In  occasione del congresso ASCO di Chicago, sono stati presentati i risultati di ML18147, uno studio di fase III su tumore del colon retto metastatico (mCRC) che ha valutato la continuazione di utilizzo di bevacizumab in aggiunta alla chemioterapia di seconda linea, in pazienti sottoposti al trattamento iniziale con bevacizumab in aggiunta alla chemioterapia di prima linea.

Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario rappresentato da un aumento significativo della sopravvivenza generale (overall survival, OS). Nello studio, il rischio relativo di mortalità è stato ridotto del 19% per i pazienti che hanno continuato la terapia con bevacizumab in aggiunta alla chemioterapia di seconda linea, rispetto ai pazienti sottoposti alla sola chemioterapia (HR = 0,81, p = 0,0062).

I pazienti che hanno continuato con bevacizumab in aggiunta alla chemioterapia di seconda linea hanno riportato anche un miglioramento significativo della sopravvivenza senza progressione della malattia (progression free survival, PFS, ovvero il tempo durante il quale un paziente vive senza che la malattia peggiori), con una riduzione del rischio di progressione del tumore del 32% (HR = 0,68, p<0,0001). Gli eventi avversi nello studio ML18147 sono stati in linea con quelli osservati in studi pilota precedenti condotti su bevacizumab in diversi tipi di tumore e non sono aumentati con la continuazione del farmaco.

Lo studio ML18147
ML18147 è uno studio multinazionale, multicentrico, randomizzato, in aperto, di fase III, che ha valutato il profilo di efficacia e sicurezza di bevacizumab in aggiunta a chemioterapia standard di seconda linea in 820 pazienti con mCRC la cui malattia era progredita successivamente al trattamento con bevacizumab in aggiunta a chemioterapia standard di prima linea (a base di irinotecan o oxaliplatino). I pazienti sono stati randomizzati alla progressione della malattia in uno dei seguenti bracci:

*   Braccio A: Chemioterapia* in aggiunta a bevacizumab (equivalente di 2,5 mg/kg ev settimanale)

*   Braccio B: Solo chemioterapia*

*A seconda della chemioterapia di supporto di prima linea (a base di fluoropirimidina / irinotecan o a base di fluoropirimidina / oxaliplatino), è stata invertita la chemioterapia di supporto in seconda linea.

L’endpoint primario dello studio era la sopravvivenza totale (OS) misurata a partire dal momento della randomizzazione dei pazienti al trattamento di seconda linea. Gli endpoint secondari di efficacia dello studio includevano la PFS, il tasso di risposta totale e il profilo di sicurezza.

I pazienti con mCRC trattati con bevacizumab in combinazione con chemioterapia standard sia in prima sia in seconda linea hanno riportato una OS mediana di 11,2 mesi, rispetto a 9,8 mesi per i pazienti sottoposti alla sola chemioterapia.

La PFS mediana è stata di 5,7 mesi rispetto a 4,1 mesi.

OS e PFS sono state calcolate dal momento in cui i pazienti sono stati randomizzati al trattamento di seconda linea.

Il tumore del colon retto metastatico (mCRC)
Il tumore del colon-retto rappresenta una delle forme di cancro più comuni al mondo, con più di 1,2 milioni di nuovi casi diagnosticati ogni anno; è la seconda forma di cancro più comune nelle donne e la terza negli uomini.

Nonostante i miglioramenti ottenuti a livello di screening per una diagnosi precoce, il carcinoma del colon-retto rimane una delle maggiori cause di mortalità per cancro al mondo ed è responsabile della morte di oltre 600.000 persone ogni anno.1,2 In generale, le attuali opzioni terapeutiche per il carcinoma del colon-retto sono: chirurgia, chemioterapia e terapie biologiche. Il cancro in stadio precoce (localizzato) può essere curato fino alla guarigione in caso di riuscita rimozione chirurgica. I pazienti affetti da un tumore in stadio avanzato (metastatico) vengono generalmente trattati con la chemioterapia in seguito alla chirurgia (trattamento di “prima linea").

Molti pazienti inizialmente rispondono alla chemioterapia, ma purtroppo, nella maggior parte dei casi la malattia finisce per progredire dopo il trattamento di prima linea e i pazienti possono aver bisogno di un ulteriore trattamento ("seconda linea"). Esiste pertanto una reale necessità di trattamenti tollerabili ed efficaci per un controllo a lungo termine della malattia nel carcinoma colorettale metastatico.