Viene utilizzato in tutto il mondo da milioni di persone come integratore dietetico con la speranza che sia una specie di  scudo naturale contro il cancro della prostata e del polmone. Uno studio recentissimo, non ha invece evidenziato alcun benefico nella riduzione del rischio di insorgenza del tumore al polmone dalla supplementazione con selenio.

Dopo circa 10 anni di ricerche cliniche, è stata quindi probabilmente scritta la parola fine all'ipotesi che il selenio possa avere un'azione anticancro.  Questi nuovi dati sono stati presentati in occasione del congresso dell'American Society of Clinical Oncology.

Oltretutto, anche se la differenza non era statisticamente significativa, i pazienti trattati con placebo hanno avuto risultati leggermente migliore di quelli cui era stata somministrata una supplementazione a base di selenio. Infatti, la sopravvivenza senza progressione (PFS) a 5 anni è risultata del 72% nel gruppo trattato con selenio e del 78% nel gruppo placebo. Un trend simile si è osservato per la sopravvivenza globale (OS).

Questi dati provengono da uno studio (E5597) condotto dall' Eastern Cooperative Oncology Group, un trial iniziato nel 2000 e concluso nel novembre del 2009 a causa di evidente mancanza di efficacia.
Ricerche iniziali avevano evidenziato beneficio fino al 30% con la supplementazione a base di selenio.

Lo studio ha randomizzato 1.561 pazienti con tumore resecato, randomizzati a ricevere ogni giorno 200 mg di selenio oppure placebo. L'end point era una secondo tumore primario. L'analisi ha dimostrato che, globalmente, i successivi tumori primari hanno avuto un'incidenza di 3,66 persone/anno nel gruppo placebo e di 4,11 nel gruppo che assumeva selenio.
L'effetto paradosso del  minerale potrebbe spiegarsi con una sua interazione con il tabacco, tanto è vero che in una minoranza di pazienti che non aveva mai fumato si è visto qualche modesto beneficio.

«Diversi studi epidemiologici e su animali hanno suggerito un legame tra deficit di selenio e sviluppo del cancro", ha spiegato Karp. "L'interesse e gli sforzi di ricerca crebbero negli anni novanta dopo la pubblicazione nel 1996 di uno studio sul selenio secondo cui non si rilevavano effetti protettivi contro il tumore della pelle ma si sarebbe riscontrata una riduzione di circa il 30 per cento nella probabilità di insorgenza di tumori della prostata e del polmone».

I grandi studi clinici di follow-up che prevedevano l'impiego di questo minerale, tuttavia, si sono dimostrati fin da subito deludenti. Già nel 1999, il National Cancer Institute (NCI) degli Stati Uniti ha interrotto SELECT, uno studio che coinvolgeva più di 35.000 soggetti per cercare di evidenziare un eventuale effetto del selenio o della vitamina E, da soli o in combinazione, sulla riduzione del rischio di tumore della prostata. Ma nessuno dei due composti ha mostrato di produrre benefici. Ora forse è venuto il momento di mettersi l'animo in pace e cercare altre strade.

Journal of Clinical Oncolog Karp DD et al. "A phase III, intergroup, randomized, double-blind, chemoprevention trial of selenium (Se) supplementation in resected stage I non-small cell lung cancer (NSCLC)" J Clin Oncol 2010; 28: Abstract CRA7004.