I risultati di due studi clinici condotti con l'impiego in prima linea di sunitinib in combinazione con FOLFOX6 5-fluorouracil, leucovorin, oxaliplatin) o FOLFIRI(5-fluorouracil, leucovorin, irinotecan), non hanno evidenziato un miglioramento della risposta tumorale e migliori tassi di sopravvivenza in pazienti con cancro colorettale metastatico rispetto a quelli trattati con  il solo regime FOLFIRI o con bevacizumab in combinazione con FOLFOX6.

I nuovi dati sono stati presentati al 12 congresso mondiale sui tumori gastrointestinali dell'Associazione Europea di Oncologia Medica svoltosi pochi gironi fa a Barcellona.

Il primo studio, presentato da J. Randolph Hecht dell'Università della California ha arruolato 191 pazienti randomizzati a ricevere FOLFOX6 in combinazione con bevacizumab alla dose di 5 mg/kg per due settimane (n = 95) o con sunitinib per via orale alla dose di 37.5 mg/gg (n = 96).

Nel secondo studio, presentato da Alfredo Carrato del Ramòn y Cajal University Hospital di Madrid, 768 pazienti sono stati randomizzati a ricevere FOLFIRI (n = 382) o FOLFIRI in combinazione con sunitinib per via orale alla dose di 37.5 mg/gg (n = 386).

Per entrambi gli studi, l'endpoint primario è stato l'aumento della PFS (sopravvivenza senza progressione). Per quanto riguarda il primo studio, la PFS fu di 9,1 mesi per il trattamento con FOLFOX6 in combinazione con sunitinib e 11,2 mesi per il trattamento con FOLFOX6 in combinazione con bevacizumab (p = 0,96); nel secondo studio, la PFS è stata di 7,8 mesi per il trattamento con FOLFIRI in combinazione con sunitinib e 8,4 mesi per il trattamento con il solo FOLFIRI (p =0,807).

Non sono state riscontrate differenze significative nei tassi di risposta tumorale: FOLFOX6 in combinazione con sunitinib (36%), FOLFOX in combinazione con bevacizumab (36%), FOLFIRI in combinazione con sunitinib (32%) e FOLFIRI (34%).

In entrambi gli studi, a seguito della somministrazione di sunitinib è stata riscontrata la presenza di effetti collaterali come neuropatia periferica, fatica/astenia, diarrea e sindrome mano-piede.

Attualmente sono in corso analisi per individuare gruppi di pazienti che hanno tratto beneficio dal trattamento con sunitinib ad esempio pazienti che presentano polimorfismi genetici che potrebbero essere potenzialmente associati ad un risultato clinico.