Si è concluso in parità il primo confronto diretto tra due farmaci inibitori dell'aromatasi, exemestane e anastrozolo, studiati nelle pazienti con carcinoma della mammella di stadio avanzato. I due farmaci hanno consentito di ottenere la stessa sopravvivenza libera da eventi (EFS). E' il risultato di uno studio, denominato MA.27, sponsorizzato dal the National Cancer Institute canadese e presentato in occasione del convegno internazionale sul tumore alla mammella che si è tenuto a San Antonio (Texas).

Il trial ha arruolato pazienti in post menopausa con tumore alla mammella localizzato, invasivo, recettore ormonale-positivo con età media pari a 64 anni. Il 70% delle pazienti aveva ricevuto un intervento chirurgico conservativo e il 72% presentava la malattia in stadio T1. Circa un terzo delle pazienti aveva ricevuto la chemioterapia adiuvante e il 4% aveva ricevuto il trattamento con trastuzumab.

Le pazienti sono state randomizzate a ricevere anastrazolo 1mg/die o exemestane 25mg/die per circa 5 anni. Dopo un follow-up di 4,1 anni, le pazienti trattate con exemestane hanno mostrato una EFS pari al 90,8%, rispetto al 90,9% di anastrazolo. Anche la sopravvivenza generale, la sopravvivenza libera dalla malattia e la sopravvivenza malattia-specifica sono risultate simili per entrambi i gruppi.

Al termine dello studio, le pazienti assegnate a exemestane hanno mostrato un HR per EFS di 1,02, rispetto ad anastrazolo. Le pazienti con tumore nodo-positivo, che rappresentavano il 71% della popolazione in studio, hanno mostrato un HR di 1,04, rispetto a 0,99 per le pazienti con tumore nodo-negativo. Le pazienti che hanno ricevuto la chemioterapia adiuvante hanno mostrato un HR per EFS di 1,02, rispetto a 1,01 di quelle che non l'hanno ricevuta.
La sopravvivenza generale è risultata pari al 94% per entrambi i gruppi, la sopravvivenza libera dalla malattia era del 96% e la sopravvivenza malattia-specifica era del 97%.

I due farmaci hanno presentato differenti profili di sicurezza. Exemestane è risultato associato a una minore incidenza di osteoporosi e dislipidemia, mentre le pazienti trattati con anastrozolo hanno mostrato in misura minore un aumento dei livelli degli enzimi epatici, di acne e cambiamenti dei livelli di androgeni, che si sono presentati nell'1-2% delle pazienti assegnate a exemestane.

Ipertrigliceridemia si è presentata nel 2% dei pazienti assegnati a exemestane e nel 3% di quelli assegnati ad anastrazolo, ipercolesterolemia si è verificata nel 15% e nel 18% dei pazienti rispettivamente assegnati a exemestane e anastrazolo e osteoporosi nel 31% per exemestane, rispetto al 35% di anastrazolo.
Durante il trattamento, il 30% e il 40% dei pazienti assegnati rispettivamente a exemestane e anastrazolo, hanno abbandonato lo studio.

Anastrozolo è un farmaco di natura non steroidea che inibisce in maniera reversibile l'aromatasi. Al contrario, exemestane è un farmaco di natura steroidea che inibisce in maniera irreversibile l'aromatasi.

L'aromatasi è un enzima chiave nella biosintesi degli estrogeni in quanto catalizza la reazione che a partire dal testosterone opera la sintesi di estradiolo. L'aromatasi è un moderno bersaglio della terapia antitumorale diretta contro il carcinoma mammario. Viene espressa dalla maggior parte dei tumori dell'apparato riproduttivo e mammario e sono stati studiati, e sviluppati, svariati suoi inibitori di natura competitiva.

San Antonio Breast Cancer Symposium Goss PE et al "Final analysis of NCIC CTG MA.27: A randomized phase III trial of exemestane versus anastrozole in postmenopausal women with hormone receptor positive primary breast cancer" SABCS 2010; Abstract S1-1.