Tumore al polmone e testa collo: dall'ESMO dati promettenti per anti PD-L1 durvalumab

Al congresso 2016 della European Society for Medical Oncology (ESMO), sono stati presentati nuovi dati di sicurezza ed efficacia di durvalumab. I risultati provengono da due distinte coorti di pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) o con carcinoma testa collo a cellule squamose (HNSCC). Al congresso sono stati presentati anche i nuovi dati di uno studio comparativo su quattro test diagnostici per PD-L1 nel carcinoma testa collo a cellule squamose (HNSCC).

Al congresso 2016 della European Society for Medical Oncology (ESMO), sono stati presentati nuovi dati di sicurezza ed efficacia di durvalumab. I risultati provengono da due distinte coorti di pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) o con carcinoma testa collo a cellule squamose (HNSCC). Al congresso sono stati presentati anche i nuovi dati di uno studio comparativo su quattro test diagnostici per PD-L1 nel carcinoma testa collo a cellule squamose (HNSCC).

Noto in precedenza con la sigla MEDI4736, durvalumab è un anticorpo monoclonale diretto contro il ligando 1 di morte cellulare programmata (PD-L1). Il farmaco viene sviluppato da AstraZeneca.

Durvalumab raggiunge risultati preliminari positivi nel trattamento del tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) e del carcinoma testa collo a cellule squamose (HNSCC)
I risultati di follow-up dello Studio 1108 di Fase I/II sulla monoterapia con durvalumab nei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule in fase avanzata hanno mostrato che i pazienti con neoplasie ad alta espressione di PD-L1* avevano un tasso di risposta obiettiva (ORR) e una sopravvivenza globale (OS) più alti rispetto a quelli dei pazienti con espressione di PD-L1 più bassa o assente.

Il tasso di risposta obiettiva (n=287†) è stato pari al 25% (intervallo di confidenza (CI) del 95%: 19%-33%) nei pazienti con tumori ad alta espressione di PD-L1 (n=154) rispetto al 6% (CI del 95%: 3%-12%) nei pazienti con carcinomi a bassa espressione di PD-L1 (n=116). La sopravvivenza globale stimata a sei mesi in base alla linea di terapia è riportata nella tabella di seguito:
Linea di terapia Alta espressione di PD-L1 Bassa espressione di PD-L1
1L (n=58) 80% (CI del 95%: 65% - 89%) 56% (CI del 95%: 20% - 80%)
2L (n=79) 69% (CI del 95%: 54% - 81%) 66% (CI del 95%: 43% - 81%)
≥3L (n=150) 66% (CI del 95%: 52% - 77%) 53% (CI del 95%: 41% - 64%)
† Include 17 pazienti con carcinomi con espressione di PD-L1 sconosciuta
*Alta espressione di PD-L1, colorazione ≥ al 25% delle cellule tumorali; bassa espressione di PD-L1, colorazione < al 25% delle cellule tumorali
Per tutti i pazienti di questa coorte, durvalumab ha dimostrato un profilo di sicurezza coerente con l’esperienza precedente. Gli eventi avversi (AE) più frequenti correlati a questo trattamento sono stati astenia (17%), diminuzione dell’appetito (9%) e diarrea (9%). Il 5% dei pazienti ha interrotto il trattamento a causa di eventi avversi1.
Nella coorte dello Studio 1108 di pazienti con tumore testa collo a cellule squamose metastatico/recidivante, il tasso di risposta obiettiva è stato dell’11% (CI del 95%: 5%-22%) in tutti i pazienti valutabili (n=62) e del 18% (CI del 95%: 5%-40%) nei pazienti con carcinoma ad alta espressione di PD-L1 (n=22).

Il tasso di sopravvivenza globale a 6 e a 12 mesi è stato rispettivamente del 62% (CI del 95%: 48%-74%) e del 42% (CI del 95%: 27%-55%) in tutti i pazienti valutabili. Gli eventi avversi (AE) più comuni riportati nel ≥5% dei pazienti sono stati astenia (18%), diarrea e nausea (8% ciascuno), prurito, eruzione cutanea e rash cutaneo maculopapulare (7% ciascuno). Cinque pazienti (8%) hanno riportato per eventi avversi di grado 3-4 correlati al trattamento.
Si studiano anche nuove combinazioni di molecole
Sono stati inoltre presentati i risultati iniziali del trial di Fase Ib/IIa (SCORES), che ha valutato la sicurezza e l’attività di durvalumab in combinazione con AZD9150, inibitore di STAT3, o con AZD5069, antagonista di CXCR2, nei pazienti con neoplasie in stadio avanzato.

I risultati hanno mostrato come le combinazioni di durvalumab con questi due nuovi potenziali farmaci determinino un’attività anti-tumorale incoraggiante. Tra tutti i pazienti che hanno ricevuto durvalumab e AZD9150 (n=11), due soggetti hanno ottenuto una risposta parziale e cinque hanno mostrato una stabilizzazione della malattia. Tra tutti i pazienti che hanno ricevuto AZD5069 (n=20), un soggetto ha ottenuto una risposta completa, due hanno ottenuto una risposta parziale e cinque hanno mostrato una stabilizzazione della malattia. In entrambi i bracci è stata determinata la dose raccomandata per i successivi trials di Fase II.

Gli eventi avversi più comuni tra i pazienti che hanno ricevuto AZD9150 sono stati piastrinopenia (64%), aumento di ALT/AST (46%), nausea (36%) e neutropenia (36%), mentre quelli più comuni tra i pazienti che hanno ricevuto AZD5069 sono stati neutropenia (35%), astenia (25%) e anemia, anoressia, nausea o dolore (tutti al 15%)4.
È stata registrata una tossicità dose-limitante di grado 3 alla dose di 40 mg/kg di AZD5069 e sono state osservate due tossicità simili alla dose di 80 mg/kg.
1 Antonia S et al. Phase 1/2 study of the safety and clinical activity of durvalumab in patients with non-small cell lung cancer (NSCLC). Congresso 2016 European Society for Medical Oncology (poster).
2 Segal NH et al. Updated safety and efficacy of durvalumab (MEDI4736), an anti-PD-L1 antibody, in patients from a squamous cell carcinoma of the head and neck (SCCHN) expansion cohort. Congresso 2016 European Society for Medical Oncology.
3 Ratcliffe MJ et al. A comparative study of PD-L1 diagnostic assays in squamous cell carcinoma of the head and neck (SCCHN). Congresso 2016 European Society for Medical Oncology (abstract poster).