La terapia con cabazitaxel migliora il controllo del dolore e la qualità della vita dei pazienti con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (CRPC). E’ quanto affermato dai ricercatori del Bristol Haematology and Oncology Centre, in occasione del Congresso della European Association of Urology di Parigi.

Cabazitaxel è un taxano di nuova generazione, progettato per essere efficace anche nei pazienti resistenti ai taxani attualmente in terapia, paclitaxel e docetaxel. Il farmaco è un agente antineoplastico che agisce disgregando la rete microtubulare nelle cellule. Cabazitaxel si lega alla tubulina e ne favorisce l’assemblaggio per formare i microtubuli, inibendone al tempo stesso il disassemblaggio. In questo modo si ottiene la stabilizzazione dei microtubuli che determina l’inibizione delle funzioni di mitosi e di interfase della cellula. Il farmaco è disponibile anche in Italia da gennaio 2012.

Gli esperti hanno riportato i risultati di un’analisi ad interim dello studio di fase III TROPIC che ha valutato 62 pazienti trattati con cabazitaxel 25mg/m2 ogni 3 settimane per via parenterale, più 10 mg/die di prednisone per via orale.

TROPIC ha confrontato la terapia a base di cabazitaxel rispetto a quella con mitoxantrone, entrambi associati a prednisone, in 755 pazienti con CRPC che avevano mostrato una progressione della patologia dopo la terapia con docetaxel. La sopravvivenza generale media era di 15,1 mesi nel braccio cabazitaxel, rispetto a 12,7 mesi del braccio con mitoxantrone prednisone/prednisolone (p<0,0001, IC 0,61-0,84). La sopravvivenza media senza progressione era di 2,8 mesi con cabazitaxel verso 1,4 mesi dei controlli. Nel gruppo assegnato a cabazitaxel erano stati osservati casi di neutropenia e diarrea ma episodi di tossicità grave non erano frequenti.
Come spiegato dagli esperti, la maggior parte dei pazienti nel Regno Unito che hanno accesso alla terapia per  CRPC sono anziani e pesantemente pretrattati per una media di 54,9 mesi dalla diagnosi. Questi soggetti ricevono in media 7,7 cicli precedenti di terapia con docetaxel e il 50% mostra una progressione nei 3 mesi successivi all’ultimo ciclo di terapia.

Nella nuova analisi presentata a Parigi, il 44% dei pazienti trattati con cabazitaxel non ha riportato dolore dopo 4 cicli di terapia, rispetto al basale (21%). I punteggi relativi ad ansia e depressione, mobilità, e cure personali, ottenuti con l’EuroQoL-5D, un questionario per la valutazione della qualità della vita, erano stabili. Lo stato di salute percepito dal paziente, valutato attraverso una scala analogica visiva (VAS), è aumentato dopo 4 cicli di terapia (79%), rispetto al basale (75%).
Diarrea di qualsiasi grado è stata osservata nel 56% dei pazienti e quella di grado >3 si è verificata solo nel 2,4% dei partecipanti. Il 46% dei pazienti ha riportato fatica ma solo nel 2,4% di grado >3.

Neutropenia di durata superiore ai 7 giorni, sepsi neutropenia e neuropatia periferica di qualsiasi grado non erano frequenti. Non sono stati osservati casi di tossicità cardiaca.
Questi dati mostrano che nei pazienti con CRPC, il trattamento con cabazitaxel migliora il dolore e la qualità della vita con un profilo di tossicità favorevole durante le fasi precoci della terapia.

Cabazitaxel for Metastatic Castration-Resistant Prostate Cancer (mCRPC): Interim Safety and Quality of Life (QOL) Data From the UK Early Access Programme. Abstract 129