Tumore al seno, biopsia liquida: espressione di 17 geni correlata a vari outcome

In uno studio su pazienti con carcinoma mammario localizzato oppure metastatico, un profilo di espressione di 17 geni identificato con la biopsia liquida, e in particolare dall'analisi delle cellule tumorali circolanti (CTC) č risultato correlare con la risposta alla terapia e vari outcome. Il lavoro č stato pubblicato di recente sulla rivista Cancer Discovery.

In uno studio su pazienti con carcinoma mammario localizzato oppure metastatico, un profilo di espressione di 17 geni identificato con la biopsia liquida, e in particolare dall’analisi delle cellule tumorali circolanti (CTC) è risultato correlare con la risposta alla terapia e vari outcome. Il lavoro è stato pubblicato di recente sulla rivista Cancer Discovery.
Il profilo di espressione ricavato dalle CTC potrebbe aiutare a orientare le decisioni terapeutiche, concludono pertanto gli autori, guidati da Shyamala Maheswaran, del Massachusetts General Hospital Cancer Center di Boston.

"Nonostante ... opzioni terapeutiche sempre più efficaci, ci sono pochi biomarcatori sui quali basarsi per la scelta iniziale della terapia e per identificare le risposte precoci" scrivono Maheswaran e i colleghi. "Di conseguenza, le scelte terapeutiche sono spesso empiriche e l'accertamento clinico tardivo della risposta del tumore limita la capacità di definire rapidamente un regime efficace per la singola paziente" aggiungono.

Nel loro studio, i ricercatori hanno analizzato i profili di espressione genica in campioni di tessuto mammario normale, carcinoma mammario e sangue intero. Attraverso quest’analisi hanno selezionato 17 marcatori fortemente espressi nei tessuti di derivazione mammaria, ma praticamente assenti nelle cellule del sangue; i marcatori comprendevano geni come MGP ed EFHD1, che sono altamente espressi nel cancro al seno, altri geni come SERPINA3 e WFDC2, che sono coinvolti nella segnalazione endocrina, e altri geni ancora, tra cui MUC16 e TMPRSS4, coinvolti nella crescita tumorale e nello sviluppo di metastasi.

Dopo aver valutato la presenza di questo profilo di espressione genica in donatori sani e di ognuno dei 17 marcatori in vari stadi del cancro al seno, hanno applicato il CTC-Score appena sviluppato a una coorte di 54 donne con carcinoma mammario localizzato trattato con terapia neoadiuvante. Hanno così scoperto che un CTC-Score elevato dopo almeno tre cicli di terapia neoadiuvante era associato a una maggiore probabilità di malattia residua al momento della resezione chirurgica (area sotto la curva: 0,83; P = 0,047).

In una coorte separata di 87 donne con carcinoma mammario metastatico, i ricercatori hanno confrontato il CTC-Score prima dell'inizio della nuova terapia e dopo diverse settimane di trattamento. Dall’analisi è emerso che il CTC-Score al basale era associato in modo significativo alla sopravvivenza globale (OS): le pazienti con un CTC-Score basale elevato avevano un’OS mediana significativamente peggiore rispetto a quelle con un CTC-Score basso: 11,1 mesi contro 17,2 mesi (HR 2,70; IC al 95% 1,15-16,7; P = 0,02).

L’OS mediana è risultata maggiore anche nelle pazienti senza mutazioni di ESR1 e in quelli che erano state trattate con inibitori delle cicline CDK4 e 6.
Inoltre, le pazienti con CTC-Score basale basso che era diminuito ulteriormente di oltre il 90% dopo 3-4 settimane di terapia hanno mostrato un’OS significativamente migliore rispetto a quelle il cui CTC-Score non era diminuito di molto o di quelle che all’inizio avevano un CTC-Score elevato (P = 0,001).

"Nell’insieme, queste osservazioni suggeriscono che sia il peso delle CTC pre-trattamento, sia le variazioni precoci delle CTC indotte dal trattamento sono fattori prognostici importanti nel predire l'outcome della paziente" scrivono gli autori.

Maheswaran e i colleghi hanno anche valutato in che modo il CTC-Score poteva predire la risposta in un sottogruppo di 36 pazienti con tumore positivo ai recettori ormonali (HR+) che dovevano iniziare la terapia endocrina. In queste pazienti, la persistenza dopo 3-4 settimane di trattamento di un "profilo di resistenza" che coinvolge sei dei 17 geni compresi nel CTC-Score è risultata associata a un’OS più breve (P = 0,06) e tempo di comparsa della progressione più rapido (P = 0,008). Questo dato, osservano gli autori, è coerente con una soppressione inadeguata della trasduzione del segnale attraverso i recettori degli estrogeni.

"L'applicazione delle ‘biopsie liquide’ nei trattamenti contro il cancro al seno è in rapida evoluzione" scrivono gli autori, aggiungendo che l’analisi del CTC-score può fornire una strategia nuova e complementare per monitorare e indirizzare la terapia nel carcinoma mammario sia localizzato sia avanzato.

T.T. Kwan, et al. A digital RNA signature of Circulating Tumor Cells predicting early therapeutic response in localized and metastatic breast cancer. Cancer Discovery 2018; doi: 10.1158/2159-8290.CD-18-0432.
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