Tumore al seno in stadio avanzato, fulvestrant supera anastrozolo nel trattamento di prima linea

Al congresso della European Society for Medical Oncology 2016, in corso a Copenaghen, AstraZeneca ha annunciato i dati di FALCON, un trial di fase III che ha dimostrato come fulvestrant 500 mg permetta di raggiungere una mediana superiore della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto ad anastrozolo 1 mg nel trattamento di prima linea per le donne in post-menopausa con tumore al seno metastatico o localmente avanzato. L'endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione. Il trial ha arruolato 462 pazienti.

Nelle donne con un carcinoma mammario avanzato con recettori ormonali (HR) positivi, in particolare quelle con malattia meno aggressiva, di piccolo volume, fulvestrant aumenta in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto ad anastrozolo come terapiam di prima linea. Il dato emerge dallo studio FALCON, un trial di fase III presentato da poco a Copenhagen al congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO).

"Per le pazienti con malattia non viscerale che non sono a rischio immediato di decesso a causa del tumore al seno, un gruppo per il quale i medici tipicamente sceglierebbero la terapia endocrina come primo approccio, sembra che fulvestrant potrebbe essere un nuovo standard di cura " dichiara in un comunicato stampa diffuso dall’ESMO il primo autore dello studio, Matthew Ellis, direttore del Lester and Sue Smith Breast Center presso il Baylor College of Medicine di Houston.
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Fulvestrant è un antagonista del recettore per gli estrogeni non provvisto di effetti agonisti. A differenza del tamoxifene o degli inibitori dell'aromatasi, fulvestrant non interferisce con i livelli degli estrogeni, ma agisce bloccando l'azione degli estrogeni a livello recettoriale ed interrompendo la trasduzione del segnale attraverso il recettore per gli estrogeni, provocando in tal modo una sottoregolazione dei recettori degli estrogeni a livello tumorale e un'interruzione di altri pathway coinvolti nella proliferazione della crescita tumorale.

Nello studio FALCON, che è un trial multicentrico, randomizzato e in doppio cieco, Ellis e i colleghi hanno messo a confronto fulvestrant e anastrozolo in 462 donne con un cancro al seno localmente avanzato o metastatico, positivo per i recettori ormonali, ma HER2-negativo, non sottoposte in precedenza alla terapia ormonale.

I ricercatori hanno assegnato in modo casuale 230 pazienti al trattamento con fulvestrant 500 mg per via intramuscolare nei giorni 0, 14, 28 e poi ogni 28 giorni, e 232 pazienti al trattamento con anastrozolo 1 mg al giorno.

Dopo un follow-up mediano di 25 mesi, le donne trattate con fulvestrant hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo, del 21%, della PFS (endpoint primario del trial) rispetto a quelle trattate con anastrozolo: 16,6 mesi contro 13,8 mesi (P = 0,048).

L'analisi dei sottogruppi ha evidenziato, inoltre, un impatto ancora maggiore di fulvestrant sulla PFS nelle pazienti che al basale non mostravano una diffusione della malattia al fegato o ai polmoni (22,3 mesi contro 13,8 mesi).

Le donne trattate con fulvestrant hanno mostrato anche una percentuale di risposta superiore (46,1% contro 44,9%; OR 1,07; IC al 95% 0,72-1,61) così come una percentuale più alta di beneficio clinico (78,3% contro 74,1%; OR 1,25; IC al 95% 0,82-1,93), ma queste differenze non hanno raggiunto la significatività statistica.

I ricercatori hanno inoltre osservato una durata della risposta significativamente maggiore nel gruppo trattato con fulvestrant rispetto al gruppo trattato con l’inibitore dell’aromatasi (20 mesi contro 13,2 mesi) nonché una durata mediana superiore del beneficio clinico (22,1 mesi contro 19,1 mesi) ed Ellis ha suggerito che questo potrebbe spiegare l'aumento della PFS osservato con fulvestrant.

L’effetto del trattamento sulla qualità di vita correlata alla salute è apparso comparabile nei due gruppi di trattamento, anche se quello trattato con fulvestrant ha mostrato un’incidenza leggermente superiore di artralgia (16,7% contro 10,3%) e vampate di calore (11,4% contro 10,3%).

"Fulvestrant è tollerato bene quanto l’anastrozolo, e meglio di altri farmaci che potrebbero essere utilizzati in questo setting, come la chemioterapia o gli inibitori di CDK4" osserva Ellis, aggiungendo che “nelle pazienti in cui si cerca un approccio a bassa tossicità, come ad esempio quelle più anziane o con una malattia di piccolo volume, sembra una buona opzione".

Commentando lo studio, Nicholas Turner, oncologo medico del Royal Marsden Hospital di Londra ha detto che questi risultati rappresentano un importante passo avanti nel trattamento della forma più comune di cancro al seno, e suggeriscono un potenziale beneficio dell'utilizzo di fulvestrant in una fase più precoce del trattamento.

"Tuttavia due fattori complicano la traslazione di questi nuovi dati nella pratica clinica di routine: in primo luogo, lo studio ha arruolato solo donne che non avevano fatto in precedenza nessun trattamento ormonale, mentre molte pazienti che si presentano con un carcinoma mammario avanzato sono state già trattate in precedenza per il tumore primario" ha sottolineato Turner.

"In secondo luogo, da quando è stato disegnato lo studio, lo standard di cura per queste donne è cambiato: ora per questo gruppo di pazienti sia negli Stati Uniti sia in Europa è stato approvato l’inibitore di CDK4/6 palbociclib, in combinazione con un inibitore dell'aromatasi. Ulteriori studi potranno aiutare a definire la sequenza terapeutica migliore per le donne con un carcinoma mammario avanzato" ha concluso l’esperto.

M. Ellis, et al. FALCON: a phase III randomised trial of fulvestrant 500 mg vs. anastrozole for hormone receptor-positive advanced breast cancer. ESMO 2016; abstract LBA14_PR.