Trapianto allogenico di staminali associato a maggior rischio di tumori cutanei

I destinatari di un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche sarebbero a rischio aumentato di carcinoma a cellula basali (o basocellulare), carcinoma a cellule squamose (o sqaumocellulare) e melanoma maligno. A suggerirlo è uno studio di popolazione danese, appena pubblicato su JAMA Dermatology.

I destinatari di un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche sarebbero a rischio aumentato di carcinoma a cellula basali (o basocellulare), carcinoma a cellule squamose (o sqaumocellulare) e melanoma maligno. A suggerirlo è uno studio di popolazione danese, appena pubblicato su JAMA Dermatology.

Anche l’aver fatto una radioterapia total body è risultato uno dei fattori di rischio più importanti per il carcinoma basocellulare.

"I pazienti immunosoppressi sono a rischio aumentato di sviluppare un tumore cutaneo" scrivono i ricercatori, guidati da Silje Haukali Omland, dell’Università di Copenhagen. "Questo è risaputo per i pazienti destinatari di un trapianto di organi solidi e sottoposti quindi alla terapia immunosoppressiva per tutta la vita, soggetti che sono a rischio molto aumentato di tumori della pelle diversi dal melanoma".

Tuttavia, spiegano gli autori nell’introduzione, il rischio di tumori cutanei tra i pazienti sottoposti al trapianto allogenico di staminali finora non era stato ben studiato.

Per colmare almeno in parte questa lacuna, Omland e i colleghi hanno cercato di determinare il rischio di tumore cutaneo in pazienti sottoposti a un trapianto allogenico di staminali rispetto al rischio di pazienti sottoposti a un trapianto di rene e di individui non sottoposti ad alcun trapianto.

A tale scopo, i ricercatori hanno analizzato il Danish National Hospital Register nel quale hanno identificato 3302 pazienti sottoposti a un trapianto di staminali (di cui 1007 destinatari di un trapianto allogenico e 2295 di un trapianto autologo) tra il 1999 e il 2014, e 4789 pazienti sottoposti a un trapianto di rene tra il 1976 e il 2014. Per ognuno dei due gruppi, i ricercatori hanno selezionato nella popolazione generale anche 10 persone di pari età e sesso non sottoposte ad alcun trapianto.

Gli endpoint primari erano il momento della prima comparsa di un carcinoma basocellulare, un carcinoma a cellule squamose e un melanoma maligno, e gli elementi di rischio di tumori cutanei nei destinatari di un trapianto di staminali in rapporto a quelli dei destinatari di un trapianto di rene.

I ricercatori hanno scoperto che si è sviluppato un tumore nel 2,6% dei destinatari di un trapianto allogenico di staminali contro lo 0,9% dei controlli abbinati a questo gruppo; nel 2% dei destinatari di un trapianto autologo contro il 3,6% dei relativi controlli e nel 14% dei pazienti sottoposti a trapianto renale contro il 5,8% dei relativi controlli.

I destinatari di un trapianto allogenico hanno mostrato un aumento di oltre tre volte del rischio di carcinoma basocellulare (HR 3,1; IC al 95% 1,9-5,2), di oltre 18 volte di carcinoma a cellule squamose (HR 18,3; IC al 95% 4,1-81,8 ) e di oltre cinque volte di melanoma maligno (HR 5,5; IC al 95% 1,7-17,7) rispetto alla popolazione di controllo

Inoltre, in questi pazienti si è evidenziato un aumento significativo del rischio di melanoma maligno rispetto a quelli sottoposti a un trapianto renale (HR 4; IC al 95% 1,3-12,1), mentre il rischio di carcinoma basocellulare è risultato più alto solo nei pazienti sottoposti a radioterapia total-body per il condizionamento (HR 3,9; IC al 95% 2,6-6,8). Il rischio di carcinoma a cellule squamose, invece, è risultato significativamente più alto tra i pazienti sottoposti a trapianto renale che non in quelli sottoposti al trapianto allogenico (HR 34,3; IC al 95% 28-41,9).

I destinatari di un trapianto autologo non hanno mostrato alcun aumento del rischio di tumori cutanei.

"In Danimarca, i destinatari di un trapianto di organo solido sono sottoposti regolarmente a screening per i tumori della pelle negli ambulatori di dermatologia" scrivono i ricercatori. "Al contrario, i destinatari di un trapianto allogenico di staminali non sono esaminati in modo sistematico. Alla luce dei nostri risultati, gli sforzi di prevenzione secondaria dopo un trapianto allogenico di staminali dovrebbero essere intensificati e indirizzati in particolare ai soggetti esposti alla radioterapia total-body. Inoltre, sono necessari studi che valutino la prognosi dei tumori cutanei nei pazienti trapiantati”.

“I risultati di Omland e i colleghi confermano la necessità di una valutazione di routine per la ricerca di eventuali tumori della pelle nei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di staminali” ha commentato Anthony F. Santoro, del Fox Chase Cancer Center di Philadelphia.

Quanto alla differenza di suscettibilità a determinati tumori cutanei osservata nei destinatari di un trapianto allogenico di staminali e nei trapiantati di rene, ha sottolineato l’esperto, potrebbe essere secondaria all’esposizione alla radioterapia e alla durata dei regimi immunosoppressivi.

In ogni caso, ha ribadito Santoro, “i risultati evidenziano la necessità di screening dermatologici a lungo termine in entrambi i gruppi di pazienti trapiantati”.

S.H. Omland, et al. Skin Cancer Risk in Hematopoietic Stem-Cell Transplant Recipients Compared With Background Population and Renal Transplant RecipientsA Population-Based Cohort Study. JAMA Dermatol. 2015;doi:10.1001/jamadermatol.2015.3902.
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