Una revisione sistematica degli studi condotti su tamoxifene e raloxifene per la chemioprevenzione del tumore alla mammella mostra che i farmaci offrono un ampio beneficio alle pazienti affette da questa patologia riducendo l’incidenza di tumori invasivi. Lo studio è stato pubblicato su Annals of Internal Medicine.

Come spiegato dagli esperti, le linee guida della US Preventive Services Task Force (USPSTF), stilate nel 2002, non raccomandano l’uso di tamoxifene e raloxifene nelle donne a basso e medio rischio di tumore alla mammella ma raccomandano ai medici di discutere con le pazienti ad alto rischio dei rischi e benefici associati ai due medicinali. Nonostante queste raccomandazioni, negli Stati Uniti, l’uso di tamoxifene e raloxifene per la prevenzione del tumore alla mammella è ridotto.

Il nuovo studio ha analizzato i dati dei trial condotti sui due farmaci tra il 2002 e il 2012. In totale sono stati analizzati 7 studi su tamoxifene e raloxifene nelle donne senza tumore alla mammella pre-esistente. Complessivamente, i dati indicano che tamoxifene riduce l’incidenza del tumore alla mammella invasivo di 7 casi su 1000 donne in cinque anni, rispetto al placebo e che raloxifene riduce tale incidenza di 9 casi. Entrambi i farmaci hanno, inoltre, ridotto l’incidenza di fratture. Comunque, nessuno riduceva la mortalità per tutte le cause o per tumore alla mammella ed entrambi erano associati a eventi avversi.

Dati comparativi dello studio STAR (Study of Tamoxifen and Raloxifene) hanno mostrato che tamoxifene ha un effetto chemio preventivo superiore rispetto a raloxifene, riducendo l’incidenza del tumore alla mammella di 5 casi su 1000 in più rispetto a raloxifene. Tamoxifene era, però, associato a un numero superiore di eventi avversi. Anche se i due medicinali aumentavano il rischio di eventi tromboembolici, erano stati osservati 4 casi su 1000 in più con tamoxifene rispetto a raloxifene. Inoltre, tamoxifene aumentava l’incidenza di tumore all’endometrio e cataratta, rispetto a raloxifene e placebo
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Le pazienti con rischio elevato di sviluppare un tumore alla mammella erano quelle che beneficiavano maggiormente della terapia con tamoxifene. Tuttavia, non è ancora stato chiarito come identificare i pazienti candidati alla terapia.

Attualmente sia tamoxifene che raloxifene sono approvati dall’Fda per prevenire il tumore alla mammella. Negli studi, altri farmaci come tibolone, lasofoxifene ed exemestane hanno dimostrato di ridurre il rischio di cancro alla mammella. Comunque, questi farmaci non sono stati ancora approvati dall’Agenzia americana.

Heidi D. Nelson et al., Use of Medications to Reduce Risk for Primary Breast Cancer: A Systematic Review for the U.S. Preventive Services Task Force, Ann Intern Med. 16 April 2013;158(8):604-614
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