Trapianto con staminali del cordone ombelicale preferibile per i pazienti con malattia minima residua

Nei pazienti che hanno raggiunto uno stato di malattia minima residua prima del trapianto, i risultati che si ottengono dopo un trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale sono comparabili a quelli ottenuti dopo un trapianto da donatore non parente HLA-identico. A suggerirlo sono i risultati di uno studio retrospettivo appena pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Nei pazienti che hanno raggiunto uno stato di malattia minima residua prima del trapianto, i risultati che si ottengono dopo un trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale sono comparabili a quelli ottenuti dopo un trapianto da donatore non parente HLA-identico. A suggerirlo sono i risultati di uno studio retrospettivo appena pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Inoltre, il trapianto di sangue del cordone ombelicale ha dato risultati superiori rispetto a quelli ottenuti con il trapianto da donatore non famigliare HLA-mismatched e i pazienti che hanno ricevuto il trapianto di staminali del cordone ombelicale hanno mostrato anche un rischio di recidiva inferiore.

Nell’introduzione, Filippo Milano, del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, e gli altri autori spiegano che circa il 70% dei pazienti che hanno bisogno di un trapianto allogenico di cellule staminali emapoietiche non hanno un donatore famigliare HLA-compatibile, perciò, sono necessarie strategie di trapianto alternative, soprattutto per i pazienti ad alto rischio con malattia minima residua.

Inoltre, afferma il ricercatore in un comunicato stampa, “i pazienti che arrivano al trapianto avendo ancora una malattia minima residua hanno risultati molto scarsi”.

Per queste ragioni, Milano e i colleghi hanno provato a capire se il trapianto di sangue del cordone ombelicale sia in grado di dare risultati paragonabili al trapianto da donatori non famigliari HLA-identici o HLA-mismatched nei pazienti con leucemia acuta o sindrome mielodisplastica.

A tale scopo, i ricercatori hanno identificato 582 pazienti che hanno subito un primo trapianto mieloablativo di cellula staminali emopoietiche presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center tra il 2006 e il 2014.

La maggior parte aveva ricevuto il trapianto da un donatore non consanguineo HLA-compatibile (107 pazienti un trapianto di midollo osseo e 237 un trapianto di sangue periferico); 98 un trapianto da un donatore non imparentato HLA-mismatched (28 pazienti un trapianto di midollo osseo e 70 un trapianto di sangue periferico) e 140 un trapianto di sangue del cordone ombelicale.

I pazienti sottoposti al trapianto di sangue del cordone ombelicale erano tendenzialmente più giovani (età media: 29 anni), di razza o etnia non bianca (il 54%) e sieropositivi per il citomegalovirus (il 61%).

La presenza di una malattia minima residua è stata rilevata nel 33% dei pazienti (45) del gruppo sottoposto al trapianto di sangue del cordone ombelicale, nel 31% (104 pazienti) di quelli sottoposti al trapianto da donatore non famigliare HLA-compatibile e nel 39% (35) del gruppo sottoposto al trapianto da donatore non famigliare HLA-mismatched.

I ricercatori hanno registrato 44 decessi nel gruppo sottoposto a trapianto di sangue del cordone ombelicale, 116 decessi nel gruppo sottoposto al trapianto da donatore non famigliare HLA-compatibile e 52 nel gruppo sottoposto al trapianto da donatore non famigliare HLA-mismatched, corrispondenti a tassi non aggiustati di sopravvivenza a 4 anni rispettivamente del 71% (IC al 95% 62-77), 63% (IC al 95% 57-68) e 49% (IC al 95% 38 -58).

I pazienti sottoposti a trapianto HLA-mismatched hanno mostrato un rischio più alto di decesso rispetto a quelli sottoposti a trapianto di sangue del cordone ombelicale (HR 1,91; IC al 95% 1,23-2,98), mentre in questi ultimi il rischio di decesso è risultato simile a quello dei pazienti sottoposti a trapianto HLA-identico (HR 1,12; IC al 95% 0,77-1,63).

Inoltre, il rischio aggiustato di recidiva è risultato significativamente più alto sia in caso di trapianto HLA-identico (HR 1,95; IC al 95% 1,16-3,27) sia in caso di trapianto HLA-non identico (HR 1,97; IC al 95% 1,04-3,73) rispetto al trapianto di sangue del cordone ombelicale.

Tuttavia, all’interno di ciascun gruppo il rischio di decesso e ricaduta variava a seconda della presenza o meno di malattia residua minima prima del trapianto.

Tra i pazienti con malattia minima residua, quelli sottoposti a trapianto HLA-mismatched hanno mostrato un rischio maggiore di decesso rispetto ai destinatari di un trapianto di sangue del cordone ombelicale (HR 2,92; IC al 95% 1,52-5,63) così come i destinatari di un trapianto HLA-identico, ma in quest’ultimo caso la differenza non ha raggiunto la significatività statistica (HR 1,69; IC al 95% 0,94-3,02).

Tra i pazienti senza malattia minima residua, l'associazione con outcome peggiori nel gruppo sottoposto a trapianto HLA-mismatched rispetto al gruppo destinatario di trapianto di sangue del cordone ombelicale si è mantenuta, anche se la differenza in questo caso non ha raggiunto la significatività statistica (HR 1,36; IC al 95% 0,76-2,46 ). I risultati sono stati invece comparabili nei pazienti sottoposi al trapianto di sangue del cordone ombelicale oppure al trapianto HLA-identico (HR 0,78; IC al 95% 0,48-1,28).

Rispetto ai pazienti sottoposti a trapianto di sangue del cordone, il rischio di recidiva associato al trapianto HLA-identico e al trapianto HLA-mismatched è risultato maggiore nei pazienti con malattia minima residua (HLA-identico HR 2,92; HLA-non identico HR 3,01), che non in quelli senza malattia minima residua (HLA- identico HR 1,3; HLA-non identico HR 1,28).

I ricercatori non hanno osservato, invece, alcuna differenza significativa tra i gruppi nei tassi di mortalità in assenza di recidiva della malattia o di graft-versus-host-disease cronica.

L’autrice senior dello studio, Colleen Delaney, anche lei ricercatrice presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center, afferma nel comunicato stampa che i risultati ottenuto con un trapianto di sangue del cordone ombelicale sono gli stesse che si possono ottenere con un donatore convenzionale. “Questo lavoro dimostra che in presenza di una malattia ad alto rischio e ad alto rischio di recidiva post-trapianto, il trapianto di sangue del cordone ombelicale potrebbe essere l'opzione migliore".

F. Milano, et al. Cord-Blood Transplantation in Patients with Minimal Residual Disease. N Engl J Med. 2016; doi:10.1056/NEJMoa1602074.
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