Trapianto di feci puņ ripristinare il microbiota fecale dopo il trapianto allogenico di staminali

Il trapianto autologo di microbiota fecale č parso sicuro ed efficace in una piccola coorte di pazienti oncologici trattati con antibiotici che depotenziano il microbiota durante il trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche. Il dato proviene da uno studio monocentrico pubblicato su Science Translational Medicine.

Il trapianto autologo di microbiota fecale è parso sicuro ed efficace in una piccola coorte di pazienti oncologici trattati con antibiotici che depotenziano il microbiota durante il trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche. Il dato proviene da uno studio monocentrico pubblicato su Science Translational Medicine.

"Questo studio importante suggerisce che un intervento clinico che prevede il trapianto autologo di microbiota fecale può invertire in modo sicuro gli effetti distruttivi del trattamento antibiotico ad ampio spettro" afferma in un comunicato stampa Anthony S. Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases dei National Institutes of Health (NIH), non coinvolto nello studio.

"Se convalidato in studi più ampi, questo approccio potrebbe rivelarsi un modo relativamente semplice per ripristinare rapidamente il microbioma di una persona sana dopo un'intensa terapia antimicrobica" aggiunge l’esperto.
I pazienti che devono fare il trapianto allogenico di staminali emopoietiche vengono trattati con antibiotici per prevenire le infezioni associate al trapianto. Di conseguenza, gli antibiotici riducono il microbiota intestinale benefico che inibisce lo sviluppo di patogeni e stimola le difese immunitarie. Ciò aumenta il rischio di eventi avversi, tra cui le infezioni e la malattia del trapianto contro l'ospite (graft versus host disease, GVHD).

Lo studio, randomizzato e in aperto, ha coinvolto 25 pazienti oncologici sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali. I pazienti valutabili hanno fornito campioni di feci prima e entro 14 giorni dalla randomizzazione.
Al fine di stabilire la fattibilità, la sicurezza e l'efficacia del trapianto autologo di microbiota fecale (auto-FMT) per la ricostituzione del microbiota intestinale, i ricercatori hanno assegnato casualmente 14 pazienti all'auto-FMT e 11 pazienti no, confrontando poi gli outcome in questi due gruppi.

L'endpoint primario era l’incidenza dell’infezione da Clostridium difficile, valutata un anno dopo la randomizzazione, mentre gli endpoint secondari comprendevano l’incidenza delle infezioni batteriche e virali sistemiche e intestinali e la GVHD.

I pazienti sottoposti all’auto-FMT hanno mostrato un aumento significativo della diversità del microbiota (P < 0,0001). L’inverso dell’indice di Simpson è aumentato di una media del 63,8% (IC al 95% 36,3-91,2) in aggiunta all'aumento del 38,7% (IC al 95% 17,9-59,6) osservato nei controlli, non sottoposti all’auto-FMT. Inoltre, l’auto-FMT ha ripristinato i componenti del microbiota intestinale personale dei pazienti (P < 0,0001).

Un’analisi statistica nella quale si è tenuto conto dell’assunzione di cibo e della somministrazione di G-CSF come covariate tempo-dipendenti ha confermato l'effetto benefico dell'auto-FMT sull'aumento della diversità del microbiota intestinale (P < 0,001) e sul ripristino della composizione originale del microbiota intestinale (P < 0,001).
"Questi risultati dimostrano il potenziale delle banche di campioni fecali e della bonifica post-trattamento del microbiota intestinale del paziente dopo un trattamento antibiotico depletante del microbiota durante il trapianto allogenico” scrivono i ricercatori.

Fra i limiti dello studio, gli autori segnalano la sua natura monocentrica e il fatto che i campioni utilizzati per l’auto-FMT potevano essere stati ottenuti da pazienti che erano stati sottoposti a trattamenti antitumorali ed esposti ad antibiotici, e quindi potevano essere impoveriti di alcune specie batteriche commensali.

In ogni caso, lo studio è ancora in corso e i ricercatori continuano a monitorare i pazienti per valutare i miglioramenti degli outcome ottenuti con l’auto-FMT, tra cui l'incidenza e la gravità delle infezioni batteriche, virali e fungine, e della GVHD.

Taur Y, et al. Reconstitution of the gut microbiota of antibiotic-treated patients by autologous fecal microbiota transplant. Sci Transl Med. 2018; doi:10.1126/scitranslmed.aap9489.
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