La Gateway for Cancer Research,  un’organizzazione internazionale non profit che finanzia la ricerca su nuovi trattamenti per la cura del cancro, ha annunciato l’inizio di un nuovo studio di fase II condotto per valutare l’efficacia della combinazione di capecitabina e celecoxib (ADAPT strategy: activate from dormancy and potentiate targeting) per il trattamento dei tumori al colon-retto.

Come spiegato dagli esperti, il cancro al colon-retto è caratterizzato dalla presenza di cellule staminali che favoriscono lo sviluppo del tumore. Queste cellule rimangono quiescenti durante la chemioterapia e questa è la causa principale del fallimento terapeutico di questi tumori. La nuova combinazione di farmaci agisce “risvegliando” le cellule staminali tumorali per poi distruggerle.

Studi pilota avevano mostrato un aumento significativo della sopravvivenza con questa combinazione di farmaci, rispetto ai trattamenti standard per la patologia. Dei 124 pazienti  trattati con la combinazione di capecitabina e celecoxib, il 40% aveva ottenuto la remissione completa o quasi completa della malattia con una sopravvivenza media generale di 93,7 mesi. Solamente 1/3 di questi partecipanti era stato sottoposto alla rimozione chirurgica delle metastasi. La lunghezza media della sopravvivenza per i pazienti che presentavano tumore al colon-retto di stadio IV era di 20-24 mesi e di 46 mesi per quelli che avevano ottenuto una risposta completa. Il trattamento aveva, inoltre, migliorato la qualità di vita dei pazienti.

Uno studio indipendente di fase III aveva inoltre dimostrato che celecoxib riduce l’incidenza di eritrodisestesia palmo-plantare o sindrome mano-piede indotta da capecitabina.

Celecoxib fa parte della famiglia degli inibitori di Cox-2, farmaci comunemente utilizzati come antiinfiammatori di cui è stato studiato anche un possibile impiego nei tumori del colon, del polmone e della pelle, dove sembrerebbero inibire la crescita cellulare e indurre l’apoptosi, ovvero la morte delle cellule tumorali.  La capecitabina è un agente chemioterapico utilizzato nel trattamento del carcinoma della mammella metastatico e nel carcinoma del colon-retto metastatico.

Le staminali del cancro al colon retto sono cellule esprimenti ABCB5, una proteina che rende gli elementi neoplastici resistenti al trattamento chemioterapico. Lo aveva dimostrato uno studio pubblicato su Cancer Research condotto dai ricercatori del gruppo di Brian Wilson e Tobias Schatton del Children's Hospital di Boston (Stati Uniti).

Il tumore del colon è in assoluto il tumore a maggiore insorgenza nella popolazione italiana, con quasi 50.000 diagnosi stimate per il 2011.

Edward Lin et al., Two-Step Therapy for Patients with Metastatic Coloretal Cancer, Gateway for Cancer Research