La combinazione di trastuzumab, bevacizumab e docetaxel sembrerebbe migliorare o stabilizzare le condizioni di pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2 positivo. E' il risultato preliminare di uno studio presentato recentemente all'American Society of Clinical Oncology's Breast Cancer Symposium.
Lo studio ha arruolato 18 pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2 positvo naive ai trattamenti chemioterapici con iperespressione di HER2, normale frazione di eiezione ventricolare sinistra (FEVS) e assenza di metastasi cerebrali.

Tutti i pazienti hanno ricevuto 6 cicli di trattamento costituito dalla combinazione dei tre farmaci. I pazienti hanno continuato a ricevere la target therapy fino alla progressione della malattia o allo sviluppo di episodi di tossicità dovuti al trattamento. La FEVS è stata misurata ogni tre mesi di trattamento.
Dallo studio è emerso che 8 pazienti hanno ricevuto risposte parziali al trattamento e altri 6 hanno raggiunto la stabilizzazione della malattia. Complessivamente il 77,7% (14 su 18) dei pazienti arruolati ha tratto beneficio dalla somministrazione dei tre farmaci.

Tre pazienti hanno presentato eventi avversi di tipo ematologico di grado 3 e 4 come neutropenia e infezioni, un paziente ha presentato effetti collaterali come nausea, trombosi, sindrome nefrosica, disturbi della vista, stanchezza, infezioni del tratto respiratorio e anoressia e due soggetti hanno presentato eccessiva lacrimazione.
Un paziente ha mostrato un declino asintomatico della FEVS e un altro ha presentato deiscenza delle ferite.

I ricercatori hanno inoltre condotto un'analisi di sopravvivenza in cui sono stati inclusi 16 dei 18 pazienti arruolati nello studio. Da questa analisi è emerso che la sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 55,9 settimane mentre 6 pazienti sono deceduti o hanno presentato una progressione della malattia.
La caratteristica del carcinoma mammario HER2 positivo è la presenza di maggiori quantità di proteina HER2 sulla superficie delle cellule tumorali. Questo fenomeno è noto come positività HER2 e colpisce circa il 20-25% delle donne affette da carcinoma mammario.

Trastuzumab è un anticorpo monoclonale umanizzato, creato per identificare e bloccare l'attività di HER2, una proteina prodotta da un gene a potenziale cancerogeno. Il meccanismo di azione di trastuzumab è unico in quanto attiva il sistema immunitario e inibisce i recettori HER2 per distruggere il tumore. Si è dimostrato efficace nel trattamento del carcinoma mammario HER2 positivo, sia allo stadio iniziale sia allo stadio avanzato (metastatico).
Questo tipo di tumori mammari hanno spesso un'aumentata espressione del fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF).

Bevacizumab è un anticorpo monoclonale anti-VEGF.
La combinazione di bevacizumab e di trastuzumab ha dimostrato, in uno studio di fase II, di essere efficace come trattamento di prima linea per il carcinoma mammario metastatico con un tasso di risposta del 54%. La combinazione dei due farmaci ha però mostrato di provocare episodi di cardiotossicità in circa il 40% dei pazienti arruolati nello studio.

Docetaxel è un agente chemioterapico che si è dimostrato efficace nel carcinoma mammario sia da solo che in combinazione con trastuzumab o bevacizumab.