I pazienti diabetici con tumore alla prostata vivono più a lungo e presentano un rischio ridotto di morire a causa del carcinoma prostatico se trattati con l’antidiabetico metformina. Lo dimostrano i risultati di un ampio studio retrospettivo pubblicati sul Journal of Clinical Oncology.

Nello studio, ogni sei mesi di terapia con metformina, il  rischio di mortalità per cancro alla prostata veniva ridotto del 24%. Un’associazione simile è stata osservata anche per la mortalità per qualsiasi causa e il beneficio non era influenzato dal tipo di trattamento anticancro utilizzato. L’uso di altri farmaci antidiabetici non aveva effetti sulla mortalità.

Gli esperti hanno utilizzato l’Ontario Diabetes Database per identificare tutti gli uomini a partire dai 66 anni che avevano ricevuto una diagnosi di diabete a partire dal 1 marzo 1997 fino al 31 marzo 2008. Successivamente, i ricercatori hanno incrociato i dati con quelli dell’Ontario Cancer Registry per identificare gli uomini che avevano ricevuto una diagnosi di tumore alla prostata dopo quella di diabete.

In totale sono stati analizzati 3.837 uomini di età media pari a 75 anni alla diagnosi di tumore alla prostata. Di questi pazienti, 976 presentavano un tumore di grado elevato (Gleason score ≥8) e 2.167 di volume elevato (>30%). Durante il follow up della durata di 5 anni, 1.343 uomini sono deceduti e in 291 la causa era il tumore alla prostata.

Dei pazienti analizzati, 1.251 erano stati trattati con metformina prima di ricevere la diagnosi di tumore alla prostata e 1,619 dopo aver ricevuto la diagnosi del tumore. L’inizio della terapia con metformina corrispondeva in media a 19 mesi prima della diagnosi di tumore e 8,9 mesi dopo la diagnosi. Il trattamento era continuo in 858 pazienti e discontinuo in 761 partecipanti.

Nelle analisi multivariate, ogni sei mesi di terapia con metformina il rischio di mortalità per tumore alla prostata si riduceva del 24% (hazard ratio 0,76, 95% CI 0,64-0,89), rispetto agli uomini che non facevano uso del farmaco. Negli 850 pazienti che ricevevano metformina in monoterapia, sei mesi in più di trattamento erano associati a una riduzione pari al 44% del rischio di mortalità per cancro alla prostata (95% CI 0,51-0,70) e al 20%  del rischio di mortalità per tutte le cause (HR 0,77-0,85).

In un articolo pubblicato a marzo sulla rivista Aging Cell, i ricercatori dell’Università di Montreal avevano spiegato di aver scoperto che la metformina riduce la produzione di citochine infiammatorie, sostanze che normalmente attivano il sistema immunitario, ma, in caso di sovrapproduzione, possono portare a un’infiammazione cronica patologica che può danneggiare i tessuti, accelerare l’invecchiamento cellulare e favorire la crescita tumorale.

Già altri studi, in precedenza, avevano evidenziato le potenzialità della metformina come farmaco antinvecchiamento e antitumorale. Tra gli ultimi, uno studio uscito nel dicembre scorso su Cancer che dimostra un possibile ruolo nel trattamento del carcinoma ovarico, con un miglioramento della sopravvivenza nelle donne trattate con l’antidiabetico mentre facevano la chemioterapia rispetto a quelle trattate con la sola chemio.

All’ultimo congresso dell’American Association for Cancer Research sono stati presentati studi che hanno dimostrato un beneficio della metformina anche nel tumore alla prostata, al fegato e al pancreas. Inoltre, sono attualmente in corso studi che la stanno valutando nel trattamento del cancro al seno in stadio iniziale.

Margel D, et al "Metformin use and all-cause and prostate cancer-specific mortality among men with diabetes" J Clin Oncol 2013; DOI: 10.1200/JCO.2012.46.7043.
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