienti con episodi emorragici è risultata superiore nel gruppo placebo rispetto al gruppo eltrombopag (42% contro 14%; P = 0,0025).

Sul fronte della sicurezza, si sono 52 manifestati eventi avversi di grado 3/4 in 27 dei 59 pazienti (il 46%) assegnati l eltrombopag contro solo 9 eventi in 5 dei 31 pazienti (il 16%) del gruppo placebo. Inoltre, otto pazienti assegnati a eltrombopag hanno richiesto l'interruzione del trattamento a causa di una tossicità correlata al farmaco persistente; tuttavia, non sono stati riportati decessi correlati al trattamento.

Nel 12% dei pazienti assegnati a eltrombopag, la malattia si è evoluta verso una leucemia mieloide acuta o si è avuta progressione della malattia rispetto al 16% dei pazienti del gruppo di controllo (P = 0,81).

"Tenendo conto dei fattori legati al paziente e alla malattia, l'effetto di eltrombopag è risultato fortemente correlato soltanto con le concentrazioni di emoglobina, il che potrebbe indicare un’associazione con una sindrome mielodisplastica meno grave" scrivono i ricercatori.

"In effetti” aggiungono la Oliva e i colleghi, “basse concentrazioni di emoglobina hanno conferito una prognosi peggiore e identificato i pazienti a rischio più alto di progressione o evoluzione, suggerendo così la presenza di una malattia più avanzata. Pertanto, l'interazione tra emoglobina e risposta piastrinica di eltrombopag necessita di ulteriori valutazioni".

E.N Oliva, et al. Eltrombopag versus placebo for low-risk myelodysplastic syndromes with thrombocytopenia (EQoL-MDS): phase 1 results of a single-blind, randomised, controlled, phase 2 superiority trial. Lancet Hematol. 2017; http://dx.doi.org/10.1016/S2352-3026(17)30012-1.
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