Studio sul tumore al seno HER2+, alt al braccio lapatinib in monoterapia

Oncologia-Ematologia
GlaxoSmithKline ha reso noto che le pazienti con tumore al seno HER2 positivo in fase iniziale dovranno interrompere l’assunzione di lapatinib in monoterapia, uno dei regimi valutati nel corso di uno studio di fase III. La decisione è stata presa sulla base delle raccomandazioni del comitato di monitoraggio dei dati.

L’esame dei dati ad interim dello studio ha fatto ritenere improbabile il raggiungimento dell’end point di non inferiorità rispetto a trastuzumab, valutato attraverso la disease-free servival.

Denominato ALTTO (Adjuvant Lapatinib and/or Trastuzumab Treatment Optimization trial; NCT00490139), lo studio prevedeva che le pazienti con tumroe al seno HER2 positivo venissero randomizzate a ricevere uno dei seguenti trattamenti: lapatinib, trastuzumab oppure trastuzumab seguito da lapatinib, oppure la combinazione dei due farmaci. Iniziato nel giugno del 2007, lo studio ha arruolato 8mila pazienti in 1.500 centri di ricerca situati in 44 Paesi. Il completamento è previsto nel corso del 2001.

Il Comitato ha raccomandato il proseguimento dello studio, fatta eccezione per il braccio trattato con lapatinib in monoterapia. L’obiettivo principale dello studio è quello di dimostrare la superiorità della combinazione di lapatinib e trastuzumab rispetto al solo trastuzumab, per quanto concerne la  disease-free survival..

Lo scorso mese di dicembre, in occasione del San Antonio Breast Cancer Symposium, GlaxoSmithKline ha reso noti I dati top line di due studi di fase III che hanno dimostrato come, nello stesso setting (ca al seno HER2+) la combinazione di lapatinb e trastuzumab fosse più efficace dei due regimi in monoterapia.
GlaxoSmithKline sottolinea come il regime adiuvante con lapatinb non si attualmente approvato in alcun Paese.

La caratteristica del carcinoma mammario HER2 positivo è la presenza di maggiori quantità di proteina HER2 sulla superficie delle cellule tumorali. Questo fenomeno è noto come positività HER2 e colpisce circa il 20-25% delle donne affette da carcinoma mammario. L’HER2-positivo è una malattia più aggressiva e con un più elevato rischio di reiterazione degli altri.