Stoppare l'anticoagulante una volta curato il tumore? Uno studio dice di sì

La terapia anticoagulante per il tromboembolismo venoso (TEV) associato al tumore viene spesso interrotta una volta che il cancro è stato curato. Ma questa pratica è corretta? A questa domanda risponde, affermativamente, uno studio osservazionale dell'Università di Leiden, uscito da poco su Chest.

La terapia anticoagulante per il tromboembolismo venoso (TEV) associato al tumore viene spesso interrotta una volta che il cancro è stato curato. Ma questa pratica è corretta? A questa domanda risponde, affermativamente, uno studio osservazionale dell’Università di Leiden, uscito da poco su Chest.

Il TEV è una grave complicanza del cancro che aumenta in modo significativo il rischio di mortalità, spiegano gli autori nell’introduzione. Inoltre, aggiungono i ricercatori (coordinati da Tom van der Hulle, del Departimento Trombosi ed Emostasi dell’ateneo olandese) il rischio di TEV aumenta in presenza di metastasi, con il posizionamento di un catetere venoso centrale, durante la chemioterapia, quando il paziente ha subito di recente un intervento chirurgico e in caso di immobilizzazione.

Per il loro studio, van der Hulle e i colleghi hanno analizzato i dati di 358 pazienti consecutivi ai quali era stato diagnosticato un TEV associato a un tumore presso il loro centro tra il gennaio 2001 e il gennaio 2010. I pazienti sono stati seguiti per valutare l'impatto del trattamento antitumorale, l’insorgenza di recidive di TEV, le emorragie maggiori e i decessi.

In questa coorte, il trattamento anticoagulante è stato continuato fino al decesso in 207 pazienti e in altri 12 per via di un'indicazione alternativa nonostante il cancro fosse stato curato.

La terapia anticoagulante è stata, invece, interrotta in 50 pazienti per ragioni diverse dall’emorragia maggiore nonostante la presenza di un tumore ancora attivo, in 21 pazienti dopo emorragia maggiore e in 68 pazienti una volta curato il tumore.

I ricercatori hanno quindi valutato l’incidenza di recidive di TEV e di emorragie maggiori nei 68 sopravvissuti al cancro dopo che la terapia anticoagulante era stata sospesa per una mediana di 6 mesi.

In questo gruppo, 10 pazienti hanno avuto una recidiva di TEV durante un follow-up cumulativo di 311 anni, con un tasso di incidenza di 3,2 per 100 anni-paziente (PY). Di questi 10 pazienti, sette hanno avuto anche una recidiva tumorale durante il follow up. Inoltre, si è verificata un’emorragia maggiore in quattro pazienti durante un follow-up cumulativo di oltre 300 anni, pari a un tasso di incidenza di 1,3 per 100 PY.

Nei 50 pazienti che hanno sospeso la terapia anticoagulante dopo una mediana di 5,8 mesi nonostante la presenza di un tumore attivo, 11 hanno sviluppato una recidiva di TEV non fatale durante un follow-up cumulativo di 59 anni, con un tasso di incidenza pari a 19 per 100 PY, mentre tre hanno avuto un’emorragia maggiore durante un follow-up cumulativo di 59 anni, con un tasso di incidenza di 5,1 per 100 PY.

L'alto rischio di TEV ricorrente e di emorragia maggiore – rispettivamente 21% e 12% nell’arco di 12 mesi nei pazienti oncologici - durante la terapia anticoagulante fa sì che identificare la durata appropriata della terapia stessa e l’anticoagulante ottimale sia un compito difficile e ampiamente dibattuto. Alcuni esperti continuano il trattamento anticoagulante mentre il cancro è attivo, in particolare al di là dei primi 6 mesi di trattamento dopo la diagnosi quando il rischio di recidive di TEV è alto.

L’incidenza di TEV ricorrente del 3,2 per 100 PY trovata in questo studio nei sopravvissuti al cancro è comparabile all’incidenza pari a 3,3 per 100 PY registrata dopo l'interruzione della terapia anticoagulante nei pazienti che hanno avuto un primo TEV causato da un fattore scatenante, osservano i ricercatori nella discussione. 

Inoltre, l’incidenza di emorragie maggiori pari a 1,3 per 100 PY è paragonabile all’incidenza pari a 2,74 per 100 PY associata alla terapia anticoagulante a lungo termine.

"Il rischio di TEV ricorrente dopo la sospensione della terapia anticoagulante per un TEV associato a un tumore una volta che il tumore è stato curato è basso" ha dichiarato l'autore senior dello studio Frederikus A. Klok, aggiungendo che i risultati del suo gruppo supportano la raccomandazione di sospendere il trattamento anticoagulante in questi pazienti.

T. van der Hulle, et al. Cohort study on the management of cancer-associated venous thromboembolism aimed at the safety of stopping anticoagulant therapy in patients cured from cancer. Chest. 2016; doi: 10.1016/j.chest.2015.10.069.
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