Stomatite indotta da everolimus non impatta sulla progressione nei tumori al seno e gastrointestinali

Lo sviluppo di stomatite nei pazienti che assumono everolimus non sembra influenzare negativamente la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e, quindi, non deve essere considerato un ostacolo alla somministrazione del farmaco. questa la rassicurante conclusione di una metanalisi pubblicata di recente su Annals of Oncology, a firma di un gruppo internazionale di autori, tra cui spiccano nomi di rilievo come quelli di Gabriel Hortobagyi e Robert Motzer.

Lo sviluppo di stomatite nei pazienti che assumono everolimus non sembra influenzare negativamente la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e, quindi, non deve essere considerato un ostacolo alla somministrazione del farmaco. È questa la rassicurante conclusione di una metanalisi pubblicata di recente su Annals of Oncology, a firma di un gruppo internazionale di autori, tra cui spiccano nomi di rilievo come quelli di Gabriel Hortobagyi e Robert Motzer.

Everolimus è un inibitore orale della proteina mTOR utilizzato per il trattamento dei tumori e della sclerosi tuberosa.

La stomatite, un'infiammazione delle membrane mucose della bocca, è un evento avverso comunemente associato al trattamento con gli inibitori di mTOR, compreso everolimus.

Per questo motivo, il team di ricercatori, guidato da Hope S. Rugo, direttrice del Breast Oncology Clinical Trials Program della University of California di San Francisco, ha cercato di determinare l'impatto della stomatite indotta da everolimus sull'efficacia e la sicurezza del trattamenti in pazienti oncologici in cura con questo farmaco.

A tale scopo, la Rugo e i colleghi hanno eseguito una metanalisi di sette studi di fase 3, randomizzati e in doppio cieco, condotti con everolimus in pazienti con carcinoma mammario (I trial BOLERO-2 e BOLERO-3), carcinoma a cellule renali (RECORD-1), tumori carcinoidi (RADIANT- 2), tumori neuroendocrini pancreatici (RADIANT-3) e sclerosi tuberosa complessa (EXIST-1 e EXIST-2).

Di questi studi, la metanalisi ha incluso i dati provenienti da 1455 pazienti arruolati in studi su tumori solidi e 157 pazienti arruolati in studi clinici sulla sclerosi tuberosa complessa. Gli autori hanno valutato queste due coorti separatamente.

Nel complesso, la stomatite si è manifestata nel 67% dei pazienti (973) con tumori solidi e nel 70%(110) di quelli con sclerosi tuberosa complessa 

Nella maggior parte dei casi, la stomatite era d grado 1 o 2. La stomatite di grado 3 o superiore ha avuto un’incidenza del 9% dei pazienti con tumori solidi e dell'8% in quelli con sclerosi tuberosa.

L’89% degli episodi di stomatite (870) tra i pazienti con tumori solidi si è verificato entro 8 settimane dall'inizio della terapia con everolimus.

Rispetto ai pazienti che non hanno sviluppato la stomatite, la comparsa di questo evento avverso entro 8 settimane dall’inizio dell’assunzione di everolimus è risultata associata a un prolungamento della PFS nei pazienti arruolati nello studio BOLERO-2 (8,5 mesi contro 6,9 mesi; HR 0,78; IC al 95% 0,62-1) e lo studio RADIANT-3 (13,9 mesi contro 8,3 mesi; HR 0,7; IC al 95% 0,48-1,04).

Tendenze simili si sono osservate nel trial RECORD-1 (HR 0,9; IC al 95% 0,66-1,22) e RADIANT-2 (HR 0,87; IC al 95% 0,61-1,22), ma non nello studio BOLERO-3 (HR 1,01; IC al 95% 0,75-1,36).

A causa del basso numero di pazienti con sclerosi tuberosa per cui erano disponibili dati, i ricercatori non hanno potuto eseguire un'analisi completa del rapporto tra stomatite e risposta in questo gruppo.

"I risultati suggeriscono che, con un follow-up precoce (entro 2 settimane), una gestione proattiva e un aggiustamento dei dosaggi in accordo con quanto indicato nella scheda tecnica, everolimus può essere somministrato con tranquillità per quanto riguarda il comfort del paziente, la compliance e la sicurezza" scrivono la Rugo e i colleghi.

Inoltre, aggiungono gli autori, " Studi prospettici In corso determineranno il valore delle misure di igiene dentale/orale, dei risciacqui delle ferite mucoadesive del cavo orale, degli aggiustamenti del dosaggio sulla base della farmacocinetica e della profilassi con un collutorio a base di steroidi nel ridurre l'incidenza della stomatite indotta da everolimus e nel migliorare la sua gestione".

H.S. Rugo, et al. Meta-analysis of stomatitis in clinical studies of everolimus: incidence and relationship with efficacy. Ann Oncol. 2016; doi:10.1093/annonc/mdv595.
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