Tumore del pancreas, mantenimento con rucaparib mostra risposte cliniche in un sottogruppo di pazienti # AACR 2019

Il trattamento di mantenimento con l'inibitore di PARP rucaparib Ŕ stato ben tollerato e ha fornito risposte cliniche tra i pazienti con carcinoma pancreatico avanzato BRCA mutato o PALB2 mutato sensibile alla chemioterapia a base di platino. E' quanto emerge dai risultati di un'analisi intermedia di uno studio clinico di fase II presentato al meeting annuale AACR 2019 di Atlanta (Usa).

Il trattamento di mantenimento con l'inibitore di PARP rucaparib è stato ben tollerato e ha fornito risposte cliniche tra i pazienti con carcinoma pancreatico avanzato BRCA mutato o PALB2 mutato sensibile alla chemioterapia a base di platino. E’ quanto emerge dai risultati di un'analisi intermedia di uno studio clinico di fase II presentato al meeting annuale AACR 2019 di Atlanta (Usa).

"In questa analisi intermedia, stiamo scoprendo che i pazienti con cancro pancreatico sensibile al platino sembrano beneficiare di un trattamento con rucaparib in monoterapia", ha detto Kim Reiss Binder, professoressa di medicina nella divisione di ematologia oncologia presso la University of Pennsylvania. "Diversi pazienti hanno avuto risposte complete o parziali con il trattamento rucaparib, suggerendo che questa terapia ha il potenziale non solo per mantenere la malattia, ma anche per ridurre i tumori in alcuni casi," ha aggiunto.

Circa il 6-8 per cento dei pazienti con tumore del pancreas è portatore di mutazioni patogenetiche nei geni BRCA o PALB2, ha osservato Reiss Binder. Mutazioni in questi geni spesso coincidono con la suscettibilità alle chemioterapie a base di platino, ha aggiunto. "Mentre questo sottogruppo di pazienti affetti da tumore pancreatico risponde bene alla chemioterapia a base di platino, un trattamento prolungato porta a una tossicità cumulativa, per cui questo approccio spesso diventa insostenibile. Volevamo studiare opzioni di mantenimento più tollerabili, poiché non ci sono trattamenti approvati in questo contesto", ha detto Reiss Binder.

Rucaparib è stato approvato come trattamento di mantenimento per pazienti con tumore ovarico ricorrente, tumore alle tube di Falloppio o tumore peritoneale primario che rispondono alla chemioterapia a base di platino. "Volevamo determinare se questa strategia terapeutica potesse essere utilizzata anche in pazienti con tumori del pancreas sensibili al platino", ha spiegato Reiss Binder.

Questo studio clinico a braccio singolo, di fase II, sta attivamente arruolando pazienti con carcinoma pancreatico avanzato con mutazione BRCA o PALB2 che non sono andate in progressione dopo una precedente chemioterapia a base di platino. I pazienti sottoposti all'analisi intermedia avevano ricevuto una mediana di quattro mesi di chemioterapia al platino. Più dell'80% dei pazienti erano donne.

I pazienti erano trattati con 600 mg di rucaparib due volte al giorno fino alla progressione della malattia o ad una tossicità inaccettabile. L'obiettivo primario dello studio è la sopravvivenza libera da progressione (PFS). È in corso di valutazione anche il tasso di risposta globale (ORR). Diciannove dei 24 pazienti arruolati erano valutabili per l'analisi al 31 dicembre 2018.

La PFS mediana al momento dell'analisi era di 9,1 mesi dopo l'inizio del trattamento con rucaparib. L'ORR era del 37%, che comprendeva una risposta completa (CR) e sei risposte parziali (PR). Il tasso di controllo della malattia (definito come la somma di PR, CR e malattia stabile) è stato del 90% per almeno otto settimane. Otto pazienti sono rimasti in terapia con rucaparib per almeno sei mesi e due pazienti sono rimasti in terapia con rucaparib per più di un anno.

Gli eventi avversi comuni relativi al trattamento includevano nausea, disgeusia (distorsione del senso del gusto) e fatigue.

"Sebbene si tratti di dati molto preliminari, il fatto che in alcuni di questi pazienti stiamo assistendo a risposte cliniche sostenute è molto interessante", ha osservato Reiss Binder. "A parte la recente approvazione del pembrolizumab per i pazienti con instabilità microsatellitare, non c'è davvero nessun'altra terapia mirata che ha abbia di essere promettente per i pazienti con cancro al pancreas.

"I nostri risultati evidenziano l'importanza dei test germinali e somatici nei pazienti con tumore al pancreas", ha detto Binder. "La presenza di alcune mutazioni può guidare le strategie di trattamento, e i pazienti dovrebbero chiedere al loro oncologo di sottoporsi al test".

Poiché si trattava di un'analisi provvisoria non pianificata di uno studio in corso, piccolo, a braccio singolo, i risultati richiedono una sostanziale ulteriore convalida, ha osservato Reiss Binder.

Reiss Binder KA, Mick R, O’Hara M, et al. A phase II, single arm study of maintenance rucaparib in patients with platinum-sensitive advanced pancreatic cancer and a pathogenic germline or somatic mutation in BRCA1, BRCA2 or PALB2. Presented at: 2019 AACR Annual Meeting; March 29 to April 3, 2019; Atlanta, GA. Abstract CT234.