La combinazione di carboplatino, paclitaxel, cetuximab e bevacizumab, seguita da una terapia di mantenimento con cetuximab e bevacizumab, ha dimostrato di essere efficace e generalmente ben tollerata nei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (Nsclc), naive alla chemioterapia.

E’ quanto emerso da uno studio di fase II denominato SWOG S0536, coordinato da by Edward Kim (Levine Cancer Institute, Charlotte, North Carolina, Usa) pubblicato sul Journal Thoracic Oncology.

Il trial ha arruolato 102 pazienti con Nsclc di stadio IIIb/IV di età media pari a 64 anni, naive alla chemioterapia. I partecipanti sono stati trattati con sei cicli di chemioterapia a base di carboplatino (area sotto la curva, 6), 200 mg/m2 di paclitaxel, 400 mg/m2 di cetuximab al giorno 1, seguiti da 250 mg/m2 a settimana e bevacizumab alla dose da 15 mg/kg somministrato ogni 21 giorni.

Successivamente, i pazienti che avevano ottenuto una risposta oggettiva o la stabilizzazione della malattia sono stati trattati con una terapia di mantenimento costituita da 250 mg/m2 di cetuzimab somministrato una volta a settimana e 15 mg/kg di bevacizumab ogni 21 giorni. La terapia di mantenimento è stata continuata fino alla progressione della malattia.

L’endpoint principale dello studio era la sicurezza, valutata in base alla frequenza e alla severità degli episodi di tossicità emorragica. Gli endpoint secondari includevano la sopravvivenza generale (OS) e la sopravvivenza senza progressione (PFS).

I risultati dello studio hanno mostrato una PFS media pari a 7 mesi (IC 95%, 6-8) e una OS media pari a 15 mesi (IC 95%, 11-21). Tra i 95% con malattia misurabile, il 56% ha ottenuto una risposta alla terapia e il 22% ha raggiunto al stabilizzazione della malattia. Il tasso medio di controllo della malattia era del 77%.

Il 2% dei partecipanti ha presentato un’emorragia di grado uguale o superiore a 4 (IC 95%, 0-7). Tale risultato era in accordo con i criteri predefiniti di sicurezza. Nello studio si sono verificati quattro decessi, due per emorragia polmonare, uno a causa di infezioni e uno per cause sconosciute.

“La combinazione dei farmaci testata nello studio ha mostrato un’efficacia promettente ed è risultata sicura per i pazienti con Nsclc”, ha spiegato Edward S. Kim, l’autore principale dello studio.
Attualmente è in corso uno studio di fase III, denominato SWOG 0819, condotto allo scopo di confermare i dati del trial di fase II.

Il tumore al polmone è la principale causa di morte per cancro a livello mondiale, sia negli uomini che nelle donne. L’85% di tutti i tumori al polmone è rappresentato dal carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc), principalmente metastatico. Circa il 75% di tutti i tumori Nsclc viene diagnosticato quando la malattia è già in fase metastatica o avanzata. In questi pazienti, la sopravvivenza a 5 anni è del 5%.

Kim ES. Et al.,Phase II Trial of Carboplatin, Paclitaxel, Cetuximab, and Bevacizumab Followed by Cetuximab and Bevacizumab in Advanced Nonsquamous Non-Small-Cell Lung Cancer: SWOG S0536., J Thorac Oncol, 2013;doi:10.1097/JTO.0000000000000009
leggi