Gli uomini che hanno il cancro alla prostata e presentano mutazioni del gene ereditario, il Brca2, sviluppano la forma più aggressiva di tumore e hanno meno possibilità di sopravvivenza, come spiega lo studio pubblicato sul 'Journal of Clinical Oncology'.

Il gene in questione è lo stesso che aumenta il rischio di cancro ereditario al seno e alle ovaie nelle donne. Circa un uomo su 100 con cancro alla prostata presenta una mutazione del gene Brca2 e per loro sarebbe opportuno procedere subito con chirurgia o radioterapia, anche se la malattia è ad uno stadio iniziale che normalmente sarebbe classificato a basso rischio. Il cancro alla prostata può crescere molto lentamente o velocemente e alcuni possono vivere senza sintomi per molto tempo, pur avendo già il tumore. Per molti uomini il trattamento non è subito necessario.

Ma se hanno questo gene, allora vanno trattati subito e in modo aggressivo, perché il tumore può diffondersi molto più rapidamente, ed essere più letale. Una conclusione cui i ricercatori sono arrivati dopo aver analizzato i dati di pazienti con questo cancro, di cui 61 con il gene Brca2, 18 con un gene simile, il Brca1, e 1.940 senza alcuna mutazione. Si è così visto che quelli con il Brca2 vivevano in media 6,5 anni dopo la diagnosi, contro i quasi 13 anni degli uomini senza la mutazione. Agli uomini con tumore alla prostata e che in famiglia hanno casi di cancro al seno e alle ovaie dovrebbe dunque essere offerto, raccomanda lo studio, subito il test del Brca1/2