Tumore del polmone a piccole cellule, molto attiva la combinazione camrelizumab-apatinib

Oncologia-Ematologia

La combinazione di apatinib con l'inibitore dei checkpoint immunitari camrelizumab ha mostrato un'attività tumorale clinicamente significativa nel trattamento di pazienti con tumore del polmone a piccole cellule in fase avanzata, precedentemente trattati con la chemioterapia. È il risultato dello studio di fase 2 PASSION presentato di recente al meeting annuale (virtuale) della American Association for Cancer Research (AACR).

La combinazione di apatinib con l'inibitore dei checkpoint immunitari camrelizumab ha mostrato un’attività tumorale clinicamente significativa nel trattamento di pazienti con tumore del polmone a piccole cellule in fase avanzata, precedentemente trattati con la chemioterapia. È il risultato dello studio di fase 2 PASSION presentato di recente al meeting annuale (virtuale) della American Association for Cancer Research (AACR).

L’associazione dei due farmaci ha mostrato anche un profilo di sicurezza accettabile. Coordinato da Jie Wang, del dipartimento di medicina interna del Cancer Institute and Hospital della Chinese Academy of Medical Sciences di Pechino, lo studio ha riguardato pazienti chemio-sensibili e chemio-resistenti, ossia, rispettivamente, che a 90 giorni da un precedente ciclo di chemioterapia a base di platino avessero mostrato una risposta terapeutica oppure non avessero risposto al trattamento.

La maggior parte dei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule ha una malattia in fase avanzata al momento della diagnosi e quasi tutti i pazienti con questa diagnosi vanno incontro a una progressione della malattia dopo aver fatto la chemioterapia con una doppietta a base di platino.

Lo studio PASSION
Lo studio PASSION ha analizzato l’effetto della combinazione di camrelizumab, un inibitore di PD-1, e di apatinib, un inibitore delle tirosin chinasi (TKI) in grado di legarsi selettivamente al recettore VEGFR2 (vascular endothelial growth factor receptor 2).

Il trial ha previsto due fasi. Nella prima, in aperto, gli autori hanno determinato efficacia e sicurezza della combinazione sperimentale in tre coorti parallele di sei pazienti ciascuna, affetti da tumore del polmone a piccole cellule in stadio avanzato.

I partecipanti sono stati assegnati casualmente secondo un rapporto 1:1:1 a un trattamento con camrelizumab per via endovenosa (200 mg ogni 2 settimane), in associazione ad apatinib 375 mg una volta al giorno, oppure per 5 o 7 giorni seguiti da 2 o 7 giorni di sospensione, rispettivamente.

I dati riguardanti efficacia e tollerabilità derivanti da un primo ciclo di 28 giorni di trattamento sono stati quindi utilizzati per espandere la coorte di pazienti per lo studio di fase 2, i cui endpoint primari erano il tasso di risposta obiettiva (ORR) e la sicurezza, e nella quale i pazienti sono stati trattati con apatinib una volta al giorno.

La coorte espansa comprendeva 47 pazienti (per l’85% di sesso maschile e con un’età mediana pari a 62 anni), tutti tranne uno già sottoposti a una sola linea di chemioterapia.

Tasso di risposta soddisfacente
Il trattamento sperimentale è risultato associato a un ORR del 34% (IC al 95% 20,9-49,3) una sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana di 3,6 mesi (IC al 95%: 1,9-4,6) e una sopravvivenza globale (OS) di 8,4 mesi (IC al 95% 4,7-12,3).

«Benché un ORR di 34% sia un risultato importante in questo tipo di neoplasia» ha commentato Nicholas Ross, del Mount Sinai Hospital di New York «si tratta di un risultato difficile da interpretare, laddove la combinazione di chemio-immunoterapia sta diventando lo standard di cura di prima linea. Analogamente è difficile interpretare il beneficio riscontrato in uno studio privo di gruppo di confronto, che renderebbe possibile verificare l'effettivo beneficio dell'aggiunta di una targeted therapy a un inibitore dei checkpoint».

I pazienti chemio-sensibili (16) e quelli chemio-resistenti (31) hanno mostrato risultati simili per quanto riguarda l’ORR (37,5% vs 32,3%), così come per la PFS mediana (3,6 mesi vs 2,7 mesi) e l’OS mediana (9,6 mesi vs 8 mesi).

Tossicità complessivamente gestibile
Per quanto riguarda la tossicità, giudicata dai ricercatori complessivamente gestibile nonostante cinque pazienti (l’8,5%) abbiano abbandonato lo studio a causa degli eventi avversi, quasi i tre quarti dei pazienti (72,9%) hanno manifestato eventi avversi di grado uguale o superiore a 3.
Gli eventi avversi severi più comuni sono stati l’ipertensione (25,4%) la sindrome mano piede (13,6%) e la riduzione della conta piastrinica (13,6%). Invece, non si sono verificati decessi legati al trattamento.
«Questi dati giustificano la conduzione di ulteriori studi sulla combinazione camrelizumab più apatinib in questo tipo di tumore» ha concluso Wang.

J. Wang, et al. Camrelizumab plus apatinib in extensive-stage small-cell lung cancer (PASSION): A multicenter, two-stage, phase 2 trial. AACR 2020; abstract CT083
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