Successo della ricerca Sanofi, isatuximab (anti CD-38) centra l'end point nel mieloma multiplo recidivante o refrattario

Un bel risultato per la ricerca interna di Sanofi che potrebbe aver messo a punto un rivale per daratumumab. Uno studio randomizzato di fase 3, progettato per valutare l'aggiunta di isatuximab, un anti CD-38 sperimentale, a un trattamento standard per pazienti con mieloma recidivante o refrattario, ha raggiunto il suo end point primario di PFS.

Un bel risultato per la ricerca interna di Sanofi che potrebbe aver messo a punto un rivale per daratumumab. Uno studio randomizzato di fase 3, progettato per valutare l'aggiunta di isatuximab, un anti CD-38 sperimentale, a un trattamento standard per pazienti con mieloma recidivante o refrattario, ha raggiunto il suo end point primario di PFS.

Lo studio ICARIA-MMM, un trial multicentrico in aperto, ha arruolato 307 pazienti con mieloma multiplo recidivante o refrattario trattati in 96 centri di 24 paesi.

Tutti i partecipanti allo studio avevano ricevuto almeno due terapie precedenti, tra cui un minimo di due cicli consecutivi di lenalidomide e un inibitore del proteasoma somministrato da solo o in combinazione.

I ricercatori hanno assegnato ai pazienti dosi standard di pomalidomide e desametasone a basse dosi con o senza isatuximab. I pazienti hanno ricevuto l'isatuximab tramite infusione per via endovenosa a dosi di 10 mg/kg una volta alla settimana per 4 settimane, seguita da una volta ogni due settimane per cicli di 28 giorni.

I pazienti a cui è stata assegnata l'isatuximab hanno ottenuto una PFS più lunga.
I risultati dello studio ICARIA-MMM saranno presentati in uno dei prossimi incontri medici, e si prevede che saranno utilizzati come base per la presentazione di documenti normativi nel corso di quest'anno.

Un rivale per daratumumab?
Isatuximab CD38 (come il daratumumab) mira ad un epitopo specifico di CD38 in grado di innescare meccanismi d'azione multipli e distinti che si ritiene promuovano la morte programmata delle cellule tumorali (apoptosi) e l'attività immunomodulatoria.

All'inizio dello sviluppo c'erano poche prove che suggerivano che l'isatuximab avrebbe avuto un vantaggio significativo su daratumumab in termini di efficacia, sicurezza o comodità di impiego. Se Sanofi emergesse dal programma di sviluppo di clinico senza tali prove, potrebbe dover competere solo sul prezzo per conquistare quote di mercato significative dall'affermato farmaco di J&J per il mieloma multiplo.

Qualunque sia l'impatto finanziario di isatuximab, il farmaco avrà un'importanza simbolica per Sanofi se verrà immesso sul mercato. In un periodo in cui le partnership sono state fondamentali per Sanofi, l'isatuximab è un asset interno che testimonia a vitalità della ricerca di Sanofi.
I ricercatori di Sanofi hanno sviluppato isatuximab con ImmunoGen, ma sono stati fortemente coinvolti già nel settore preclinico.

Sviluppo clinico
ICARIA-MMM è uno dei quattro studi di fase 3 in corso per valutare isatuximab in combinazione con trattamenti standard per pazienti con mieloma di nuova diagnosi o recidivante/refrattario. L'agente è anche in esame per il trattamento di altre neoplasie maligne ematologiche e tumori solidi.
Il mieloma multiplo è il secondo più comune tumore maligno ematologico, con più di 138.0002 nuovi casi ogni anno in tutto il mondo. Il mieloma multiplo rimane incurabile nella stragrande maggioranza dei pazienti, con conseguente significativo carico di malattia.

Sviluppo regolatorio
Nella prima metà del 2019 Sanofi prevede di presentare isatuximab alle autorità di regolamentazione statunitensi ed europee per una potenziale approvazione come terapia di terza linea per il mieloma multiplo recidivante o refrattario. L’azienda mira ad espandere progressivamente nei prossimi anni l'indicazione del farmaco nelle impostazioni terapeutiche più precoci.

“Siamo entusiasti di questi risultati, che rappresentano un progresso significativo nella nostra ambizione di estendere la vita dei pazienti affetti da mieloma multiplo", ha detto John Reed, responsabile della ricerca e sviluppo di Sanofi, nel comunicato. "Non vediamo l'ora di impegnarci con le autorità regolatorie con l'obiettivo di portare questo potenziale nuovo trattamento ai pazienti il più rapidamente possibile".