Tumore al polmone, sorafenib non raggiunge l'end point primario

Oncologia-Ematologia
Bayer HealthCare Pharmaceuticals ha reso noto che in uno studio di fase III  condotto in pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule l’anticancro sorafenib non ha raggiunto l’end point primario  costituito dalla sopravvivenza globale. E’ invece migliorata la sopravvivenza senza progressione, uno degli end point secondari.

Lo studio, denominato MISSION confrontava l’efficacia di sorafenib associate alla miglior terapia di supporto verso quest’ultima più placebo. I dati completi verranno presentati nel corso di uno dei prossimi congressi medici di questo settore della medicina.

Lo studio MISSION (Monotherapy admInistration of Sorafenib in patientS wIth nOn-small cell luNg cancer) è un trial internazionale che ha randomizzato 703 pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) no  a cellule squamose e in fase avanzata e recidivante la cui malattia fosse progredita nonostante due  o tre precedenti terapie.

Per sorafenib il tumore al polmone è un campo di impiego sperimentale; finora il farmaco è indicato unicamente  l’epatocarcinoma e per il carcinoma a cellule renali.

Il cancro al polmone è il più comune al mondo. In Europa è ,tra gli uomini, il più comune  in circa un caso su cinque casi di tumore(305.000 casi all’anno). Nelle donne è il quarto tipo di tumore più comune, dopo quelli al seno, al colon-retto e allo stomaco.
Il cancro al polmone non a piccole cellule (NSCLC), è causa di circa 90-85% di tutti i tumori al polmone.  La classificazione dell’OMS tra i tumori non a piccole cellule del polmone include i carcinomi a cellule squamose, gli adenocarcinomi, i carcinomi a grandi cellule, i carcinomi adenosquamosi, i carcinomi sarcomatoidi, i tumori carcinoidi e i tumori delle ghiandole salivari (Travis 2004; Franklin 2000).