Alla Conferenza Mondiale sul Cancro al Polmone, in corso a Denver in Colorado (Usa), sono stati presentati i dati aggiornati sul farmaco oncologico sperimentale AZD9291 in prima linea nei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) in fase avanzata e positivi alla mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFRm) e nei pazienti precedentemente trattati con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) positivi alla mutazione T790M dell'EGFR. 

AZD9291 è un inibitore EGFR-TK di nuova generazione sviluppato da AstraZeneca.
I dati si riferiscono alla coorte di pazienti trattati in prima linea nello studio di fase I AURA-1 e ai pazienti trattati nelle linee più avanzate all’interno degli studi di fase II AURA extension e AURA-2.
I dati hanno dimostrato che, su un totale di 60 pazienti ai quali è stato somministrato AZD9291 una volta al giorno come terapia di prima linea, il 72% (intervallo di confidenza (IC) pari al 95% - dal 58% al 82%) ha registrato una sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 12 mesi. Il tasso di risposta complessivo confermato (ORR) è stato del 75% (IC 95%, dal 62% all'85%). La durata della risposta (DOR) più lunga è stata pari a 18 mesi.
“Anche se si tratta di dati preliminari, gli ultimi risultati dello studio AURA nella coorte di prima linea rinforzano ulteriormente il potenziale di AZD9291 nel trattamento dei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule positivo alla mutazione EGFRm in stadio avanzato e naive al trattamento", ha dichiarato il professor Suresh S. Ramalingam, presenting author dei dati dello studio AURA nella coorte di prima linea e Direttore di Oncologia Toracica e Oncologia Medica presso la Emory University School of Medicine di Atlanta, negli Stati Uniti.
Inoltre, sono stati presentati i dati emersi da due studi di fase II (AURA extension e AURA2) condotti su pazienti precedentemente trattati e positivi alla mutazione T790M dell’EGFR.

Sebbene ancora preliminari, questi studi hanno mostrato che il profilo di efficacia e tollerabilità di AZD9291 è in linea con i dati riportati in precedenza. Nello studio AURA extension (n = 201), l’ORR è stato del 61% (IC 95%, dal 54% al 68%); le mediane di PFS e DOR non erano calcolabili (NC). Risultati simili sono stati riscontrati nello studio AURA2 (n = 210). L’ORR si è attestato al 71% (CI 95%, dal 64% al 77%); la mediana di DOR era 7,8 mesi (CI 95%, da 7,1 mesi a NC) e la mediana di PFS era 8,6 mesi (CI 95%, da 8,3 mesi a 9,7 mesi).

Il profilo di sicurezza di AZD9291 riscontrato in questi studi è in linea con i dati ottenuti all'inizio dell'anno. Nella coorte di prima linea nello studio AURA-1 gli eventi avversi più comuni in tutti i gruppi di dosaggio e per tutti i gradi sono stati: eruzioni cutanee (77% dei casi in tutti i gradi, 2% in Grado ≥3) e diarrea (73% dei casi in tutti i gradi, 3% nei Gradi ≥3).

Questi eventi avversi sono stati i più comuni anche nei due studi AURA di fase II (AURA extension: eruzioni cutanee nel 40% dei casi in tutti i gradi, 1% nei Gradi ≥3, e diarrea nel 45% dei casi in tutti i gradi, 1% nei Gradi ≥3; AURA 2: eruzioni cutanee nel 42% dei casi in tutti i gradi, 1% nei Gradi ≥3 e diarrea nel 39% dei casi in tutti i gradi, 1% nei Gradi ≥3) .
Le richieste di autorizzazione all'immissione in commercio di AZD9291 per il trattamento dell'NSCLC positivo alla mutazione T790M dell'EGFR sono state inoltrate alla Food and Drug Administration (FDA) americana, all'Agenzia Europea del Farmaco (EMA) e alle altre autorità di regolamentazione. Di recente la FDA ha accettato la revisione prioritaria per AZD9291, aggiungendola alle denominazioni di “Breakhtrough theraphy”, “Orphan Drug” e “Fast Track” assegnategli in precedenza dall'autorità di regolamentazione. Anche l'EMA ha concesso la procedura di Valutazione Accelerata per AZD9291.
AZD9291 
AZD9291 è un inibitore irreversibile e altamente selettivo che agisce sia sull'attivazione della sensibilizzazione EGFRm, sia sulla mutazione T790M che sviluppa resistenza, non interferendo con l'attività dell'EGFR non mutato wild-type. AZD9291 è stato sviluppato per minimizzare l’impatto su due recettori biologici, noti come il recettore dell'insulina (IR) e il recettore del fattore di crescita insulino-simile (IGFR), al fine di ridurre il rischio di iperglicemia (elevati livelli di glucosio nel sangue). L'iperglicemia può portare alla necessità di trattare i pazienti con farmaci supplementari.
I pazienti affetti dalla forma EGFRm del tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC), riscontrabile nel 10-15 % dei pazienti affetti da NSCLC in Europa e nel 30-40 % dei pazienti con NSCLC in Asia, risultano particolarmente sensibili al trattamento con gli inibitori dell'EGFR-TK attualmente disponibili, che bloccano le vie di segnalazione cellulare che provocano la crescita delle cellule tumorali.Tuttavia, i tumori sviluppano quasi sempre una resistenza al trattamento, portando alla progressione della malattia.
In circa due terzi dei pazienti trattati con gli inibitori EGFR-TK approvati, ossia gefitinib e erlotinib, tale resistenza è causata dalla mutazione secondaria T790M. Allo stato attuale, non è disponibile nessuna target theraphy approvata per il trattamento dei tumori con la resistenza a questa mutazione. 

Recentemente l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha proposto il Nome Internazionale Non-Proprietario (INN) di Osimertinib per AZD9291, che potrebbe essere adottato formalmente a novembre 2015. Negli Stati Uniti, l’”American Medical Association” ha accettato il nome osimertinib come “United States Adopted Name (USAN).