Eli Lilly ha annunciato ieri la sospensione di uno studio di fase III sul nuovo farmaco sperimentale tasisulam in pazienti con melanoma metastatico o non resecabile.
La decisione è stata presa in quanto, a partire dal 2009, anno di inizio dello studio, si sono verificati 12 decessi che, secondo quanto ha riferito al giornale Medscape un portavoce dell'azienda, almeno potenzialmente  potrebbero essere correlati al trattamento.

L'azienda ha ordinato la sospensione della somministrazione del farmaco nei 300 pazienti arruolati fino a quando non verranno analizzati i dati già disponibili e quelli riguardanti il protocollo dello studio. Lo studio, condotto in 18 paesi si sarebbe dovuto completare nel 2012.

Il trial era stato disegnato per comparare l'efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di tasisulam, rispetto a paclitaxel nel trattamento di seconda linea del melanoma metastatico.

Gli studi che stanno valutando il farmaco nel sarcoma, nel cancro alla mammella, nel carcinoma renale e nel tumore del polmone non verranno sospesi in quanto in questi trial il farmaco è somministrato a una dose differente da quella utilizzata nello studio sul melanoma.

In occasione del congresso ASCO 2010, erano stati presentati i dati di uno studio di fase II condotto per valutare l'efficacia del farmaco nel melanoma non operabile.  I  risultati avevano dimostrato un'attività del farmaco e il profilo di sicurezza e tollerabilità quale seconda linea di trattamento in questo tipo di tumore.

Tasisulam è un'acil-sulfonamide che sembra indurre l'apoptosi attivando il pathway mitocondriale della morte cellulare. Questo porta alla liberazione del citocromo C, all'attivazione delle caspasi, alla perdita del potenziale di membrana mitocondriale, alla produzione di specie reattive dell'ossigeno e infine all'apoptosi.

Nel 2009, l'Fda aveva concesso a tasisulam lo stato di farmaco orfano per il trattamento del melanoma di stadio 2b-IV.

Studio su tasisulam presentato all'ASCO