Tumore al pancreas, continuano gli studi di fase III su vaccino terapeutico

Continuano gli studi di fase III sul vaccino terapeutico contro il tumore del pancreas. Si tratta dei trial IMPRESS: "Immunotherapy for Pancreatic Resectable cancer Survival Study", uno studio di fase III che ha arruolato pazienti con tumore al pancreas sottoposti a resezione chirurgica e PILLAR "Pancreatic Immunotherapy with algenpantucel-L for Locally Advanced non-Resectable" che ha arruolato pazienti con tumore al pancreas localmente avanzato. Entrambi i trial hanno completato l'arruolamento dei pazienti e i primi risultati saranno disponibili entro la fine di quest'anno.

Continuano gli studi di fase III sul vaccino terapeutico contro il tumore del pancreas. Si tratta dei trial IMPRESS: "Immunotherapy for Pancreatic Resectable cancer Survival Study”, uno studio di fase III che ha arruolato pazienti con tumore al pancreas sottoposti a resezione chirurgica e PILLAR “Pancreatic Immunotherapy with algenpantucel-L for Locally Advanced non-Resectable” che ha arruolato pazienti con tumore al pancreas localmente avanzato. Entrambi i trial hanno completato l’arruolamento dei pazienti e i primi risultati saranno disponibili entro la fine di quest’anno.

Come funziona
Algenpantucel-L è un vaccino terapeutico sperimentale per il tumore al pancreas sviluppato attraverso la piattaforma di NewLink Genetics denominata HyperAcute. Algenpantucel-L è costituito da due linee cellulari del tumore al pancreas (HAPa-1 and HAPa-2) modificate geneticamente per esprimere carboidrati alfa-gal su alcune molecole che si trovano sulla superficie cellulare. Dopo l’iniezione delle cellule nel paziente, i carboidrati alfa-gal stimolano una risposta immunitaria contro antigeni specifici del tumore al pancreas presenti nelle cellule tumorali. In pratica, il sistema immunitario del paziente viene stimolato ad attaccare le cellule tumorali e a distruggerle.

Studio IMPRESS
IMPRESS è uno studio di fase III randomizzato, in aperto, lanciato nell’aprile del 2010, che ha arruolato 720 pazienti. I partecipanti sono stati sottoposti a resezione chirurgica del tumore e successivamente randomizzati a ricevere un regime adiuvante costituito dal vaccino (18 immunizzazioni alla dose da 300 milioni di cellule) più gemcitabina (1000 mg/m2/d, una volta alla settimana per tre settimane) con o senza 5 fluoro uracile (5-FU) (200-250 mg/m2/d per 5,5 settimane) con radiazione o gemcitabina con o senza chemioradiazione con 5-FU.

L’endpoint primario dello studio era la sopravvivenza generale (OS). L’analisi dei dati è attualmente in corso. Ad oggi gli autori riportano un profilo di sicurezza positivo con solo un episodio di irritazione al sito di iniezione osservato.

L’età media dei partecipanti era pari a 65 anni e il 52% dei soggetti arruolati era di sesso maschile, con l’80% dei tumori rimossi dalla testa del pancreas. Il 70% dei pazienti aveva uno status nodale positivo e il 55% presentava un tumore di dimensioni superiori ai 3 cm. 
La seconda analisi ad interim dello studio ha dimostrato una OS media di 28,5 mesi dal tempo della randomizzazione per entrambe le coorti complessivamente.

Nello studio precedente di fase II, dopo un follow up medio di 21 mesi, la sopravvivenza senza malattia (DFS)  era del 62% e la OS a 12 mesi era dell’86%. La DFS media era di 14,1 mesi. In questo studio, 34 pazienti avevano presentato una recidiva di malattia. Gli eventi avversi di grado 1 e 2 più frequenti erano fatigue e reazioni al sito di infezione. Il 12% dei partecipanti aveva presentati eventi avversi di grado 3 e 4 che includevano fatigue, reazioni e dolore al sito di iniezione e linfopenia.

Studio PILLAR
Lo studio PILLAR, lanciato nell’ottobre del 2012, è un trial in aperto, randomizzato che ha arruolato 280 pazienti con tumore localmente avanzato non resecabile trattati con FOLFIRINOX o gemcitabina/nab paclitaxel con o senza algenpantucel-L.

L’endpoint principale dello studio era la OS, mentre la sopravvivenza senza progressione (PSF), la sicurezza e la risposta anticorpale contro il vaccino erano gli endpoint secondari. L’arruolamento dei partecipanti di questo studio è stato completato lo scorso dicembre.

“Il vaccino consiste in una nuova immunoterapia con meccanismo d’azione differente rispetto agli agenti immunoterapici nivolumab e pembrolizumab che inibiscono i checpoint immunitari”, spiegano gli autori degli studi.

NewLink Genetics spiega che la sua piattaforma per lo sviluppo di immunoterapie è in grado di trarre vantaggio dalla risposta iperacuta del sistema immunitario che è metabolicamente attiva e utilizza l’intera cellula con multipli antigeni.  La risposta immunitaria risultante consiste in anticorpi attivati, cellule T e eosinofili.

“In base ai primi dati, spiegano gli autori, il vaccino funziona meglio se somministrato dopo che il tumore è stato rimosso, anche perché il sistema immunitario è più potente quando è presente una quantità ridotta di cellule tumorali”, spiegano gli esperti. “Il risultato più interessante, per ora, riguarda lil profilo di sicurezza e tollerabilità del vaccino che si è dimostrato positivo in combinazione alle cure standard”, concludono gli autori.