Taselisib (anti PI3K alfa) riduce dimensioni del carcinoma mammario ER+/HER2. Studio LORELEI

L'aggiunta di taselisib a letrozolo prima della chirurgia ha significativamente migliorato i risultati nelle pazienti con carcinoma mammario precoce, positivo ai recettori per gli estrogeni e HER2-negativo (ER+/HER2-) secondo i risultati dello studio LORELEI, presentato all'ESMO 2017 a Madrid.

L'aggiunta di taselisib a letrozolo prima della chirurgia ha significativamente migliorato i risultati nelle pazienti con carcinoma mammario precoce, positivo ai recettori per gli estrogeni e HER2-negativo (ER+/HER2-) secondo i risultati dello studio LORELEI, presentato all’ESMO 2017 a Madrid. (1)

"Siamo stati in grado di rilevare una riduzione della dimensione del tumore dopo solo 16 settimane di trattamento, rispetto alle pazienti trattate con letrozolo e placebo", ha detto la Dr.ssa Cristina Saura, ricercatrice presso l'Ospedale Universitario Vall d'Hebron di Barcellona, in Spagna. "Qualsiasi riduzione nelle dimensioni del tumore è qualcosa di positivo per le pazienti, in quanto significa che il farmaco è risultato efficace contro il tumore in un breve periodo di tempo".

Il trial LORELEI, condotto in 85 centri in tutto il mondo, è il primo studio randomizzato a dimostrare un significativo aumento del tasso di risposta obiettiva (ORR) al trattamento con un inibitore selettivo di PI3K in questa popolazione di pazienti, 

Taselisib è un inibitore selettivo di PI3K alfa sviluppato da Roche in grado di bloccare una via di segnale, nota come PIK3, che promuove la crescita del tumore.

"La specificità per l’isoforma alfa è importante, poiché altri inibitori di PI3K hanno ottenuto solo un piccolo effetto e il rapporto rischio/beneficio è stato meno favorevole", ha osservato Sibylle Loibl, presidente del German Group Breast, che, seppur non coinvolto nello studio, ha fornito un commento per ESMO. "In generale si ritiene che gli inibitori alfa-selettivi saranno più efficaci e meno tossici degli altri".

Lo studio LORELEI ha arruolato 334 pazienti in post-menopausa con ER+/HER2-, stadio I-III, con carcinoma mammario precoce, operabile.

Tutte le pazienti sono state sottoposte a esame istologico per ricercare le cellule tumorali con mutazione di PIK3CA e sono state randomizzate a ricevere letrozolo più placebo (n=168) o taselisib (n=166) per 16 settimane al fine di ridurre la massa tumorale prima dell'intervento chirurgico.

Lo studio ha avuto due endpoint co-primari: uno è stato l’ORR, valutato misurando la dimensione del tumore con la risonanza magnetica; il secondo è stato il tasso di risposta patologica completa (pCR), che è una misura della presenza di cellule tumorali nel sito di intervento dopo rimozione chirurgica del tumore.

Lo studio, condotto in collaborazione con il Breast International Group (BIG), il SOLTI Breast Cancer Research Group e l’Austrian Breast & Colorectal Cancer Study Group (ABCSG), ha mostrato un’ORR migliore nelle pazienti che avevano ricevuto taselisib rispetto a quelle trattate con placebo (50% vs 39,3%, odds ratio [OR] 1,55, IC95% 1,00-2,38, P=0,049), ma non esisteva alcuna differenza significativa tra i gruppi per la pCR.

Tra le 152 pazienti con cellule tumorali con mutazione PIK3CA al basale, taselisib ha funzionato particolarmente bene, con il 56,2% che presentava un’ORR rispetto al 38% delle pazienti trattate con placebo (odds ratio [OR] 2,03- IC95% 1,06-3,88, p=0,033).

"Per me, il messaggio principale è che, nonostante tutte le pazienti sembrano ottenere qualche beneficio da taselisib, quelle che avevano questa mutazione sembravano trarre i maggiori vantaggi", ha affermato Saura.

L’interruzione e la riduzione delle dosi di taselisib si sono verificate rispettivamente nel 10,8% e nell'11,4% delle pazienti. I più comuni eventi avversi gravi (grado 3 e 4) associati al farmaco comprendevano disturbi gastrointestinali (7,8%), infezioni (4,8%), disturbi del tessuto cutaneo/sottocutaneo (4,8%), vascolari (3,6%) e del metabolismo e della nutrizione (3,6%), compresa l'iperglicemia (1,2%).

Nonostante sia comparsa una morte improvvisa nel gruppo trattato con taselisib, gli sperimentatori dello studio l’hanno considerata non correlata al farmaco.

Loibl ha concluso affermando che "questi sono i primi dati a sostegno dell'aggiunta di un inibitore selettivo di PI3K-alfa a una terapia endocrina nel carcinoma mammario HER2-/Hr+. Per valutare il ruolo degli inibitori della PIK3 Kinasi nel tumore al seno è necessario aspettare ulteriori dati dallo studio LORELEI e da quelli di fase III nel carcinoma mammario metastatico".

Riferimenti


1. Abstract LBA10_PR ‘Primary results of LORELEI: a phase II randomized, double-blind study of neoadjuvant letrozole (LET) plus taselisib versus LET plus placebo (PLA) in postmenopausal patients (pts) with ER+/HER2-negative early breast cancer (EBC)’ will be presented by Dr. Saura during Proffered Paper Session ‘Breast cancer, early stage’ on Friday, 8 September 2017, 14:00 to 15:30 (CEST) in Pamplona Auditorium.